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domenica 19 maggio 2013

Crema pasticcera | Questioni di ritmo


A volte, vorrei che le cose della vita fossero in grado di trovare un ritmo spontaneo, come le cose della cucina. Un naturale susseguirsi, sovrapporsi, interrompersi di gesti, suoni, rumori, temperature, odori, sapori. 
Torni nei tuoi luoghi e li trovi un po' meno tuoi. O, forse, tu sei un po' meno loro. 
La casa è grande. I vestiti, gli oggetti, i libri faticano a uscire dalle valigie e dagli scatoloni, a riprendersi il loro spazio in librerie, su mensole e in armadi. Il Ticino si srotola dietro a una curva, con la diga, la spiaggia, quelle passeggiate. Vai a trovare il lago in una mattina di nuvole e occhiali da sole, il vento è freddo, l'acqua di alluminio; rimani a respirare per qualche minuto, appoggiata al parapetto di vernice verde scrostata. 
Cammini, pensi, prendi la bici, corri, ascolti musica, sistemi un po' l'archivio mentale, sposti qui le cose di là. Respiri, prendi fiato, ricominci. 
Una sera al cinema, un Baz Luhrmann ormai prevedibile [è stata solo una mia impressione?], ma un Fitzgerald da amare ancora una volta, con lo stomaco stretto e la gola annodata, un aperitivo con una mostra e del jazz, gli amici -i fratelli- di Arabica Fenice, un sassofonista che improvvisa un concerto, mezz'ora blu in una stanza bianca, a fissare ipnotizzata le dita i tasti i riflessi sul metallo gli occhi chiusi, Arona-Novara-Arona, perché chi si ferma muore, cucinare quattro cene diverse in un'ora, il Meltin' e tutta quella gente, tuo fratello, i suoi amici, persone che non vedevi da una vita, ancora aggrappate a una te che chissà che fine ha fatto, la tequila e il Long Island, le gocce di pioggia appese a una ringhiera e aggrappate al parabrezza, portarti a casa, portarmi a casa.
[Gesti, suoni, rumori, temperature, odori, sapori che si susseguono, si sovrappongono, s'interrompono.]

Ho questo grande difetto del concentrarmi sulle complessità, dando a loro la priorità di risoluzione, al posto di riuscire a fermarmi ad ammirare la semplicità. Dimentico sempre il ritmo naturale delle cose semplici, il loro scivolare istintivamente nell'azione, le loro poche ombre.
A volte, basterebbe ricominciare dalle basi. 


CREMA PASTICCERA

Questa è LA BASE della pasticceria. Controbattete pure, elencandomi paste frolle e sfoglie, meringhe e pâte à choux, per me, una volta che sai preparare una crema pasticcera divina, hai il mondo in pugno [fermatevi, e focalizzate nella vostra mente una tazza di questa crema vellutata, che accoglie il cucchiaino e lo risucchia, per poi lasciarlo emergere gonfiato da un enorme goccia dorata che profuma di vaniglia, che si scioglie sulla lingua morbidamente e vi inonda la bocca: non è forse il modo migliore per far perdere la razionalità a qualcuno?].
Le ricette sono infinite, la mia si compone di pochi, decisivi, accorgimenti: tuorli freschissimi [thanks, galline della nonna!], zucchero di canna [retrogusto caramellato, volete mettere?], latte di primissima qualità, un tocchetto di burro a cottura ultimata [effetto velluto assicurato].
La crema pasticcera è una di quelle preparazioni semplici, e dotate di ritmo: soprattutto, adoro quel momento in cui inizi a pensare che devi aver sbagliato qualcosa, perché 'sta crema proprio non ne vuole sapere di addensarsi, e, invece, ecco che inizia a opporre resistenza alla frusta, un minuto ed è perfetta [la cucina è metaforica, l'ho sempre sostenuto].

Godetevela.

Ingredienti
500 g di latte fresco intero [qualora voleste proprio esagerare, un 450 latte + 50 panna è il massimo]
4 tuorli
90-100 g di zucchero di canna
1 bel baccello di vaniglia [o la scorza di un limone bio, o entrambi]
40 g di maizena
40 g di burro

Procedimento
Scaldate il latte in un pentolino abbastanza capiente. Incidete il baccello di vaniglia, apritelo come un libro, raschiatelo con un coltellino, prelevando tutti i semi, e aggiungeteli al latte, tuffandoci anche il baccello. Quando il latte è vicino al bollore, spegnete il fuoco e lasciatevi in infusione la vaniglia per circa mezz'ora. 
Intanto, in un recipiente sufficiente grande, sciogliete lo zucchero nei tuorli, senza montarli [inutile e controproducente]. Aggiungete anche la maizena setacciata, incorporandola senza formare grumi. 
Quando il latte si è invanigliato per bene, togliete il baccello, e versatelo a filo suoi tuorli, mescolando con una frusta. Quindi, rimettete tutto nel pentolino e riaccendete il fuoco.
Attendete, mescolando con la frusta, che il composto si addensi. 
Quando la crema ha raggiunto la consistenza desiderata, prendete quel tocchetto di burro, fatelo scivolare nel pentolino, e godete spudoratamente lasciandolo fondere, mentre continuate a mescolare. 


Vi avevo detto che avrei acceso il forno: indovinate dove è finita questa crema?
Stay tuned.

Ceci n'est pas une recette


  • Notes
- nel caso vi troviate in zona Novara dal 24/05 al 9/06, c'è il Novara Jazz, al quale parteciperà, con letture più o meno sporadiche, anche Arabica Fenice: don't miss it!

giovedì 24 gennaio 2013

"A tu per te' ": l'ebook.

Come vi anticipavo nello scorso post, in questo periodo sono un po' incastrata in mille impegni.
Mi sono trasferita all'inizio di questa settimana, ho iniziato un nuovo lavoro, non capisco bene da che parte sia la mia vita, se o qui, ma è solo questione di tempo: una volta ambientata ricomincerà tutto a fluire tranquillamente.
Aggiorno con un post molto ristretto, scritto al volo prima di riattaccare in ufficio, per lasciarvi il link dell'ebook della serata del 26 dicembre. Fra le sue pagine troverete i racconti che sono stati letti, le ricette dei dolci assaggiati, le schede dei tè degustati e le foto. Godetevelo. ;)

Per scaricarlo, gratuitamente, seguite questo link.



A presto! :)

giovedì 13 dicembre 2012

Agende alla mano

Dicembre è arrivato, con il suo carico di impegni e festività da rincorrere.
Food Therapy è un po' in letargo, in parte perché ho ricominciato a lavorare [la tradizione del periodo natalizio in libreria prosegue], in parte per l'ispirazione culinaria leggermente congelata. Continuo comunque ad affaccendarmi fra sperimentazioni e fotografia, se vi va di sapere quello che combino quotidianamente potete seguirmi sulla pagina Fb del blog. (:
Fatta questa prima premessa, stasera vi scrivo per raccontarvi di due appuntamenti da non perdere, riguardanti questo mese.

Il primo è l'ormai famoso [qui alcuni messaggi lasciati l'anno scorso] #leaveamessage, che si terrà fra pochissimi giorni, il 14 dicembre.
L'idea è di  "Ma che davvero?", ma sono moltissimi i blog che parteciperanno. Io, ovviamente, non mi tiro indietro.



Di che cosa si tratta?
Il 14 dicembre, prendete un fogliettino [potete anche stampare i biglietti "ufficiali", trovate tutto qui] e scriveteci sopra qualcosa di Bello, di divertente, di poetico, di positivo, di allegro, la vostra canzone preferita, il passo del libro che rileggete più spesso, il dialogo di un film particolarmente significativo. Qualcosa che vi piacerebbe leggere, insomma. Lasciate poi il biglietto in un luogo ad alto rischio di ritrovamento accidentale: su un mezzo pubblico, nell'armadietto della palestra, fra le bustine di zucchero di un bar, fra le pagine di un libro in una libreria, nella tasca di un paio di jeans super scontati in un negozio di abbigliamento. Qualcuno lo troverà, leggerà le vostre parole e, si spera, prenderà la giornata in un altro modo, sarà un po' più gentile col barista indaffarato fra mille cappuccini, sorriderà alla segretaria leggermente in ritardo, riuscirà a fare dieci minuti in più di corsa sul tapis roulant, avrà l'ispirazione per cucinare qualcosa di meglio del solito piatto riscaldato nel micro.

Share the love.
Siete social-dotati, venerdì dimostratelo: twittate [#leaveamessage] luogo e messaggio, instagrammate la vostra contorta grafia, condividete l'iniziativa su Facebook. E lo stesso qualora siate così fortunati da trovare un bigliettino: ringraziate pubblicamente.

Fa doppiamente bene.
Sì, perché quest'anno #leaveamessage sostiene l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Non solo circoleranno biglietti su biglietti all'interno dei suoi reparti, infatti, ma sarà anche possibile fare una donazione a sostegno della Fondazione Meyer. Per tutte le info, vi rimando da lei, che sicuramente sa essere più precisa ed esaustiva di me.

Nulla di impossibile, quindi: perché no? (;

Il secondo evento che vorrei segnalarvi è organizzato dai Menestrelli di Jorvik [quell'associazione culturale della quale mi ostino a parlarvi, quelli che pubblicano Arabica Fenice, insomma, il bimestrale sul quale, ogni tanto, ho il piacere di scrivere] in collaborazione con Esprit de Provence e -attenzione, attenzione- Food Therapy.


Cosa ci siamo inventati?
Una serata di racconti, sorsi di tè e assaggi di dolci, il tutto di primissima qualità: i Menestrelli narreranno le loro storie ispirate alla bevanda protagonista, l'Esprit de Provence offrirà i profumi e gli aromi dei suoi tè pregiati e inusuali, Food Therapy preparerà biscottini da sgranocchiare e torte da sbocconcellare, come accompagnamento ai tè e ai racconti.

Quando?
Il 27 dicembre, ore 21.00.

Dove?
Al Meltin' Pop di Arona, in via Roma 78/80.

Maggiori informazioni le potete trovare sulla pagina Fb dedicata all'evento, dove potrete inoltre segnalarci la vostra partecipazione.

Vi aspettiamo (:

mercoledì 1 agosto 2012

I need a change, I need a change of skin.

Notate qualcosa di diverso?

Ci stiamo ancora lavorando, ma il merito di tutto quello che vedete è di Marta Rizzato.
Compagna di Vita, fotografa per passione, grafica per improvvisazione, Menestrella per follia, Brerina per vocazione.
Scelgo di descrivervela per quello che fa, perché tentare di descriverla per quello che è sarebbe in ogni modo una limitazione.

Qui, il suo about.me.

Allora, cosa ne pensate? :)


Ps: quella del banner è proprio la mia calligrafia, Marta l'ha riprodotta dopo avermi fatto riempire, ieri sera, un foglietto di scritte "Food Therapy". E' una figa, che vi devo dire.

martedì 29 maggio 2012

"Un po' ammaccata fuori, molto disordinata dentro."


Oggi post breve, sintetico, giusto per raccontarvi di una torta con le fragole che “se aspetto ancora un po' a pubblicare le fragole ce le sogniamo”.
Sono in periodo esami, quindi più che vagare per casa con una montagna di libri appresso, drogata di caffeina e teina, con gli occhiali da vista che ormai sono diventati parte del mio corpo, non faccio.
A parte andare a Pavia, per vedere una mostra, trascorrere una meravigliosa giornata, godersi, in serata, un festival con un nome che è tutto un programma [BeerFood, NdA.], e fondere il motore della macchina sulla via del ritorno, si sottintende.
A parte l'ennesima complicazione che rimescola tutte le carte sul tavolo di gioco.
A parte tutto ciò che manca.
A parte che nobody said it was easy, it’s such a shame for us part.
A parte questo, non faccio altro che preparare gli esami, in effetti. ;)

Dunque, la torta.
Trovata da lei, colpo di fulmine istantaneo. Infornata all’una di notte, fra un filosofo e l’altro, con farina e cacao che pericolosamente attentavano ai libri dell’università sparsi sul tavolo [vorrai mica essere così ordinata da non preparare una torta senza aver spostato appunti e quaderni].
Con la testa di mia mamma che, a un certo punto, fa capolino dalla porta e Agnesesipuòsaperechecavolostaifacendoaquest’ora?
La torta, mamma. Chi non fa una torta all’una di notte, mentre sta studiando.
È che… cucinare di notte ha sempre il suo perché. Molte cose, di notte, hanno il loro perché.
La notte ha il suo perché.
Che cosa ha a che fare la notte con il sonno, diceva John Milton.*
Ma dicevamo, lla torta. [Mantenere il filo del discorso, una delle cose che non mi hanno insegnato.]
Cacao e fragole. Tanto cacao, così diventa bella scura e ha quel profumo che è già di per sé un’estasi. Fragole, che in cottura si sciolgono quasi. Un impasto morbido, diviso in quadrotti.
Perfetto come colazione da fare in macchina, on the road, cantando canzoni anni ’70, mentre si sfreccia in autostrada con i finestrini abbassati e il vento fra i capelli. L’ultima torta di una lunga serie di dolci trasportati e, spesso, mangiati, su quella macchina, insomma.
Piccola Ka, ci mancherai.




TORTA MORBIDA CON CACAO E FRAGOLE

[Ricetta di Wenny, fra parentesi le mie modifiche agli ingredienti. Ho stravolto soprattutto il procedimento, in primis inserendo il latte bollente perché mi piace moltissimo la consistenza che dà agli impasti, per qualche esempio, qui e qui.]


Ingredienti
180 g di farina 00 [130 g + 50 di fecola]
4 cucchiai di zucchero di canna scuro
3/4 di bicchiere di olio evo [io non l'ho messo]
3 cucchiai di cacao amaro di ottimissima qualità [4 cucchiai]
un uovo
latte intero, qb.
6 g di lievito per dolci [3 g + 3 g di bicarbonato]
[un pizzico di sale]
[cannella, perché adoro la cannella con le fragole.]

una decina di fragole ben mature [circa 400 g]


Procedimento
Preriscaldare il forno a 180°C.
Setacciare le farine, il cacao e il lievito. Pulire e affettare le fragole.
Lavorare con le fruste lo zucchero e l'uovo. Aggiungere le polveri, la cannella e il sale.
Ammorbidire il composto con il latte, versato a filo e bollente, mentre si mescola.
Unire le fragole e versare in una pirofila rettangolare, foderata da carta forno.
Cuocere per mezz'ora. Prova stecchino.


E, dopo questa, vi auguro un'ottima giornata.
A presto.

A.


*A proposito di John Milton e notti insonni... il prossimo numero di Arabica Fenice [Ve la ricordate? Non la conoscete? Non vi ho ancora rotto abbastanza le scatole? Qui trovate tutto.] sarà a tema "Insonnia" e la citazione scelta come punto di vista sulle notti bianche è proprio quella di Milton. Se vi ho incuriositi, potete seguire Arabica su Fb e su Twitter [@arabicafenice]. Ovviamente, l'Agnese della quale trovate ogni tanto i racconti non sono io, ovviamente.

lunedì 5 settembre 2011

Ricetta per un'estate indimenticabile

Settembre. Sono tornata, sono di nuovo qui. Ma, in fondo, chi se n'è mai andato?
Ho visto le prime foglie cadere. Le chiome degli alberi mutare colore. Ho sentito i temporali addolcirsi. Le notti indossare maglioncini e felponi. Che sapore ha Settembre?
Per me, questo Settembre ha il sapore di un cioccolatino fondente scartato in auto durante una notte di pioggia. Finissimo cioccolato lucido e scuro, dallo snap perfettamente netto, sensuale come una corda di chitarra pizzicata, dal sapore morbido e intenso come il tocco della pelle sulla pelle.

Questo il mio Settembre, per ora.
Della mia estate, invece, vi lascio la ricetta. Forse non la potrete servire alla fine di una cena, e magari non la inzupperete nemmeno nel caffelatte della colazione, ma, vi assicuro, con questa ricetta otterrete un'estate difficile da dimenticare. 

ESTATE 2011 [tratta da un'improvvisazione di Agnese Negrini]

Ingredienti

Amici, di primissima qualità, unici, rari e scelti con cura. 

Dolcissime albe, possibilmente rosa, con qualche striatura di pesca. 
Tramonti che infuochino il mare e i pensieri.
Nocciole tostate alle quattro di una notte di metà Agosto. 
Croissant tiepidi di sfoglia sottile, fragrante e friabile.
Baklava grondanti di miele e punteggiate di frutta secca, da divorare insieme a un amico, per i vicoletti di un paesino di mare, su un'isola greca. Un vassoio, sono un antidepressivo molto efficace. E vi assicurano l'energia necessaria per una notte sfrenata. 
Musica, a volontà. Fra le innumerevoli canzoni, sceglietene con cura qualcuna che vi ricordi per sempre quest'estate, e conservatela a parte, per riascoltarla quando ne vorrete di nuovo un assaggio.
Racconti, e poesie. Libri, da leggere a voi stessi e ad altri.
Moleskine e stilografica. Ma anche quaderno da 90 cent acquistato in aeroporto e bic. Perché le lettere non passeranno mai di moda. 
Console con vasta scelta di videogiochi, divani e tappeti a sufficienza per tutti i commensali, un certo numero di ottimi film, o film ottimamente idioti, nel caso la preparazione del piatto si dilunghi per tutta la notte. 
Pantaloncini, canottiera e iPod, per imparare a correre. 
Lungolago notturno e panchina, per ricercare, insieme a qualcun altro, la differenza fra il nero dell'acqua e quello del cielo di notte. 
Bolle, da trattare con cautela. Ma non troppa. 
Yogurt greco e pesche fresche affettate sottilmente. A quintali. 
Miagolio di gatti. Da tradurre.
Una ruota di scorta.
Un piano A. 
Pioggia di temporale estivo. 
Sale marino integrale. Quello che rimane sulla pelle.

Procedimento
Dosare gli ingredienti aggiungendoli in ordine sparso, magari ritoccando più volte la dose di questo, o di quello. Assicuratevi di perdere la cognizione del tempo, mentre li mescolate. Lasciate riposare per un po', magari mentre schiacciate un pisolino, magari mentre siete lontani per qualche giorno, magari mentre accarezzate il gatto che è entrato dalla finestra senza che ve ne accorgeste. Guardate un tramonto, ascoltando una canzone malinconica. Rimescolate all'alba seguente. Ma se anche vi svegliate alle due del pomeriggio non ci sono problemi, mescolate allora, avendo però cura di aggiungere qualche goccia di pioggia temporalesca. 
Portate la vostra estate a fare un giro in auto, finestrini abbassati e guida sportiva: deve prendere aria. Scegliete una colonna sonora un po' carica, che metta di buon umore. Rincasate. Non guardate un film. Preparate un caffè e dimenticatevelo sul fornello: ricordatevi di lui solo quando si sentirà odore di inferno [cit.]. Versatelo in una tazzina e andate a berlo nel sottoscala, magari portatevi un amico. Rimanete lì a chiacchierare un po', scoprirete che un po' di buio e di fresco ogni tanto fanno bene. Soprattutto, si sposano benissimo con l'amaro del caffè. 
Tornate dalla vostra estate, che sarà ormai lievitata per bene. Non chiedetevi quanto tempo è passato. Piangete qualche lacrima salata pensando a quando avete iniziato a prepararla, scoprirete di non ricordarvelo. Spaventatevi, guardate al calendario con preoccupazione, andate a riflettere per una mezz'ora circa nel vostro giardino dei Fiori del Male.
Quando tornerete, scoprirete che qualcuno ha già infornato la vostra estate, mentre eravate via. Iniziate a rassettare la cucina e la vostra vita, fate un impacco rigenerante al cervello, in previsione dello stress autunnale. Ordinate tutto, pensando che la preparazione sia ormai conclusa.
Attendete il trillo del cellulare, un messaggio vi dirà di sfornare l'estate, affettarla e farla sparire, ovviamente in compagnia e dopo aver raccontato la ricetta.
Servitela tiepida e assaggiatela. Avrà un gusto unico e sorprendente, inedito, e dolce. 
Saprà di estate, e di consapevolezza che l'estate è finita. 
Tuttavia, vi suggerirà anche che forse non proprio tutto sparirà con l'ultima fetta. 

Non so cosa ci potrete fare, con questa ricetta, ma è così che volevo raccontarvi la mia estate, attraverso il suo sapore.
Nonostante tutto, questa estate è stata meravigliosa. Viva
E ne avevo un terribile bisogno, avevo un terribile bisogno di sentire tutto questo, di ridere e di piangere davvero, di riscoprirmi affamata, ma non vorace. 
Il segno che rimarrà, di quest'estate, sarà ben più indelebile di quello dell'abbronzatura. Come le persone che ho conosciuto, con le quali ho un po' convissuto, e che non voglio dimenticare. 
E' stata definita "l'estate ignorante"... io aggiungo: non solo, non davvero.

Thank you everyone. Thank you everything. 

a.

mercoledì 6 luglio 2011

One minute you're on top, next you're not.

E' da domenica sera che tento di scrivere questo post, eppure non ci riesco. Forse perchè i ricordi legati a questo dolce sono troppo contrastanti con quello che sto vivendo, con quello che mi riempie la testa in questi ultimi giorni, con le emozioni che, come al solito, decidono di fare a pugni fra di loro proprio dentro di me. Non saprei.
So che cambiare è difficile. Iniziare a fidarsi ancora di più. Raccontarsi, poi, è complicatissimo. Anche quando ne avresti un disperato bisogno.
E che a volte vorresti solo il tasto "canc".
Mi si chiudono gli occhi dal sonno, ma non ho voglia di addormentarmi. Freud c'aveva preso, con la sua teoria dei sogni.

Mi concentro sulla ricetta di stasera, che ne dite? Magari così riesco a postare, il che sarebbe cosa buona e giusta, visto il tempo che è passato dall'ultima volta.

Festeggiamo un anno di Arabica Fenice, signore e signori, e sono davvero orgogliosa di poterlo scrivere anche qui. Sebbene mi sia unita da relativamente poco tempo ai Menestrelli, infatti, vedere un bel "6" stampato sulla copertina del nostro bimestrale un po' mi riempie il cuore, dai.
E, in occasione della chiusura del primo anno della nostra rivista, abbiamo deciso di organizzare una grigliata. Una decina di amici, una quantità industriale di carne che sfrigola su un bbq gestito alla perfezione dal fuochista ufficiale dell'associazione, un cocomero riempito di sangria, l'immancabile chitarra e una placida domenica di inizio luglio. Ingredienti che da soli non fanno la ricetta, certo, ma che quando si uniscono a quel pizzico di voglia di stare insieme e di "familiarità" creano un gusto inconfondibile.
E la giornata che ne è uscita, ve lo garantisco, è stata eccezionale.

Il dolce per questa occasione è nato un po' così, senza un'idea precisa da seguire. Gli scaffali del supermercato sono sempre la migliore ispirazione, soprattutto quando vaghi senza meta cercando di assorbire più aria condizionata possibile, prima di rituffarti nell'arsura dell'estate.
Un dolce fresco, anche piuttosto leggero, a ben guardare, e personalizzabile con tutti i tipi di frutta. Non necessita nemmeno di cottura, e direi che non è male ;)
La consistenza è una via di mezzo fra una mousse e un budino. Un consiglio? Diminuite la gelatina e sostituite il Philadelphia Yo con della classica, ma sempre ottima, ricotta, secondo me potrebbe guadagnarci.
Dunque, ecco la ricetta :)




CHEESECAKE ALLO YOGURT CON PESCHE


  • INGREDIENTI


Per la base:

400 g di biscotti secchi (questa volta ho usato i Cereali Così della Galbusera, che adoro, ma vanno benissimo i tradizionali Digestive o qualsiasi altro tipo di biscotto friabile)
150 g di burro freddo e a cubetti
un paio di cucchiai di latte

Per la crema:

600 g di ricotta (anche se io ho usato il Philadelphia Yo)
300 g di yogurt bianco cremoso (ma utilizzate quello che preferite: greco, magro, intero, alla frutta...)
200 ml di panna da montare
180 g di zucchero
due pesche
15 g di gelatina in fogli (ne toglierei 3-5)

Per completare:

quattro pesche tagliate a fettine sottili e condite con succo di limone e zucchero


  • PROCEDIMENTO

Immergere la gelatina in acqua fredda.
Nel mixer, frullare i biscotti insieme al burro. Aggiungere abbastanza latte quanto basta per ottenere un impasto compatto. Distribuire il composto sul fondo di uno stampo (possibilmente a cerniera), livellandolo bene. Mettere in frigorifero.
In un terrina, lavorare il formaggio con lo yogurt e lo zucchero. A parte, montare la panna e aggiungerne metà al composto allo yogurt. Frullare le pesche e sciogliere la gelatina in un pentolino (o nel microonde). Mescolarli alla crema e completare con la panna rimasta, cercando di smontarla il meno possibile.

Versare sullo strato di biscotti e porre in frigorifero a rapprendere, per almeno due ore. 
Quando si sarà solidificato, completare con la frutta fresca.  




Belle foto, eh? Sono state scattate da Marta Rizzato, grandissima fotografa di Arabica. Date un'occhiata ai suoi lavori qui, la ragazza ci sa fare ;)

Ok, spengo il pc e vedo di dormire un po'.
Buonanotte a tutti, grazie perchè leggete questo blog nonostante le "lune" della proprietaria, ogni commento è un sorriso, e fa la differenza :)

a.

giovedì 19 maggio 2011

The ultimate caffeina&teobromina cookie

Finalmente riesco a rimettermi al computer per scrivere un post.
Sono giorni un po’ frenetici, sono appena tornata da Londra (home is where your heart is, non faccio che ripetermelo dall’atterraggio a Malpensa) e mezz’oretta fa ho recuperato il computer dal tecnico: ora ho un nuovo disco rigido da distruggere, yeah! ;)
Nel bel mezzo di tutto questo sto scrivendo il racconto per il prossimo numero di Arabica Fenice (io continuo a parlarvene, sia mai che vi venga voglia di andare a guardarvi il sito e la pagina fb…), a tema “caffeina e teobromina”. Sì, insomma, sto scrivendo delle mie due principali droghe, lo ammetto, e leggermi pagine web su pagine web a riguardo non fa altro che incrementare la mia necessità di queste due sostanze.
Io sono per il caffè “duro e puro”, terribilmente amaro, crudelmente nero e irresistibilmente bollente, ormai lo sapete, ma riconosco che al cioccolato, ogni tanto, concedo di smorzare la cattiveria della mia tazzina (sembra che stia parlando di un supereroe -.-‘) e che l’abbinamento caffè- cioccolato è uno dei più riusciti ed efficaci della storia del cibo.
Quindi ovvio che cercassi un dolce che riportasse questo accostamento, che lo concentrasse in un morso.
Ebbene, ladies and gentlemen, dopo numerosi (ve lo assicuro) tentativi, penso di essere giunta al perfetto cookie al cioccolato e caffè: fragrante e croccante all’esterno, morbido e “chewy” come dev’essere un cookie all’interno, con la nota di testa del caffè che ti colpisce subito, per poi essere addolcita e arrotondata dal pezzo di cioccolato che si scioglie.
Dieta o non dieta, avevo bisogno di ispirazione per scrivere ;)




CAFFEINA&TEOBROMINA COOKIES

  • INGREDIENTI

180 g di burro morbido
250 g di zucchero
2 uova
300 g di farina 00
½ cucchiaino di lievito per dolci
due tazzine di espresso
due cucchiaini e ½ di caffè solubile sciolto in due cucchiai di latte
un cucchiaio di amaro
100 g di buon cioccolato fondente ridotto a scaglie (potete utilizzare anche le gocce già pronte, ma il cioccolato vero ha un altro sapore ;)
un pizzico di sale

  • PROCEDIMENTO

Mescolare burro e zucchero fino a ottenere la classica consistenza “a pomata”. Aggiungere le uova, uno alla volta. Unire i restanti ingredienti e impastare fino a ottenere una consistenza liscia e omogenea. Avvolgere nella pellicola trasparente e far raffreddare in frigorifero per mezz’ora.
Riprende l’impasto e dividerlo in palline, distribuirle sulla placca da forno foderata dalla carta.
Infornare per 10 minuti a 180°C (a cottura ultimata i biscotti saranno ancora morbidi: trasferirli con attenzione sulla griglia e farli raffreddare perché diventino più consistenti)

Se vi piace, aggiungete un chicco di caffè ricoperto di cioccolato al centro: appena tolti dal forno, premetelo delicatamente sul biscotto; in questo modo il chicco non si scioglierà, ma rimarrà perfettamente "incastonato".
Così, nel caso non vi sembrino abbastanza golosi ;)

E voi, il caffè lo prendete con o senza cioccolatino? ;)



martedì 3 maggio 2011

Sunday morning


-->
Domenica mattina.
Svegliarsi con la casa deserta, perché il resto della famiglia è via per il weekend.
Stiracchiarsi per bene nel letto, alzarsi senza fretta. Camminare a piedi nudi sul pavimento freddo, accarezzata dall'aria che entra dalle finestre.
Snobbare i biscotti che ti aspettano nel loro mobiletto, prendere farina, uova, zucchero e preparare dei muffins.
Ai mirtilli rossi, giganti.
Sgranocchiare una mela mentre cuociono nel forno, con il loro profumo che invade la casa.
Preparare il caffè. Sfornare i muffins.
Aspettare il gorgoglio della moka, godersi l'aroma del caffè che s'intreccia a quello dei dolci.
Versare il caffè.
Addentare un muffin. Fragrante, ancora tiepido, il rosso dei mirtilli spunta qua e là, acidulo e in contrasto con la dolcezza della vaniglia e del cioccolato bianco.

Sunday morning...




Ok, ora la ricetta vera, quella con grammi e tempi di cottura ;)



MUFFINS AI MIRTILLI ROSSI CON GLASSA AL CIOCCOLATO BIANCO


  • INGREDIENTI (per 8 muffins giganti)


300 g di farina
150 g di zucchero
100 g di burro
200 g di mirtilli rossi essiccati (io ho esagerato, lo ammetto)
3 uova
mezza bustina di lievito
3 grani di cardamomo
una punta di sale
i semi di un baccello di vaniglia, oppure una bustina di vanillina
latte q.b.

Per la glassa:

100 g di cioccolato bianco di buona qualità


  • PROCEDIMENTO


Preriscaldare il forno a 175°C.
Mettere in ammollo i mirtilli con qualche cucchiaio di latte (quanto basta per ricoprirli). In una terrina miscelare le polveri.
Sciogliere il burro e aggiungervi le uova. Mescolare i mirtilli al composto di polveri, poi aggiungervi anche i liquidi e il latte, quanto basta per ottenere un composto non troppo liquido, ma omogeneo.
Distribuire negli stampi da muffins e infornare per mezz'ora circa.

Nel frattempo, sciogliere il cioccolato bianco con il metodo che preferite. Quando i muffins saranno cotti (prova stecchino), usarla per decorarne la superficie.


E con questi muffins ritorno da una pausa un po' troppo lunga, in parte dettata da impegni reali e in parte dalla mente impegnata altrove.
Stay tuned, in arrivo un po' di novità ;)

Ah, a proposito di novità: è ora disponibile il download di Arabica Fenice 4, la rivista bella e intelligente che unisce grafica, scrittura e fotografia. Datele un occhio, lasciatevi conquistare.

A presto! :)


domenica 10 aprile 2011

Sunday morning


Domenica mattina.
Svegliarsi con la casa deserta, perché il resto della famiglia è via per il weekend.
Stiracchiarsi per bene nel letto, alzarsi senza fretta. Camminare a piedi nudi sul pavimento freddo, accarezzata dall'aria che entra dalle finestre.
Snobbare i biscotti che ti aspettano nel loro mobiletto, prendere farina, uova, zucchero e preparare dei muffins.
Ai mirtilli rossi, giganti.
Sgranocchiare una mela mentre cuociono nel forno, con il loro profumo che invade la casa.
Preparare il caffè. Sfornare i muffins.
Aspettare il gorgoglio della moka, godersi l'aroma del caffè che s'intreccia a quello dei dolci.
Versare il caffè.
Addentare un muffin. Fragrante, ancora tiepido, il rosso dei mirtilli spunta qua e là, acidulo e in contrasto con la dolcezza della vaniglia e del cioccolato bianco.

Sunday morning...




Ok, ora la ricetta vera, quella con grammi e tempi di cottura ;)



MUFFINS AI MIRTILLI ROSSI CON GLASSA AL CIOCCOLATO BIANCO


  • INGREDIENTI (per 8 muffins giganti)


300 g di farina
150 g di zucchero
100 g di burro
200 g di mirtilli rossi essiccati (io ho esagerato, lo ammetto)
3 uova
mezza bustina di lievito
3 grani di cardamomo
una punta di sale
i semi di un baccello di vaniglia, oppure una bustina di vanillina
latte q.b.

Per la glassa:

100 g di cioccolato bianco di buona qualità


  • PROCEDIMENTO


Preriscaldare il forno a 175°C.
Mettere in ammollo i mirtilli con qualche cucchiaio di latte (quanto basta per ricoprirli). In una terrina miscelare le polveri.
Sciogliere il burro e aggiungervi le uova. Mescolare i mirtilli al composto di polveri, poi aggiungervi anche i liquidi e il latte, quanto basta per ottenere un composto non troppo liquido, ma omogeneo.
Distribuire negli stampi da muffins e infornare per mezz'ora circa.

Nel frattempo, sciogliere il cioccolato bianco con il metodo che preferite. Quando i muffins saranno cotti (prova stecchino), usarla per decorarne la superficie.


E con questi muffins ritorno da una pausa un po' troppo lunga, in parte dettata da impegni reali e in parte dalla mente impegnata altrove.
Stay tuned, in arrivo un po' di novità ;)

Ah, a proposito di novità: è ora disponibile il download di Arabica Fenice 4, la rivista bella e intelligente che unisce grafica, scrittura e fotografia. Datele un occhio, lasciatevi conquistare.

A presto! :)

a.