Avevo scritto un post.
Bello, forse. Scritto bene, magari. Senza fare strage della grammatica italiana, si spera.
Bello, forse. Scritto bene, magari. Senza fare strage della grammatica italiana, si spera.
Era una digressione di quelle che, un tempo, mi piacevano tanto, e mi facevano sentire come una che aveva capito tutto della vita. Una di quelle pagine da Romantica nata nel secolo sbagliato. Una ventina di righe da sedicenne-diciassettenne che sente palpitare il cuore mentre legge di Streben e di Sehnsucht. Uno sfogo da esistenzialista fallita. Un tributo a Nietzsche da filosofa di provincia.
E poi, niente, l'ho cancellato.
Perché? Perché mi racconto le stesse, identiche, cose da anni, ormai.
Perché? Perché mi racconto le stesse, identiche, cose da anni, ormai.
Ogni tanto ci credo ancora, ogni tanto non molto. In ogni caso, non volevo pubblicare l'ennesimo post wannabe-esistenzialista.
Ultimamente non scrivo molto, ed è strano, per me. Leggo, questo sì, sempre. Ma scrivo con poco entusiasmo. Gli stravolgimenti che hanno interessato la mia vita in questi ultimi mesi [trasferimento, lavoro/i, persone e Persone] mi hanno fatto capire che sto cercando qualcosa di nuovo, che pretendo qualcosa di diverso da me stessa, che tutto quello che prima mi faceva sentire appagata ora non mi basta più.
Ultimamente non scrivo molto, ed è strano, per me. Leggo, questo sì, sempre. Ma scrivo con poco entusiasmo. Gli stravolgimenti che hanno interessato la mia vita in questi ultimi mesi [trasferimento, lavoro/i, persone e Persone] mi hanno fatto capire che sto cercando qualcosa di nuovo, che pretendo qualcosa di diverso da me stessa, che tutto quello che prima mi faceva sentire appagata ora non mi basta più.
[E mi fermo, perché sto per ricadere in un ragionamento sulle dinamiche dei desideri che renderebbe la cancellazione della bozza di cui sopra inutile.]
Forse, riscoprirò il piacere vivo dello scrivere quando avrò qualcosa di nuovo da dire. Come afferma Franzen in uno dei saggi contenuti nell'ultimo "Più lontano ancora" [ve ne consiglio la lettura, è un libro illuminante, e le parti in cui parla dell'amico suicida David Foster Wallace sono di dolorosa bellezza], non è possibile continuare a scrivere rimanendo identici a se stessi, bisogna cambiare di continuo, crescere.
Ecco, forse, sto crescendo. Forse. Non diciamolo troppo forte, che qualcuno potrebbe illudersi.
In realtà non avrei mai pubblicato questa ricetta, perché le foto non mi soddisfano. Ma su Fb l'anteprima vi era piaciuta, come queste tortine cioccolatose erano piaciute a chi le aveva assaggiate, quindi mi son detta: "E scrivilo, un post, a che ti serve un blog se lo aggiorni una volta al mese?".
Quindi eccomi qui a proporvi delle mini-sacher che della sacher classica non hanno nulla, se non l'abbinamento di cioccolato e albicocca. Non sono dei muffins, ma si fingono cupcakes grazie al cucchiaio di panna a coprire la cupoletta. L'impasto ha un intenso profumo di cioccolato e custodisce un cuore morbido di confettura di albicocche. In più, se li consumate caldi [altrimenti basta riscaldarli per 20-30 secondi nel microonde], hanno quell'effetto "fondant au chocolat" che di certo non dispiace [le foto, purtroppo, non rendono: le ho fatte il giorno dopo con l'ultimo superstite].
Insomma, fingiamo che aprile non sia alle porte e, approfittando di questo inverno persistente, concediamoci questa iniezione di cioccolato.
Quindi eccomi qui a proporvi delle mini-sacher che della sacher classica non hanno nulla, se non l'abbinamento di cioccolato e albicocca. Non sono dei muffins, ma si fingono cupcakes grazie al cucchiaio di panna a coprire la cupoletta. L'impasto ha un intenso profumo di cioccolato e custodisce un cuore morbido di confettura di albicocche. In più, se li consumate caldi [altrimenti basta riscaldarli per 20-30 secondi nel microonde], hanno quell'effetto "fondant au chocolat" che di certo non dispiace [le foto, purtroppo, non rendono: le ho fatte il giorno dopo con l'ultimo superstite].
Insomma, fingiamo che aprile non sia alle porte e, approfittando di questo inverno persistente, concediamoci questa iniezione di cioccolato.
MINI-SACHER [o piccoli coulants au chocolat con cuore di albicocca]
Ingredienti [per 4 tortini]
80 g di cioccolato fondente [dal 50% al 65%, se la percentuale di cacao è più alta, eliminate il cacao in polvere e aggiungete 20 g di farina]*
20 g di farina
20 g di cacao amaro
70/80 g di zucchero [dipende da quanto è fondente il vostro cioccolato e dalla dolcezza della vostra confettura]
80 g di burro
2 uova
una punta di lievito per dolci
2 uova
una punta di lievito per dolci
confettura di albicocche q.b.
panna montata e cacao amaro [o scaglie di cioccolato] per servire
Procedimento
Accendere il forno sui 180°C.
Fondere il cioccolato con il burro a bagnomaria o nel microonde. Mescolarvi, poi, lo zucchero, la farina e il cacao setacciati, il lievito. Infine, le uova, uno alla volta.
Dividete il composto in uno stampo per muffins: riempite gli spazi con un paio di cucchiai, ponete un cucchiaino circa di confettura nel centro, ricoprite con dell'altro impasto.
Infornate e cuocete per 10 minuti [potete arrivare fino a 15 nel caso vogliate un risultato più stabile].
Servite, se volete, con un cucchiaio di panna montata posto sulla cima, o di fianco, e spolverato con un po' di cacao amaro o con qualche scaglia di cioccolato fondente.
Fondere il cioccolato con il burro a bagnomaria o nel microonde. Mescolarvi, poi, lo zucchero, la farina e il cacao setacciati, il lievito. Infine, le uova, uno alla volta.
Dividete il composto in uno stampo per muffins: riempite gli spazi con un paio di cucchiai, ponete un cucchiaino circa di confettura nel centro, ricoprite con dell'altro impasto.
Infornate e cuocete per 10 minuti [potete arrivare fino a 15 nel caso vogliate un risultato più stabile].
Servite, se volete, con un cucchiaio di panna montata posto sulla cima, o di fianco, e spolverato con un po' di cacao amaro o con qualche scaglia di cioccolato fondente.



