lunedì 18 ottobre 2010

Like the sun through clouds

Sono una solitaria, lo ammetto. Non sono mai stata quella dalle grandi compagnie, dai mille amici, dai 2000 contatti su facebook. Ho i miei amici, ho le mie relazioni, ma ho sempre preferito il tipo di rapporto che si può instaurare con poche persone, un tipo di rapporto che si possa coltivare dandogli le attenzioni necessarie, dedicandogli tempo e cura.
Insomma, sono per la qualità, non per la quantità, anche nei rapporti interpersonali.
In questi ultimi mesi però, complici trasferimenti, fine del Liceo, inizio dell'Università, discussioni e incidenti di percorso vari, ho smesso di frequentare alcune fra le persone con cui avevo costruito le amicizie o i rapporti migliori.
Ora ci sono i nuovi amici dell'Università, i protagonisti di questa nuova e meravigliosa vita, ma proprio perchè “nuovi” a volte capita che non ci sia la confidenza necessaria, quella confidenza che ti dà la libertà di alzare il telefono in un momento no e sfogarti con chi ti aspetta dall'altra parte.
Mi è capitato uno di questi momenti l'altra sera. Uno di quei momenti in cui ti ritrovi davanti allo specchio con i lacrimoni agli occhi e ti dici “E adesso?”. Ovviamente non era successo nulla di così grave e/o sconvolgente, ma quando ti ritrovi in un habitat non tuo, circondata da mobili ancora estranei, dopo una giornataccia, con un attacco influenzale imminente anche il più piccolo rannuvolamento può sembrare uno scrosciante temporale estivo, pronto ad abbattersi sui tuoi diciannove anni che non ti sono mai sembrati tanto insignificanti come in quel momento.
Alla fine basta fermare un attimo il cervello e riavvolgere il nastro, cercando dove si era inceppato.
E magari ricominciare da un punto fermo, un qualcosa che ti appartiene e che sia adatto a te.
Una crostata, per esempio. Difficile a cedere dall'esterno, ma accogliente all'interno. Dolce ma con una crosticina lontanamente amara in superficie, e con un'impercettibile punta di sale. Sotto sotto intrigante, come un aroma ben nascosto.
Una crostata, cosa c'è di più semplice ed efficace per risollevare una giornata?
E mentre le nuvole si diradano, ecco che una forchetta affonda nella crema, per poi incontrare un fondo fragrante. Note di vaniglia e di appena indovinabile limone s'intrufolano nelle narici, mentre il palato si abbandona alla scioglievolezza dell'assaggio. Un altro pezzetto. Un altro ancora. Fino alla crosta, che sparisce accompagnata dalle dita alla bocca.
Ops, mi è sembrato di scorgere un sorriso.



CROSTATA ALLA CREMA

  • INGREDIENTI

Per la paté sucrée

200 g di farina 00
50 g di maizena
50 g mandorle
100 g zucchero a velo
125 g burro
1 uovo
sale

Per la crema

250 ml panna
250 ml latte
3 uova
100 g di zucchero a velo
50 g di maizena
1 stecca di vaniglia (o 1 bustina di vanillina)
la scorza di mezzo limone

  • PREPARAZIONE

Iniziare dalla pasta, così che avrà il tempo necessario per riposare in frigo.
Ridurre in polvere le mandorle in un mixer con la maizena. Aggiungere poi il resto degli ingredienti (il burro dev'essere freddo di frigo e tagliato a tocchetti).
Mixare finché l'impasto no avrà iniziato ad aggregarsi (l'importante è che gli ingredienti non si scaldino troppo, quindi anche se la grana non è perfettamente omogenea non preoccuparsi, prima di stenderla si può impastare ancora un po').
Porre in frigorifero, avvolta nella pellicola trasparente.

A questo punto preparare la crema.
Scaldare in un pentolino il latte e la panna, aggiungendovi la scorza di limone e la stecca di vaniglia incisa per il lungo, ben aperta in modo che i semini ne fuoriescano.
In una terrina a parte sciogliere lo zucchero nelle uova usando una frusta. Sbattere un poco in modo che il composto si schiarisca un po', aggiungere poi la maizena, facendo attenzione perchè non formi grumi.
Aggiungere a filo il latte con la panna filtrati attraverso un colino, mescolare bene e poi riportare il tutto sul fornello nel pentolino.
Far giungere a bollore e togliere dal fuoco quando si sarà raddensata a sufficienza.

Accendere il forno a 180°C.
Togliere la pasta dal frigo, impastarla un po' se necessario e poi usarla per il fondo della crostata, foderando una tortiera precedentemente imburrata e infarinata.
Versarvi poi la crema e infornare per circa 20 minuti.
Quando sarà compatta, togliere del forno e spolverare di zucchero semolato.
Infornare nuovamente e proseguire la cottura per altri 5- 10 minuti. Se lo zucchero fatica a caramellarsi chiedere l'intervento del grill ;)
Sfornare e lasciar raffreddare (fredda è mooooooolto più buona, so che è difficile resistere, ma fidatevi di chi ha assaggiato entrambe le “versioni”).



Non so se notate l'ora del post, ma in questo momento sto finendo di fare colazione... inizia un'altra settimana!
Vi auguro che la vostra sia ottima, alla prossima :)

3 commenti:

  1. ...e di momenti così ce en saranno altri e allora sarà la volta di un'altra crostata o forse di qualche altra torta capace di addolcire anche le giornate no.
    Ti faccio un grande in bocca al lupo per l'università, ti aspettano tante soddisfazioni :-)

    RispondiElimina
  2. ommioddio!Ma è l'alba!!!Fortuna questa crostata che ci sveglia stuzzicandoci le narici!!!
    Per le amicizie ti capisco, ti sono vicina e ti dio che quando vuoi sfogarti basta aprire il pc...e noi (e io!) siamo qua per te!So che non è la stessa cosa, ma se ti serve uno sfogo facile ci sono! (magari anche una fettina di questa crostata non guasterebbe!) ;P Un bacio e vedrai che pian piano la confidenza aumenterà sempre più!!!

    RispondiElimina
  3. @Tania: Grazie, spero davvero che l'impegno verrà ripagato :)

    @Zebra: Il tuo commento mi ha commossa... grazie davvero :,) il bello di una passione è (anche) il fatto che tramite essa puoi trovare tante persone, tante storie, tanti racconti da fare e ascoltare. Quindi ben vengano ricette e chiacchiere, cioccolato e sfoghi... i blog alla fine sono diari, no? ;)
    Grazie ancora, un bacione.

    RispondiElimina