martedì 23 agosto 2011

Schizofrenia in bianco e nero.

Bianco e nero. Luce e tenebra. On/off. Felicità e dolore. Notte e giorno. Sorrisi e lacrime. Dolce e amaro. Noi e loro. Tu ed io. Amore e odio. Sogni e realtà. Poesia e pugnali.
Contrasti. Che si trovano a combaciare. Di tanto in tanto. Fra le dita rosate di un’alba estiva, magari. Cullati dallo sciabordio delle onde di un lago.

Sono in partenza per la Grecia, finalmente me ne vado anch’io. Penso che farà bene, al mondo, non avermi fra le scatole per un po’. Andrà avanti, si riassetterà, e quando tornerò vedrò di lasciarlo proseguire per la sua strada, senza mettergli i bastoni fra le ruote, scappando da qualche altra parte, probabilmente.
L’avevo detto, che d’estate faccio casini.
Ogni tanto bisogna andarsene.
Quando fra bianco e nero si apre una crepa che ne impedisce la limitrofa convivenza.
Oggi metto troppi punti fermi. Vorrei poterne mettere anche nella vita, oltre che in un testo.

”Sembri davvero devastata.”
No... sono solo ferita a vita.

E, dato che questo post parla di luci ed ombre, abbandoniamo la depressione autodistruttiva e tanto, tanto, amara per un bel dolce, di quelli cioccolatosi, cremosi, golosi. Un brownie – cheesecake, bianco e nero grazie all’accostamento di mandorla e cacao (contrasti anche qui, yap!).
Per essere un brownie non è nemmeno troppo calorico, grazie a qualche accorgimento light.
Noi ce lo siamo sbafati durante un pomeriggio di (poco) studio, nella penombra di una stanza con gli scuri mezzi chiusi per tenere fuori il caldo, accompagnandolo con tanto buon caffè (ci s’illude che basti della caffeina per riuscire a studiare ad agosto… eh già!).
Ricetta? Come al solito è un mix&match dei numerosi brownies - cheesecake salvati nella ormai mitica cartella dei miei documenti, straripante di preparazioni da sperimentare.
Morbido, umidino come si richiede a un brownie, vellutato come è implicito che sia un cheesecake.
Here it is. 




BROWNIE - CHEESECAKE CON CACAO E MANDORLE


  • INGREDIENTI

Per il brownie

100 g di farina 00 setacciata
65 g di cacao amaro di ottima qualità
2 uova e un albume
100 g di zucchero
100 g di ricotta (in sostituzione del burro, ma qui sta a voi scegliere!)
un paio di cucchiai di acqua calda
un pizzico di sale

Per il “cheesecake”

200 g di ricotta
un cucchiaio di zucchero
150 g di mandorle macinate non troppo finemente
un tuorlo
un cucchiaio di farina 00 setacciata


  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 175°C.

Preparare il brownie: sbattere le uova con lo zucchero fino a renderle spumose. Aggiungere la ricotta, il sale e le polveri. Aggiustare la consistenza con l’acqua calda.
Preparare il cheesecake: mescolare tutti gli ingredienti in una terrina.
Versare, in una pirofila rettangolare, l’impasto del brownie. Aggiungervi quello del cheesecake e variegarlo.
Cuocere per 20-30 minuti in forno. Deve rassodarsi senza seccarsi.
I giorni seguenti è ancora più buono, soprattutto se conservato in frigorifero (giusto, Magi? :) )





Quindi, con questo post un po’ schizofrenico, vi saluto per una fetta di tempo.
Ci rileggiamo presto, penso. A meno che non decida di rimanere in Grecia. E non è detto che l’ipotesi sia esclusa! ;)
Buona fine estate, buon inizio di ferie, buon rientro e buona qualunque cosa a tutti.

a.

domenica 14 agosto 2011

Cake integrale con nocciole e pere. Nient'altro, oggi.

Posso parlare solo di cucina, oggi? Posso fare la food blogger e non la blogger? Posso risparmiarvi un po' di paranoie, riflessioni, drammi esistenziali, improvvisazioni filosofiche? Direi di sì.

Oggi cake. Sapori semplici che ben si accordano fra loro, con una nota rustica e un po' grezza a rendere il tutto più intrigante. Una torta soffice e profumata cotta nell'ultimo acquisto compulsivo (stampo a cerniera con fondo per ciambella? Per la modica cifra di venti miliardi di trilioni? Non posso certo farmelo scappare!).
Zero grassi, la morbidezza della ricotta, il buon proposito "sano" della farina integrale abbinata alla frutta, pochissimo zucchero e una manciata di nocciole tritate finemente e lasciate distrattamente cadere nell'impasto.
Insomma, il classico cake da colazione o da tea time, quello che prepari perché hai voglia di cucinare anche se non hai fatto la spesa, quello che ti dà un buongiorno un po' più promettente dei cereali nello yogurt light.
Certo, volendo proprio esagerare si potrebbero tostare le fette e poi imburrarle, magari per adagiarci sopra un cucchiaino di confettura di lamponi... o magari ricordarsi del barattolino di crema di gianduia dimenticato in dispensa... ma con le nocciole e le pere sarebbe veramente pessimo! ;)




CAKE INTEGRALE CON NOCCIOLE E PERE

  • INGREDIENTI

180 g di farina integrale
100-120 g di nocciole, sgusciate e passate al mixer 
250 g di ricotta fresca
2 uova
50 g di zucchero di canna 
due cucchiai di miele
due pere Williams tagliate a tocchetti
1/2 cucchiaino di lievito
qualche cucchiaio di latte, o di acqua tiepida
vaniglia e cannella, se volete
un pizzico di sale

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.
Montare le uova con lo zucchero, finché non siano gonfie e chiare. Aggiungervi la ricotta, il miele e le nocciole. Mescolare. Aggiungere gli ingredienti rimanenti (regolate la consistenza con latte o acqua) e versare in uno stampo.
Cuocere per 40-60 minuti (dipende dallo stampo che scegliete, dalla potenza del forno, da quanti liquidi avete aggiunto... infinite variabili che lo prova stecchino può tranquillamente risolvere!)




Che strano scrivere un post così breve. Non fateci l'abitudine, però, tornerò ad allietarvi le giornate con leggere e frivole introduzioni a innocenti dolci! ;)

Buona domenica... e buon Ferragosto a tutti! (vi capita mai di perdere la cognizione del tempo in vacanza? A me sempre! Siamo già al 14, bello realizzarlo ora...)

A (non so quanto) presto.

a.

domenica 7 agosto 2011

Sfumature.



Di solito, più il contrasto è accentuato e più la composizione mi piace. Sono consapevole che, per quanto trovi splendidi i colori, bianco e nero per me sono la soluzione di ogni accostamento, e che potrei passeggiare per ore, sul filo di quella linea impercettibile, ma così ben marcata, sulla quale questi due non-colori s'incontrano.
Poi, però, mi ritrovo a giocare con le sfumature. Plasmo la materia perché si scomponga in variabili di colore esteticamente soddisfacenti, se accostate. Mi avventuro in un mondo di colori che si fondono e che danno vita ad altre, insospettabili, ma bellissime, tonalità.
Come quando si uniscono quattro lettere di quattro colori diversi, e ci si gode lo spettacolo. Perché spettacolare è.

Qualcuno direbbe che sto "piantando pannocchie sulla luna", parlando di un nulla indefinito per descrivere una realtà concreta.
In effetti, forse sarebbe più semplice scrivere quanto sono felice, di veder accostati quei colori così sgargianti e diversi fra loro, ma che insieme stanno, inaspettatamente, forse, incredibilmente bene.
Forse potrei anche dire che lavorare, perché di lavoro si tratta, il venerdì sera, non è male quanto potrebbe suonare.
E magari potrei anche ribadire quanto mi soddisfi e gratifichi pensare, "progettare" un dolce per persone che solo colleghi proprio non sono.
E probabilmente potrei anche descrivere quanto è difficile cercare un equilibrio, fra due ingredienti come il caffè e il cioccolato, che soddisfi tutti, che si abbini a ogni grado di dolcezza, e di amarezza, di quelle persone.
E penso sia superfluo specificare che non so se ci sono riuscita per davvero, ma c'è un video che un po' mi fa illudere, di aver creato davvero un ottimo dolce.
E vorrei ringraziarvi, tutti voi, scapestrati compagni d'avventura, sfumature di quell'arcobaleno che stiamo creando insieme, ma probabilmente non lo farò, non direttamente almeno, per paura che suoni ridondante, o retorico, di circostanza, o chissà cos'altro.

I Maaf in you.

Dunque, passiamo a questo sensazionale cheesecake.
Ops, sensazionale ho detto? Sì, ok, riconosco di aver davvero creato qualcosa di molto buono, questa volta.
Come posso descriverlo... ha una coltre amara di cacao, che ne ricopre la superficie. Il cucchiaino vi si immerge e si ritrova ad attraversare una crema soffice, avvolgente ma leggera, di una sfumatura meravigliosa... latte macchiato, la definirei. Ogni tanto incontra una pepita di cioccolato fondente, come per caso. Sul fondo lo attende una base croccante, ma friabile, di biscotti integrali e burro.
E l'assaggio? Cioccolato, caffè, morbido, croccante... una fusione di dolce e amaro, che si disperde in una crema spudoratamente ispirata a quella del tiramisù. Contrasti che si mescolano creando sfumature che conquistano, a quanto pare ;)

La realizzazione? Avevo un po' di tempo, e quella voglia di cimentarmi in sperimentazioni e preparazioni un po' articolate... così sono andata a ripescare la tecnica della paté à bombe che Montersino utilizza per il suo tiramisù. E' un metodo per pastorizzare le uova da utilizzare crude, in sintesi. Ha anche il pregio di donare una maggiore aereosità al composto, qualità decisamente apprezzabile in un tiramisù :)
Era almeno un anno che vegetava nella cartella "to do" e, finalmente, mi sono decisa a provarla. Implica l'utilizzo di 50 ml di acqua, che io ho pensato di sostituire con del caffè (come ho anche deciso di sciogliere la gelatina nel caffè). E' davvero una tecnica interessante, più semplice di quanto pensassi, da riutilizzare sicuramente. Montersino, we all love you.
Per la base, biscotti e burro sono stati mescolati nella solito proporzione 2:1, con la quale mi trovo benissimo.
La crema è quella del tiramisù, alleggerita e fatta solidificare leggermente con un po' di gelatina.
Insomma, non ho inventato nulla, ho solo fuso un po' di ingredienti letti di qua e di là ;)

Ricetta time? Decisamente.
Ecco qui :)



TIRAMISU' CHEESECAKE

  • INGREDIENTI

Per la base 

300 g di biscotti secchi integrali (Digestives o simili)
150 g di burro (ne ho messi 115, facendolo sciogliere in modo che si amalgamasse meglio, ed si è comunque compattato benissimo)
un cucchiaio di caffè in polvere
un cucchiaio di cacao amaro
un cucchiaino di zucchero

Per la cream cheese

500 g di ricotta vaccina fresca
250 g di mascarpone (le proporzioni ricotta-mascarpone si possono variare, per ottenere una crema più o meno ricca)
100-150 g di cioccolato fondente spezzettato
2 albumi montati a neve
un cucchiaio di cacao amaro
un cucchiaino di caffè
10 g di gelatina in fogli
100 ml di caffè forte

Per la paté à bombe

4 tuorli
120 g di zucchero
50 ml di caffè forte

cacao amaro

  • PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere i biscotti, aggiungervi il cacao, il caffè e il burro. Ottenuto un impasto omogeneo, distribuirlo sul fondo di uno stampo a cerniera, livellandolo in modo uniforme. Lasciare in frigo a solidificare.
Intanto, reidratare la gelatina in acqua fredda. 

Paté à bombe: scaldare il caffè con lo zucchero per ottenere uno sciroppo (dovrebbe raggiungere i 120°C, ma se non avete un termometro, come la sottoscritta, portatelo a bollore e dimenticatevelo sul fornello per un po', continuando a mescolare perché non si caramelli, finché non bolle "furiosamente"... termine tecnico, ovviamente! ;). Mettere i tuorli in una planetaria, azionarla e versarvi lo sciroppo bollente. Montare finché non si sarà raffreddato (otterrete una spuma sofficissima e di un color cappuccino meraviglioso!)

Mescolare in una terrina i formaggi, cacao, caffè, gli albumi montati a neve e la paté à bombe, cercando di mantenere il composto il più soffice possibile. Intiepidire il caffè e sciogliervi la gelatina. Aggiungerla poi alla cream cheese e mescolare finché non è completamente assorbita. Completare con  il cioccolato fondente a pezzetti. 

Distribuire la crema sulla base di biscotti, livellare e spolverare di cacao amaro. Riporre in frigo a solidificare per 4-6 ore.
Servire dopo una decina di minuti a temperatura ambiente. 






Post chilometrico, come al solito.
A questo punto posso solo mettermi a tacere e consigliarvi di provare questo cheesecake.
Buona giornata a tutti :)

A presto!

a.

mercoledì 3 agosto 2011

Make my way back home when I learn to fly

Fra ultime giornate in ufficio, amici e famigliari che partono, stanchezza e/o pigrizia da ferie in avvicinamento, la mia voglia di vacanze sta raggiungendo livelli illegali.
Anche per questo, forse, il blog sta sonnecchiando un po'.

Ho voglia di estate, estate per davvero.
Di una vacanza che sia davvero vacanza, e non semplicemente del tempo libero abbandonato fra due stagioni di lavoro e studio, senza qualcosa con il quale valorizzarlo.
Mi sono sempre fatta molto aspettative riguardo l'estate. Sempre molti buoni propositi e to do lists.
Quest'anno, invece, attendo l'estate un po' così, aspettandola e basta, semplicemente.
Forse perchè non ho tutto quell'ansia di dover colmare le giornate con qualcosa, qualcuno, luoghi e impegni. Sto, lentamente, imparando a godermi ciò che c'è, senza perdermelo di vista nella sfrenata ricerca di ciò che non c'è (e che, il più delle volte, poi, non c'è nemmeno idealmente).
Sto imparando ad assaggiare, anzichè ingoiare subito per il timore di avvertire un sapore che non mi piace.
Sto imparando ad aspettare che il caffè sia pronto al mattino, senza accendere subito il computer per iniziare a rispondere alle mail in attesa che la moka gorgogli.
Sto imparando ad attendere l'ultima nota di una canzone, prima di cambiarla perchè "Tanto so come va a finire".
Sto anche imparando a correre, senza fermarmi subito non appena i battiti iniziano ad accelerare troppo.
Imparo a ignorare le paranoie, lasciandomi distrarre dagli amici.
Imparo a credere nei progetti, senza dare retta alla vocina gracchiante dentro di me che ripete: "Tanto non lo porterai mai a termine".
Imparo a riconoscere quando ho bisogno di stare sola perchè sola voglio stare, e quando invece sono solo scuse che mi racconto per la paura che qualcuno mi guardi negli occhi.
Sto imparando a godermi qualche attimo di vita, nonostante stia facendo cose del tutto differenti da quelle che, pensavo, avrei voluto godermi.

Forse, questo mese che mi si prospetta, di convivenza Agnese+Agnese, non sarà così deleterio.
Anzi, forse è proprio quello che mi ci vuole, una serie di pranzi e cene seduta a tavola con me stessa.
Chissà che non impari anche a guardarmi, davvero, allo specchio.

Nonostante sia con la testa in vacanza (anche letteralmente parlando), ho deciso che il blog aspetterà ancora un po' le ferie. Magari ci saranno meno post, magari saranno meno frequenti e conterranno ricette un po' pigre, ma Food Therapy rimane aperto :)

E oggi vi propone l'ultimo dolce preparato prima che il resto della famiglia facesse i bagagli, cucinato un po' per svuotare frigo e dispense, un po' perchè l'ultima colazione tutti insieme fosse con un dolcino home made, declinato in più varianti per accontentare tutti.
La base è la classica torta allo yogurt, privata dei grassi (niente burro, né olio! :), ma arricchita da croccanti pezzetti di mandorla. Delle piccole tortine addolcite da pezzi di frutta o marmellata (per il fratello che si mantiene sempre a distanza di sicurezza dalla cesta della frutta ;), 100% breakfast style, insomma.

Ricetta? Of course!
Veloce quanto semplice :)










TORTINE CON YOGURT, MANDORLE E FRUTTA


  • INGREDIENTI

300 g di yogurt bianco (o alla frutta, intero, o scremato, di soia o greco... insomma, quello che preferite, o che avete in frigo!)
150 g di farina 00
200 g di mandorle
100 g di zucchero (regolate la quantità in base all'acidità dello yogurt che avete scelto e della frutta che aggiungete)
2 uova
mezza bustina di lievito (per me vanigliato)
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di cannella
pesche, susine, albicocche, marmellata... ciò che preferite ;)

zucchero extra per la superficie

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 170°C e preparare uno stampo per muffins (o tanti stampini monoporzione).
Sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungervi lo yogurt e le mandorle, tritate non troppo finemente, (conservandone una parte per cospargere la superficie delle tortine), il sale, la
cannella e il lievito.
Mettere un cucchiaio di composto in ogni stampino per muffin, aggiungere qualche pezzo di frutta (io ne ho fatte diverse versioni, ognuna con un frutto diverso, ma potete anche scegliere di mettere più tipi di frutta insieme) o un cucchiai(n)o di marmellata, e ricoprire con altrettanto impasto. Completare la superficie con ancora qualche pezzo di frutta. Cospargerla poi con il rimanente del trito di mandorle, mescolato a un po' di zucchero.

Infornare per 15-20 minuti, finchè non saranno cotti (prova stecchino) e dorati.

Nel caso non spariscano subito (possibilità che a casa mia non si è nemmeno lontanamente immaginata ;), conservatele in frigorifero. Nel caso si possono anche congelare :)

pesca.


confettura di albicocche.

susina.








albicocche.



E voi della vostra estate cosa mi dite?

A presto.

a.