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giovedì 30 giugno 2011

Always the best.

Io davvero non so cosa dire, cosa pensare. Dilapido le mie finanze in libri di cucina, perdo la cognizione del tempo passando al setaccio blogs e siti web dedicati al cibo, ho una cartella in documenti con centinaia di ricette salvate... eppure, ci ricasco sempre.
Con mio immenso, terribile, intenso... godimento, ci ricasco sempre, alla fine cedo.
A cosa? A chi?
Alla frolla.
Ah, la frolla.
Ditemi, c'è qualcosa di più appagante di uno strato di frolla ricco e friabile,  profumato di vaniglia e di burro, accompagnato da della semplice confettura? Ditemelo. Davvero, se c'è, sono qui ad aspettare la ricetta.

Forse accendere il forno non è proprio la prima cosa che vi viene in mente di fare, quando tornate a casa grondanti di sudore dalla vostra giornata... però... volete mettere fare colazione con una fetta di crostata?
Eh beh.

Questa è la ricetta della mia frolla preferita. La migliore che ho provato fino ad ora.
Comunemente si pensa che il fattore più determinante per la buona riuscita di una pasta frolla sia il burro, quantità e qualità. E invece, pensate un po', i risultati migliori io li ho ottenendo variando qualità e quantità di uova.
Mi spiego. Un giorno, per una festa di compleanno, mi è capitato di dover fare tre crostate. Di solito "testo" la pasta facendone cuocere dei pezzi prima, e, così facendo, ho notato che le prime due avevano una consistenza, l'ultima era completamente diversa, nonostante avessi utilizzato le stesse quantità di ingredienti. Non soddisfatta, ne ho fatto un quarto panetto. Anche quella era diversa, buona ma non così buona. Qualche giorno dopo mi è venuta l'illuminazione: per le prime due avevo utilizzato le uova fresche delle galline di mia nonna, per le altre due quelle (sempre fresche) comprate al supermercato. Ci credete che la differenza si sentiva, e tanto? A parte il colore della pasta, ma la ricchezza di quella preparata con le uova "davvero biologiche" era davvero notevole, rispetto agli impasti che contenevano le uova del super.
Quantità: senza giungere ai ventimila tuorli contenuti in certe frolle da pasticceria, trovo che aggiungere qualche  rosso conferisca alla frolla una morbidezza e una friabilità uniche.
Bene, dopo questo breve (!?) resoconto delle mie sperimentazioni culinarie, quasi quasi, vi do la ricetta, che ne dite?
Che frolla sia!

PASTA FROLLA, la mia preferita


  • INGREDIENTI
250 g di farina 00
50 g di maizena (o simili)
1 uovo e 2 tuorli
90 g di zucchero (magari a velo, ma non è necessario)
125 g di burro
i semi di una stecca di vaniglia
un pizzico di sale

a scelta, potete aggiungere:

50 g di farina di mandorle (o mandorle macinate finemente, quando le ho in dispensa le aggiungo sempre, danno quel profumo che... mmmh)
la scorza grattuggiata di mezzo limone

  • PROCEDIMENTO
"Sabbiare" il burro freddo di frigo (in questo periodo, con queste temperature, è meglio metterlo in freezer per almeno mezz'ora, prima di preparare la frolla) con le farine. Aggiungere poi lo zucchero, gli aromi, il sale e le uova.
Lasciare riposare in frigo per almeno mezz'ora (anche in questo caso, dipende dalla temperatura, gestitevi voi tempo e scelta fra frigo o freezer), dopodiché stendete la frolla e utilizzatela come preferite.




CROSTATA

  • INGREDIENTI
Una dose di pasta frolla 

Confettura o marmellata preferita

  • PROCEDIMENTO
Preparate la frolla come sopra. Cuocetela, ben fredda, "in bianco" per una decina di minuti, nel forno caldo a 180°C, bucherellando il fondo con una forchetta perchè non si gonfi. Estraetela dal forno e aggiungete il ripieno, più l'eventuale griglia (l'ispirazione per la treccia? L'ho presa da lei ;) ). Terminate la cottura in mezz'ora circa (se i bordi si dovessero scurire troppo, ricoprite la crostata con un foglio di carta di alluminio). 

Gnam ;)

A presto, ciao a tutti!

a.

giovedì 7 ottobre 2010

Irresistibilmente autunnale

Finalmente un buco per aggiornare il blog! Scusate se mi sono volatilizzata, dal mio e dai vostri blog, ma l'università ha dei ritmi davvero distruttivi... e scrivere un post alle nove di sera appena tornata a casa e con già una tonnellata di grammatica russa da studiare non mi riesce proprio ;)
Oggi confettura. Fatta lo scorso weekend, mentre fuori pioveva a dirotto.
Ispirazione? Un colpo di fulmine, subìto per colpa de La pera cotta (blog che adoro: ma quanto è brava? :) ), che qui ce la presenta come "marmellata di mele tatin".
Mi aveva incuriosito la preparazione, decisamente originale (e per me inedita)
Così, approfittando delle mele appena raccolte arrivate a casa settimana scorsa, e di un clima davvero da confettura, mi sono decisa a prepararla.
Non c'è molto da dire, vogliate scusarmi se oggi vi risparmio il solito romanzo, ma questa è davvero una di quelle cose che difficilmente descrivendole si riesce a renderne l'idea.
Irresistibilmente autunnale.
Mele profumatissime avvolte dallo zucchero caramellato, qua e là una punta di cannella, poi un non so che di chiodo di garofano, accompagnati da un sottofondo di vaniglia. E poi c'è quel tocco... quell'indefinibile punta di burro che è quasi commovente.
Per me è semplicemente la miglior confettura mai assaggiata e preparata.



CONFETTURA AUTUNNALE DI MELE TATIN

  • INGREDIENTI
800 g di mele (parte edibile)
400 g di zucchero
20 g di burro
il succo e la scorza di un limone
vaniglia
cannella
un chiodo di garofano e mezzo
un pizzico di sale

  • PREPARAZIONE
Pulire le mele, mettendo in un pentolino i semi e le bucce. Lasciare invece la parte edibile a macerare con il succo di limone.
Far bollire per 5- 10 minuti 150 ml di acqua con gli scarti delle mele e la scorza del limone. Dopodiché filtrare il succo ottenuto (“spremere” per bene le bucce) e rimetterlo sul fornello. Giunto a ebollizione, aggiungervi lo zucchero e far cuocere fino a ottenere un caramello biondo- bruno (non deve essere troppo scuro, altrimenti l'eccessiva amarezza predominerà sugli altri aromi). Spegnere la fiamma e aggiungervi il burro e il sale (anche se il caramello vi sembrerà troppo denso non preoccupatevi: con la successiva cottura tornerà alla giusta consistenza). Porre nuovamente sul fornello, versarvi la frutta e gli aromi e proseguire la cottura come una normale confettura, finchè non si sarà raggiunta la consistenza desiderata.
Confezionare in vasetti sterilizzati e aprire dopo un paio di giorni.


Spero di riuscire ad aggiornare ancora il più presto possibile, buona serata a tutti :)