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domenica 13 luglio 2014

Namelaka al limone con albicocche.

Alla fine, non è cambiato nulla, ho pensato l'altra sera, mentre camminavamo veloci, perdendoci un po' sui Navigli, per raggiungere la fermata della metro, poi l'auto, poi l'autostrada, poi Como, poi Le Luci della Centrale Elettrica, ritrovando le nostre manie, le tue sigarette, le mie paranoie, la nevrosi mista a soddisfazione delle nostre giornate.

Alla fine, siamo sempre noi, ho pensato mercoledì, mentre ridevamo tutti e tre seduti al tavolo, dopo mesi che non riuscivamo a trascorrere una serata così, a parlare semplicemente, raccontandosi i lavori, l'Accademia, l'Università, gli innamoramenti, i progetti, le disfatte, i sogni sempre tenaci. Forse, siamo come gli estremi di quegli elastici che si tendono senza mai spezzarsi: ci allontaniamo senza dividerci, torniamo sempre.

Alla fine, sono sempre io, ho realizzato morendo di consapevolezza, mentre su quel palco il fumo si tingeva di rosso e Vasco Brondi cantava quelle parole che non credevo, non speravo, avrei ascoltato.
Forse, il problema è che sprechiamo tutta la nostra fedeltà per i lati peggiori di noi. Forse, il problema è che ci hanno abituati ai geni ossessionati e ai talenti doloranti e che l'ambizione è la miglior legittimatrice per certi comportamenti - in fondo, ognuno ha la sua eroina, no? Forse, è solo il terrore di ciò che rimarrebbe eliminando i nostri lati oscuri.

Alla fine, sai sempre sorprendermi, ho esultato vedendoti comparire, imprevedibile, fuori da quel teatro; mi rischiari sempre, quando ti chiamo demoralizzata alla fine di un servizio un po' inceppato; ci sei sempre, mentre leggo, mentre ascolto una canzone, mentre godo un po' della bellezza del Lago, almeno un angolo della mia mente è sempre tuo.

Alla fine, continuo ad essere innamorata di questo lavoro, nonostante il caldo, il mal di schiena e le crisi di nervi per i clienti che chiedono la pasta non al dente: è sufficiente un'idea da inseguire, da portarmi dietro durante la giornata, da tenere d'occhio mentre preparo la linea, da lasciar crescere attraverso le ore; è sufficiente scegliere sempre qualcosa d'inedito da provare, anche quando ho già una ricetta di sicura riuscita nel quaderno, evadere un po' dalla comfort zone, ogni giorno; è sufficiente essere appassionati - che a dirsi è semplice, ma la passione bisogna alimentarla tutti i giorni, nutrirla, non lasciarla mai sola pensando di ritrovarla intaccata, ci vuole dedizione, cura, attenzione, per essere appassionati.

Vi auguro di fare ciò che volete e di essere felici da fare schifo, ha detto Vasco Brondi l'altra sera.
Ho sentito un'immensa gratitudine esplodermi dentro: perché sì, faccio quello che voglio e, sì, sono schifosamente felice.
[Ché non serve la perfezione per essere felice: i chiaroscuri sono necessari, la fatica genera soddisfazione, i punti deboli sono invincibili, è nel vuoto che spicca la presenza.]


Namelaka al limone con albicocche

Volevamo un dessert fresco in cui affondare il cucchiaino, il fornitore di frutta e verdura ci aveva appena consegnato delle albicocche bellissime, c'era questa parola, namelaka, che continuava a tornarmi in mente, una sorta di mousse cremosa che non vedevo l'ora di provare: l'ultimo arrivato fra i dolci di Cucina 41 è nato così.
Le namelake altro non sono che composti a base di latte, panna e cioccolato [quasi una ganache, come mi ha suggerito qualcuno] tenuti insieme da un infimo quantitativo di gelatina. Il risultato è di una voluttuosità davvero soddisfacente.
Come base ho inserito un dischetto di sablè alle mandorle, mentre le albicocche le ho lasciate praticamente al naturale, buone come erano, metà frullate e metà affettate.



NAMELAKA AL LIMONE [ricetta leggermente modificata da questa]

Ingredienti

200 g di latte intero
5 g di gelatina
340 g di cioccolato bianco
400 g di panna liquida fredda
60 g di succo di limone filtrato + 40 g di acqua
5 g scorza di limone tritata finemente

Procedimento

Fondete il cioccolato al microonde, idratate la gelatina in acqua fredda e, intanto, portate a bollore il latte.
Unite la gelatina al latte, sciogliendola completamente. Versate in tre volte il latte con la gelatina sul cioccolato fuso, rendendo omogeneo il composto mescolando. Aggiungete la panna fresca e le scorze di limone, frullate con un minipimer senza che inglobi aria.
Infine, aggiungete il succo di limone [il composto si addenserà].

Versate la namelaka negli stampi a semisfera e ponete nel congelatore.
Dopo dieci-venti minuti [dipende dalla potenza del vostro congelatore - se avete un abbattitore bastano dieci minuti] riprendete le semisfere e inserite un sablè in ognuna, premendo leggermente sulla superficie rappresa.
Rimettete nel congelatore e fate congelare completamente. 

Una volta congelate, sformatele e ricopritele con una gelatina neutra, sciolta ma a temperatura ambiente.
Lasciate scongelare in frigorifero.
Servite con le albicocche [pelate, per metà passate in padella - con un po' di acqua e zucchero q.b. per correggere l'eventuale acidità - e frullate, per metà divise in spicchi e affettate] e una fogliolina di menta.


GELATINA NEUTRA 

Ingredienti

200 g di zucchero semolato
150 g di acqua
10 g di gelatina

Procedimento

Fate reidratare la gelatina in acqua fredda, intanto, in un pentolino scaldate l'acqua con lo zucchero, senza farli bollire.
Mescolate la gelatina allo sciroppo, finché non è completamente sciolta.