venerdì 24 dicembre 2010



Food Therapy va in vacanza per un po'.
Ci rivediamo a gennaio, con nuove idee, nuove ricette e un nuovo anno ;)
Auguro un sereno Natale a tutti voi, che mi leggete, che commentate, che aspettate i miei post, o che semplicemente passate di qua di tanto in tanto. Grazie.
Un abbraccio
Agnese


(immagine presa dal web)

giovedì 23 dicembre 2010

...e swap fu

E' arrivato è arrivato è arrivato!!!
Che cosa? Il pacco di Susanna, ovviamente!! ; )
Vi ricordate dello SWAP organizzato da UnaZebraApois, cui avevo deciso di partecipare? Ebbene, è finalmente approdato a casa mia, dopo aver attraversato tutto il nord Italia, il pacco preparatomi da Susanna, de Lo scrigno delle bontà.





Questo il contenuto del pacco di Susanna:
- il "Dolse del Redentor": dolce tipico del Veneto, preparato con farina di mais e uvette; la consistenza ricorda quella di una buona frolla, rustica quanto tradizione vuole
- i biscotti Bussolai Essi de Buranei: biscotti molto saporiti tipici appunto di Burano, ottimi
- un infuso molto aromatico a base di fiori e frutti, dal profumo invernale: azzeccatissimo, adoro tè e tisane, e questa è veramente ottima
- un canovaccio con un ricamo che recita il nome del mio blog: questo regalo mi ha davvero commossa, l'ho fissato incredula per non so quanto : )
- una tazza natalizia: in accordo con l'infuso, è già diventata la mia seconda tazza preferita (ho una passione per mug e quant'altro col manico ; )
- un bellissimo alberello di vetro di Murano, decorato a mano: davvero molto, molto, bello.

Vorrei innanzitutto ringraziare Alessandra (alias la Zebra), per aver organizzato tutto questo. Mettere in contatto noi food blogger di tutta Italia attraverso dei regali... è qualcosa di molto bello, mi piace pensare come si venga a creare una "rete" che attraversa spazio, età, tradizioni, grazie a una passione.
E' stato davvero speciale pensare, progettare i prodotti giusti da confezionare, quelli che portassero un po' di me e un po' dei luoghi dove sono cresciuta.
Essendo stato il mio primo swap non sono mancati i momenti di perplessità e di difficoltà (per esempio una crisi isterica alle undici di sera in cui sfinita dalla lotta con carta e fiocchi mi sono chiesta perchè, cavolo, mi infilo in queste cose, se poi non sono capace : p ), ma la soddisfazione del far partire un bel pacco e l'emozione di vederne uno che arriva a casa tua con sopra scritto un indirizzo, un nome, un paese sconosciuto... beh, ne vale davvero la pena.

Grazie Susanna, ancora e ancora. Un abbraccio, compagna di swap : )

domenica 19 dicembre 2010

Tartufiamo? Ovvero: prove generali per tartufi a lunga conservazione.

I tartufi. Sono un po' il mio punto fermo, so benissimo che per quante sperimentazioni possa assaggiare il loro sapore avvolgente mi accoglierà e mi soddisferà sempre.


Quelli classici (per intenderci, quelli di cioccolato ricoperti da una coltre di cacao amaro) mi ricordano un po' il riccio- metafora de “L'eleganza del riccio”, di Muriel Barbery (non saprei dire quanto ho amato quel libro e anche il rifacimento cinematografico ha risposto a molte delle mie aspettative): discreti e raffinati, senza barocche decorazioni o temperaggi brillanti, forse non accattivanti quanto altri cioccolatini meno “bitorzoluti”, ma con un'anima intensa e vibrante, appassionante.
Ma a parte questo loro aspetto “nobile”, i tartufi sono per me davvero i cioccolatini (sì, dai, allargando un po' le maglie della categoria ci entrano anche loro ; ) più buoni e che più mi piace preparare.
Possono essere declinati in infinite varianti e si realizzano davvero facilmente, in mezzo pomeriggio.
Proprio per il loro prestarsi a diversi accostamenti volevo che fossero il tema dei miei regali di Natale.
Un abbinamento per ogni persona (o, meglio, personalità), un tartufo pensato appositamente per ognuno.
Il problema, però, con i tartufi è la conservazione: palline di panna e cioccolato non sembrano proprio adatte a impacchettamenti ed eventuali soste fuori del frigo.
Stavo per sviare ancora un anno sui biscotti, ma quei tartufi continuavano a ripresentarsi nella mia testa. Volevo che tartufi fossero e tartufi dovevano essere.
(sono piuttosto determinata in generale, ma in cucina un obiettivo mancato mi pesa il doppio, immaginatemi quando sforno torte-mattone o biscotti-ciottoli...)
Mentre sfogliavo libri su libri e passavo al setaccio decine di pagine web nelle quali apparisse almeno una volta, anche en passant, la parola “tartufo”, per riprendermi dall'eccezionale sforzo cerebrale (sì, ogni scusa è buona, lo so), ho preparato un fondant au chocolat.
Mi dispiace deludere coloro che si sono illuminati al leggere questo magico accostamento di parole francofone ma no, quel fondant non è mai stato né fotografato, né assaggiato, né sarà proposto come ricetta.
Perchè, di quel fondant, non è rimasto nulla. Se non dei tartufi.

Ok, momento spiegazioni più che dovuto.
Avevo bisogno di una preparazione per tartufi che mi assicurasse una certa resistenza al tempo e agli sbalzi di temperatura. Ci voleva quindi della farina e una cottura in forno che stabilizzasse il composto.
Quando ho tagliato il fondant per assaggiarlo, l'illuminazione era quasi sottintesa.
Consistenza scioglievole, percentuale di cioccolato più che soddisfacente, umidità sufficiente a... frullarlo.
A questo punto qualcuno starà fissando lo schermo inorridito. Ebbene sì, signore e signori, ho frullato il fondant.
Il risultato è stata una crema morbida e molto simile alla ganache per i tartufi come sapore.
Frigo e poi, armata di cucchiaini e cacao in polvere, il fondant au chocolat è stato tramutato in tanti deliziosi tartufi.
Ero ancora un po' perplessa, lo ammetto.
Dopo cena, però, con non chalance ho portato in tavola una piramide di queste cioccolatose palline.
Erano così lontani dai classici tartufi che mio fratello se li è mangiati come patatine.
Ma la conferma del fatto che potessi davvero “spacciarli” come tartufi me l'ha data mio papà che, dopo averne assaggiato uno, ha commentato con una semplice, perfetta, parola: “Scioglievolezza”.

Ora, non perchè voglia convincervi assolutamente a provare questi tartufi, ma posso aggiungere che sono anche più leggeri dei classici? Infatti mentre in quel caso abbiamo un impasto composto praticamente in toto da cioccolato e panna, qui abbiamo anche farina e uova, oltre al fatto che la percentuale di burro è davvero ridotta se notate.

Oggi vi propongo le prime tre versioni (le dosi sono per una quarantina di tartufi di ogni tipo, oppure per un fondant ; )



TARTUFI AL CIOCCOLATO GIANDUIA CON GRANELLA DI NOCCIOLE 


Un cuore scioglievole di cioccolato gianduia, circondato da una velo di cioccolato fondente e ricoperto di granella di nocciole. Vi ricordano per caso dei famosi cioccolatini? Beh, sì, si avvicinano molto...
  • INGREDIENTI

200 g di cioccolato fondente
un cucchiaio di cacao amaro in polvere
120 g di burro
120 g di farina setacciata
3 uova
90 g di zucchero

250 g di granella di nocciole
250 g cioccolato fondente (70%)

  • PREPAZIONE

Preriscaldare innanzitutto il forno a 160°C.
Far fondere il cioccolato con il burro. Una volta sciolti mescolarli in una terrina con zucchero e farina. Aggiungere le uova ad una ad una, facendo assorbire ognuna singolarmente.
Versare in uno stampo foderato con carta da forno e cuocere per 30-40 minuti (il risultato dev'essere sodo ma non asciutto, quindi la prova stecchino non vale ; )

Lasciare raffreddare. Tagliare a pezzi e porre nel mixer. Frullare (aggiungerei un “senza pietà”, ma so che perderei credibilità ; ) aggiungendo, se necessario, una goccia di latte.
Lasciar solidificare il composto in frigo per almeno un'ora (io l'ho lasciato tutto il pomeriggio).

Nel frattempo, sciogliere il cioccolato fondente e versare la granella di nocciole in un piatto fondo.
Sistemare un foglio di carta da forno su una teglia.
Trascorso il tempo di raffreddamento, riprendere il comporto e ricavarne delle palline della grandezza di una nocciola. Passarle nel cioccolato fondente e poi nelle nocciole tritate. Sistemare sulla carta da forno e far solidificare in un luogo fresco.
Quando saranno pronti, sistemare in un contenitore ermetico, in frigo, in attesa di essere confezionati (o mangiati ; )



TARTUFI CON CIOCCOLATO BIANCO E COCCO



Ho modificato la ricetta del fondant in modo che fosse adatta al cioccolato bianco: ho quindi diminuito lo zucchero e scelto uova piccole (servono per la struttura, in quanto “montano” essendo aggiunte una alla volta, ma il cioccolato bianco copre meno il loro sapore, quindi se non volete rischiare l'effetto “frittata” utilizzatene o di più piccole o portate il numero delle stesse da 3 a 2).
Questi sono stati i più graditi. Per quanto a me personalmente l'abbinamento cioccolato bianco- cocco non faccia impazzire, ammetto che è un colpo sicuro ad alto tasso di golosità...

  • INGREDIENTI

250 g di cioccolato bianco (la qualità è sempre importante con questo tipo di cioccolato)
110 g di burro
un cucchiaio di cocco a scaglie
80 g di zucchero
2 o 3 (se piccole) uova
120 g di farina setacciata

cocco in scaglie q.b.
un cucchiaio di zucchero a velo

  • PREPARAZIONE

Sciogliere il cioccolato con il burro. Versarli in una terrina e mescolarli con la farina, lo zucchero e il cocco. Aggiungere le uova ad uno ad uno, avendo cura che il precedente venga completamente assorbito.
Versare in uno stampo foderato di carta forno e cuocere per 30- 40 minuti.
Lasciar raffreddare, tagliare a pezzi e mixare fino a ottenere un composto morbido (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di latte).
Porre in frigorifero per almeno un'ora, perchè si solidifichi.

Terminato il raffreddamento riprendere il composto.
Versare in un piatto fondo il cocco mescolato allo zucchero a velo. Aiutandosi con un cucchiaino formare delle palline grandi poco più di una nocciola e passarle nel cocco.
Sistemare in un contenitore a chiusura ermetica e conservare in un luogo fresco.


TARTUFI DI CIOCCOLATO FONDENTE, CON ARANCIA E GRAND MARNIER



Cioccolato fondente e arancia è un abbinamento che apprezzo sempre molto. La nota alcoolica rende più profonde le note del cioccolato e più profumate quelle dell'arancia. Una spolverata di cacao e...

  • INGREDIENTI

200 g di cioccolato fondente (70%)
il succo di un'arancia + la sua scorza
125 g di burro
90 g di zucchero
120 g di farina
3 uova
Grand Marnier (o altro liquore a scelta) qunato piace

cacao amaro

  • PREPARAZIONE

Sciogliere il cioccolato fondente con il burro.
Nel frattempo spremere l'arancia e grattarne la scorza. Versare il cioccolato con gli altri ingredienti (eccezion fatta per le uova) in una terrina e miscelarli bene.
Aggiungere le uova uno alla volta, assicurandosi che ognuno venga ben montato singolarmente.
Versare il composto in uno stampo e porre in forno per 30-40 minuti.
Una volta pronto e raffreddato frullarlo in un mixer con qualche cucchiaio di latte se necessario.
Far solidificare il composto cremoso in frigorifero per almeno un'ora.

Una volta raggiunta la giusta consistenza prelevarlo dal frigo e ricavarne delle palline. Passarle nel cacao amaro e sistemarle in un contenitore a chiusura ermetica. Conservare in un luogo fresco fino a utilizzo.


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Note:

1. come sciogliere il cioccolato:
- per i puristi: bagnomaria.
versare il cioccolato spezzettato in un contenitore e porlo su un pentolino con dell'acqua in ebollizione. fondamentale che né il contenitore né il cioccolato (soprattutto!) entrino in contatto con l'acqua.
- metodo micro
versare il cioccolato ridotto in pezzetti in un contenitore idoneo al passaggio in microonde.
moderare la potenza sui 450-500 (il mio fa solo i 450 per poi passare ai 600, ma 500 è l'ideale) per 1 minuto e mezzo.
mescolare e ripetere fino a completo scioglimento.

ndr: per quanto io sia e mi sia rivelata una microonde addicted, sciogliere il cioccolato nell'appena citato apparecchio mi mette un po' d'ansia, quindi vado di bagnomaria. Ma, a parte ansie della sottoscritta, volete mettere l'atto puramente edonistico del mescolare lentamente il cioccolato che si scioglie, inalando i suoi caldi vapori che vi sfiorano con il loro profumo avvolgente...? No, non c'è paragone ; )

2. I tre tartufi sono preparati con la stessa ricetta-base, quindi alcuni procedimenti si ripetono, per semplificare riassumo qui i punti principali:
- temperatura del forno: dolce, attorno ai 160°C
- tempo di cottura: 30-40 minuti; in ogni caso, assicuratevi che non si asciughi troppo, la cremosità è fondamentale
- le uova: devono essere aggiunte una alla volta, montando ciascuna con le fruste (elettriche o a mano, come preferite, io mi sono affidata al K. A.), solo così garantiscono la crescita di volume e la giusta texture al composto

3. la conservazione: attestata la perfetta sopravvivenza per la settimana. Ma secondo i miei calcoli se conservati in frigo possono tranquillamente arrivare ai dieci giorni.
Congelandoli... beh, penso possano essere assaggiati anche dalla Befana ;)
Io vi raccomando comunque di tenerli o in frigo o in un luogo molto fresco (vedi sottoscala per me), ma affrontano senza alcun cedimento 20 minuti di macchina riscaldata e un tè più chiacchierata fra ragazze (quindi calcolate dalle 2 alle 3 ore totali lontano da un luogo refrigerato)

Dopo essermi dilungata sulle attività del weekend di un'eretica Vianne (quel film è terribile per la voglia di cioccolato che ti fa venire... ; ) aspetto i vostri pareri: cosa ne pensate di questi miei tartufi?
Nel frattempo vi auguro un ottimo lunedì : )

giovedì 16 dicembre 2010


Oggi vorrei parlarvi di una mia amica e delle sue creazione col fimo.


Lei si chiama Irene, ha la mia stessa età e siamo diventate amiche attraverso i cinque anni di liceo classico che abbiamo condiviso. Ora che ognuna imboccato la propria strada, è bello vedere come le passioni reciproche si definiscano e prendano piede, come la personalità di ognuna muti e diventi più “sua” e adulta.
Proprio mentre fotografavo i suoi regali riflettevo su come è strano ritrovarsi dopo “pochi” mesi dalla fine del liceo a parlare e riscoprire persone anche molto diverse da come ti sembravano dietro quel banco in quella classe. Sembra davvero che con la scelta dell'Università (o comunque uscendo da un contesto di scuola “dell'obbligo”) ognuno scelga se stesso e lo diventi un po' di più.
Così ci si ritrova a trascorrere piacevoli serate in un bar, con vecchi compagni di classe, un po' a ricordare, un po' a raccontare, un po' a scoprire.

Seguendo quest'idea, domenica scorsa ho accettato l'invito di Irene e sono andata a trovarla al Castello di Galliate, dove, in occasione di una piccola fiera, esponeva i suoi lavori.
Ritrovarmi davanti tutti questi capolavori, più o meno variopinti, ha costituito un piccolo momento di meraviglia.
Irene sfruttando questa pasta plastica crea qualsiasi tipo di oggetto o accessorio, con come unico limite la fantasia: orecchini*, anelli*, braccialetti* con charms, collanine*, piccoli specchi, cornici, accessori per i capelli...
Il tema delle sue rappresentazioni penso si possa definire con un unico aggettivo: kawaii.
Frutti con facce, cookies, torte, nuvolette di panna, candies... insomma, tutto ciò che può essere carino e dolce, in ogni modo.
I miei occhi ovviamente hanno iniziato a brillare di fronte alle bellissime riproduzioni a tema food: estremamente dettagliate e curate, oltre che davvero realistiche.
C'è stato un colpo di fulmine con una piccola mela verde, paffuta e con una smorfia davvero carina, che ho subito adottato *.*


Irene poi mi ha regalato due fermagli per capelli decorati con ciuffetti di panna e cookies al cioccolato: bellissimi!



Oltre a ringraziarla vi consiglio di andare a dare un occhiata alla sua pagina Facebook:

Per ulteriori info vi lascio inoltre i suoi contatti:

Irene Piana
sakura_kiss@live.it


(Irene effettua anche spedizioni per chi volesse ordinare qualcuna di queste meraviglie)

* gli oggetti di bigiotteria sono realizzati in argento.

martedì 7 dicembre 2010

Cinnamon shortbreads


Londra. Londra in questi giorni profuma di freddo e di neve, di persone, tante persone diverse, profuma di shopping natalizio, di fiato corto e di alito che si condensa nell'aria, di caffè lungo e amaro, di tabacco, della pelle dei chiodi dei punk, della cipria sul viso delle donne, della carta inumidita dei giornali distribuiti per strada, di asfalto. Londra profuma di fantasie tartan, di ottimo tè fumante servito in tazze candide, di biscotti al burro.
E' bella Londra in questi giorni? Oh, sì, deve esserlo.
Io non sono là, ho solo, semplicemente, appena sfornato dei profumatissimi shortbreads. 


Gli shortbreads sono probabilmente fra i biscotti con la più alta percentuale di burro nell'impasto. Della loro preparazione mi piace particolarmente il momento della “spezzatura”: le narici vengono inebriate del profumo di burro e la pasta croccante produce un suono irresistibile.
Non li faccio spessissimo, ma questi, così “cannellosi” li ho rifatti due volte nel giro di tre giorni.
Very british con una tazza di tè, ma io, personalmente, non riesco a resistere all'accompagnarli a un bicchiere di latte gelido. 





SHORTBREADS ALLA CANNELLA (E CHIODI DI GAROFANO)

  • INGREDIENTI

350 g di farina 00
210 g di burro
140 g di zucchero
un pizzico di sale
3 chiodi di garofano pestati
due cucchiai di cannella (o più, o meno, dipende da quanto vi piace ;)

  • PREPARAZIONE

Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e azionare. Quando si sarà formata una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e metterla in freezer per mezz'ora.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°C.
Trascorso il tempo di riposo, riprendere la pasta e stenderla con un mattarello su un foglio di carta da forno. Posizionarlo nella teglia e inciderlo a formare dei rettangoli regolari.
Infornare la pasta così stesa per 20- 30 minuti, finchè non saranno dorati e croccanti.
Una volta sfornati, attendere che raggiungano una temperatura accettabile per i polpastrelli e spezzare la pasta stesa seguendo i tagli precedentemente fatti. Lasciar raffreddare su un gratella per dolci.

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SFOGLIANDO UN CAVOLO

Questa ricetta è la prima che provo del libro “Regali golosi”, di Sigrid. Ho sempre seguito la Cavoletta dal blog e mi ha sempre ispirato molta simpatia, per come scrive, ironica ma precisa, per le piccole finestre che discretamente ci apre sulla sua vita, per come racconta, per le citazioni colte lasciate scivolare en passant, per la familiarità e la professionalità con le quali risponde ai commenti. Ovviamente, poi, per come e cosa cucina. Mi piace perchè la sua cucina pur essendo profondamente legata alle sue origini (piatti dal sapore belga li troviamo molto spesso come protagonisti dei suoi post) è aperta a interessanti e appassionate sperimentazioni, non solo verso accostamenti di sapori inediti e inusuali, ma anche verso i piatti tradizionali di altre culture, da quella italiana a quella giapponese, passando per i paesi anglofoni.
La sua è una cucina multiforme e multicolore, così come il suo libro. “Regali golosi” farebbe pensare ai classici biscotti, alle intramontabili marmellate e confetture, ai sempre graditi cioccolatini... e invece no. O, meglio, sì, per una parte, per l'altra invece abbiamo proposte interessanti e accattivanti, dal dolce al salato, dal biscottato allo spalmabile, dal condimento all'ammazza caffè. Il tutto ovviamente curato nei minimi dettagli da un intransigente gusto estetico, con una nota di american foodstyling, forse, ma comunque all'insegna dell'eleganza dettata dalla semplicità. Un vero piacere da sfogliare. E da assaggiare.

Qualche indicazione?
Sigrid la trovate qui.
Il suo libro lo potete ordinare invece qui.
Altrimenti entrate in una libreria, dirigetevi nel settore “cucina” e buttate l'occhio fra le novità ;)

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English version

I've just taken out from the oven these delicious cinnamon shortbreads. Their flavour is so intense that I couldn't think of London and its atmosphere.
The recipe I've used is extrapolated from Sigrid's new book “Regali golosi” (you can find her blog here or directly booklet her book here).



CINNAMON SHORTBREADS

  • INGRENDIENTS

350 g of white flour
210 g of butter
140 g of sugar
a bit of salt
3 grinded cloves
2 spoons of cinnamon

  • METHOD

Mix all the ingredient in an electric mixer. Put the kneading in the fridge for about 30 minutes.
In the meantime preheat the oven up to 180°C.
When the oven has reached the temperature, take the mixture from the fridge and make a regular layer of it on a oven plaque. With a knife, engrave a sort of grill on the layer.
Bake for 20 minutes: it has to become bronzed and crunchy.
When it has got a bit cold, break the layer following the grill, in order to obtain many small rectangulars.

lunedì 6 dicembre 2010

Quano le ho scoperte non riuscivo a crederci. Non solo ciò che creano è stupefacente, ma è anche dettato esclusivamente dalla passione, nient'altro.
Ho sempre provato una profonda stima per tutti coloro che avessero una passione e che riuscissero a trasmetterla e coltivarla. Perchè chi ci mette passione brilla, non c'è niente da fare.
Con immenso piacere, quindi, vi presento

     

Ovvero lo speciale natalizio di questa rivista virtuale free publishing, curata magistralmente da Juls e da altre bravissime blogger.
Questo numero è particolare perchè vi troviamo l'interpretazione del Natale non sotto la solita luce di ricette (che comunque non mancano) e d confezioni regalo, ma da un punto di vista più umano, quello delle tradizioni, dei ricordi, delle atmosfere.
A me è piaciuto proprio tanto.
Volete scaricarlo? Niente di più semplice, basta clickare qui

domenica 5 dicembre 2010

0%: fast, light but so goooood.


(English below)

Per quanto io adori dolci ipercalorici e dal contenuto di colesterolo non trascurabile, il problema “accumulo di cellule adipose su fianchi, pancia e cosce” mi spinge a ripiegare su piatti absolutely light per quanto riguarda i pasti ordinari.
Se in passato ero così attenta a contenuti calorici, grammature di carboidrati e percentuali di grassi saturi e non degli alimenti da risultare maniacale, ora il mio rapporto col cibo si è evoluto e, sebbene i sensi di colpa spesso mi ronzino ancora nelle orecchie come zanzare in notti estive, cerco di mangiare sano ma con gusto, concedendomi qualche strappo di qua e di là, senza però dimenticare di muovermi a sufficienza.
Così ho deciso di proporvi, accanto a ricette con dovizia di burro e cioccolato, anche le mie preparazioni strategiche: piatti light, sani ma gustosi, per risolvere pranzi e cene senza sensi di colpa ma con la pancia piena :D
Fil rouge di queste mie sperimentazioni è l'assenza di grassi: tento di sostituire il condimento con altri insaporitori (soprattutto spezie e aromi vari) che non incrementino il numero delle calorie.
Sono stata molto combattuta sul fatto di postare o meno quelli che sono i miei “piatti 0%”, ma alla fine ho pensato che a tutti, ogni tanto, può venir voglia di una ricetta leggera e sana in tutto e per tutto.
Da quale partire, dunque? Semplice, da quella preparata per il pranzo di oggi.
Di solito opto per piatti molto meno elaborati, ma oggi non avevo particolari impegni a parte studio e un'uscita pomeridiana, quindi perchè non inventarsi qualcosa di nuovo per il pranzo?
Ho quindi trasformato il classico flan di verdure con panna e uova nella sua versione 0%.
Sicuramente non avrà il gusto e la consistenza scioglievole del suo parente contenente la crema di latte, ma, vi assicuro, questo flan è ottimo.
Composto in prevalenza da broccoli e cavolfiore, ho usato come sostanza legante l'albume e dato al tutto un tocco di gusto in più aggiungendo la croccantezza di una crosticina di parmigiano in superficie.
Ah, particolare non certo trascurabile: l'ho cotto in microonde (si può tranquillamente preparare in forno, però, soprattutto se il vostro micro non ha la funzione grill)
Fast, light but so good.



FLAN DI BROCCOLI E CAVOLFIORE CON CROSTA DI PARMIGIANO

  • INGREDIENTI

200 g di cavolfiore cotto al vapore
300 g di broccolo verde cotto al vapore
1 spicchio d'aglio
200 ml di latte scremato
1 albume
sale
pepe
parmigiano reggiano

  • PREPARAZIONE

Frullare le verdure con il latte, aggiungere l'albume, l'aglio, il sale e il pepe.
Versare in una pirofila adatta alla cottura in microonde e ricoprire di parmigiano.
Far cuocere per 3 minuti alla massima potenza. Lasciare riposare per 2 minuti e poi completare la cottura con altri 3 minuti alla massima potenza.
Far arroventare il grill e infornare nuovamente finchè la crosta non si sia scurita e sia diventata croccante.
Servire tiepido.

Per chi volesse cuocerlo in forno: mezz'ora a 200°C + grill.


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English version

This is a very tasty recipe with 0% fats. I love this kind of food, which let me eat light and healthy, without renounce at having a good lunch or dinner.
This flan is made with cauliflower and broccoli, the special touch is given by a superficial crust of Parmesan cheese.
I've cooked it in the microwave, but if don't want to use it or if your microwave haven't got grill optional you can use the classic oven.



BROCCOLI AND CAULIFLOWER FLAN WITH PARMESAN CRUST

  • INGREDIENTS

200 g of boiled cauliflower
300 g of boiled broccoli
1 album
200 ml of 0% fats milk
garlic
salt
pepper

Parmesan

  • METHOD

Put in an electric mixer the vegetables with all the others ingredients (except from Parmesan).
Mix it and then put the result in a heat- resistant dish for microwave oven.
Cook for 3 minutes at the maximum potency. Let it rest for about 2 minutes and then cook for more 3 minutes.
Put the microwave on the grill function and let the flan grill until the Parmesan has became crunchy and bronzed.

If you want to prepare it in the classic oven cook the flan for about 30 minutes at 200°C. Finish with 2 minutes of grill to make the crust.

sabato 4 dicembre 2010

Proust aveva le madeleines...

(English below)

… io ho la caramel fudge cake!
Per comprendere il parallelismo dobbiamo tornare a quando un'Agnese bambina diceva rigorosamente no a qualsivoglia tipo di caramelle. Non è che non mi piacessero, le trovavo semplicemente poco entusiasmanti: zucchero colorato e aromatizzato, bah. Certo ero strana già da bambina :D
Una tipologia di caramelle faceva però eccezione: golose caramelle mou avvolte in una carta rossa dai profili gialli, firmate da un nome azzurro intenso. Le adoravo. Mi affascinavano molto di più dei classici confetti colorati perchè avevano un gusto tondo e un po' enigmatico... dolce, ma con un sottofondo amaro e con quell'aroma di vaniglia...
Ecco, quelle sono state le caramelle della mia infanzia. Non ne ero comunque una mangiatrice professionista, ma se mi ritrovavo davanti un sacchetto di caramelle la mia scelta ricadeva sicuramente su quelle.

Quando ho visto questa torta da Genny, quindi, un campanello ha iniziato a trillarmi in testa.
Che avesse quel sapore?
Mi sono sentita in dovere di verificare ;)
Capita che certe ricette colpiscano così, immediatamente, e che saltino con spudorata nonchalance tutte le altre ricette che attendono pazientemente nella to do list per atterrare direttamente nel forno, in tempo record.
Ricetta letta, ricetta fatta, torta mangiata.

È lei.
L'aroma è lo stesso, se non ancora più coinvolgente. Il profumo è quello della vaniglia e della panna. La consistenza è meravigliosa: compatta e scioglievole grazie al mou all'interno dell'impasto. Il colore è stupendo: ambra scura.
L'ho assaggiata e nella mia mente hanno iniziato a scorrere immagini della mia scuola materna, del grembiulino col colletto bianco, delle altalene di legno nel cortile, delle sedie in legno formato mignon, delle maestre, dei nomi di noi bambini abbinati a un animale di un certo colore a seconda del gruppo...
La mia madeleine.

Non è difficile, bisogna solo porre un po' di attenzione nelle fasi iniziali, quelle di preparazione del caramello (per la cronaca: la sottoscritta ha sempre avuto un pessimo rapporto con il sopracitato composto; storie di pentolini irrecuperabili, di creme caramel che si sono rassegnati a rimanere semplici budini alla vaniglia, di croccanti risolti in hg di zucchero rimasto sabbioso... e via discorrendo. Ma ora ho trovato il metodo infallibile per ottenere il caramello perfetto, leggete la ricetta :), per il resto è come cucinare una normale torta.
Quella di Genny era più alta e all'apparenza più soffice, io ho optato per uno stampo di maggiori dimensioni e per una cottura meno prolungata: volevo provare a ottenere una consistenza tipo “fudge”. Esperimento riuscito ;)

A casa è piaciuta parecchio, mio fratello ha però puntualizzato (so che leggi e per questo uso questo verbo ;p) che delle scaglie di cioccolato fondente non avrebbero stonato. In effetti anche secondo me potrebbero starci davvero bene. Next time.

Eccovi la ricetta, provatela.



CARAMEL FUDGE CAKE

  • INGREDIENTI

250 g di farina
200 g di zucchero
200 ml di panna UHT (Genny ne mette 125, sostituendo con essa la creme fraiche che prevedeva la ricetta originale, di Tessa Kiros; io ne ho usati 200 ritoccando però la dose di burro in modo da mantenere le proporzioni di materia grassa)
125 ml di latte fresco intero
80 g di burro
3 uova
una stecca di vaniglia
6 g di lievito per dolci
un pizzico di sale

  • PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare e cospargere di zucchero* uno stampo.
Mettere in un pentolino panna, latte e burro, porre con la stecca di vaniglia aperta per il lungo su un fuoco dolce, in modo che il burro si fonda senza scaldarsi però eccessivamente mentre si prepara il caramello.
Far arroventare un pentolino (fondo non antiaderente, altrimenti non caramella!). Quando è ben caldo, versare lo zucchero. Non mescolarlo finchè non si vedranno i bordi iniziare a sciogliersi e caramellarsi. A quel punto far roteare il pentolino. Quando almeno la metà dello zucchero è caramellato si può iniziare a mescolare con un cucchiaio di legno, finchè non è completamente sciolto e ha assunto un colore biondo scuro.
Versare il latte con la panna e il burro sciolto (togliere la stecca di vaniglia!) sul caramello. Il composto potrebbe rapprendersi: non preoccupatevi, basterà rimetterlo sul fuoco perchè si sciolga nuovamente. Quando il mou ha assunto un aspetto omogeneo versarlo in una terrina e lasciar raffreddare.
Aggiungere un uovo alla volta, facendoli assorbire ad uno ad uno con una frusta.
Per ultimi aggiungere farina, sale e lievito, setacciati.
Versare nello stampo e infornare per 30 minuti.

Come servirlo? Io l'ho assaggiata a colazione col latte gelido (mmmmh) e a merenda così com'è (foto per l'appunto scattata in una pausa dolce durante la sistemazione degli appunti di storia economica). Consiglio però di servirla tiepida con del gelato alla vaniglia...

* Ultimamente quando preparo torte dal colore scuro cospargo lo stampo con lo zucchero, così da evitare quelle antiestetiche chiazze bianche una volta sformato. In più lo zucchero in cottura forma quella crosticina...

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English version:

This is a very particular cake with a special ingredient: caramel mou! It's very good, especially for the dense thickness and the warm vanilla flavour.
It has reminded me of some mou candies that I used to eat when I was a child. They're very similar.

CARAMEL FUDGE CAKE

  • INGREDIENTS

250 g of white flour
200 g of sugar
200 ml of cooking cream
125 ml of milk
80 g of butter
3 eggs
vanilla flavour
6 g of baking powder
salt

  • METHOD

Preheat the oven up to 180°C.
In a pot, heat the milk, the cooking cream and the butter with the vanilla flavour.
In an another pot prepare a caramel with the sugar.
Mix the caramel with the milk, the cooking cream and the butter.
In a bowl mix add to the mou one egg: when it is completely absorbed add another one and so on.
In the end, add the powders.
Put the preparation into a cake tin. Bake for 30 minutes.

I think it could be fantastic if served with vanilla ice cream.