Ogni giorno penso di scriverci qualcosa.
Ogni giorn fu accettare una delle decine di proposte che mi sono state fatte perché ne esca un libro.
Ogni giorno penso di smettere di scrivere, di smettere di cucinare, di smettere.
Ogni giorno penso "ma cosa sto facendo?", quando alzo per un attimo lo sguardo dal tagliere e mi specchio nello sportello del forno e mi chiedo per la trecentesima volta se io sia davvero in grado di dedicare la mia vita a questo lavoro.
Ogni giorno penso di essere troppo sola e di stare troppo bene nella mia solitudine.
Ogni giorno penso a quanto, comunque, vi voglio bene, fratelli miei.
Ogni giorno penso di parlarti, di dimenticare tutto e indossare l'ennesimo abito largo per nascondere le ferite e fingere che non ci siano mai state, di fare pace, di coprire con una mano di bianco tutti questi anni, di scendere al compromesso di un civile accettare la tua esistenza nella mia vita.
Ogni giorno penso che, in fondo, le cose sono andate così perché non potevano andare altrimenti, che ognuno ha fatto del suo meglio, no?, ma è andata comunque così.
Ogni giorno penso che non potrò mai accettarlo, che io, semplicemente, non ce la faccio a darmi pace per tutti i buchi neri che esistono nel mio universo.
Ogni giorno penso di scriverti, di cercare di spiegare quanto mi faccia sinceramente male l'averti lasciata così, col silenzio e nel silenzio.
Ogni giorno penso che non devo e non posso sentirmi in colpa perché mi sono innamorata.
Ogni giorno penso che dovrei volermi bene, che anche se ora me ne voglio un po' di più rispetto prima non riesco ancora a trattarmi come una persona dovrebbe trattare se stessa.
Ogni giorno penso di essere di una banalità volgarissima, quando rincaso sapendo di aver corrisposto le aspettative di qualcuno.
Ogni giorno penso di essere unica e speciale, quando tu mi descrivi e quando le tue mani mi delineano.
Ogni giorno penso di essere geniale, per poi scoprire che altri mille hanno avuto la mia stessa idea, hanno dato la mia stessa interpretazione del mondo, hanno abbinato due ingredienti al mio stesso modo.
Ogni giorno penso che, forse, l'unico modo per risolvermi sarebbe resettarmi, ma non è possibile, e allora mi sembra di impazzire, nel più completo rifiuto di questo stato di cose.
Ogni giorno penso che dovrei scrivere qualcosa di più generale, indeterminato, nebuloso, metaforico, che non dovrei espormi così, che la gente non sa trattare con i pensieri nudi - come non sa trattare con la nudità dei corpi.
Ogni giorno penso che dovrei leggere di più.
Ogni giorno penso che dovrei tornare all'Università, laurearmi, fingermi realizzata con quattro ciuffi di alloro sulla testa.
Ogni giorno penso a tutti gli stereotipi in cui ho cercato di rientrare, senza mai riuscirci.
Ogni giorno penso a tutti i cibi che dovrei provare, a tutti i ristoranti dove dovrei cenare, a tutte le volte in cui lo chef mi cazzia perché non assaggio.
Ogni giorno penso di essere una povera illusa a credere di poter far convivere terrore e passione.
Ogni giorno penso di odiarti, perché non riesco a liberarmi di te, e ogni giorno penso che senza di te tutta questa dedizione non esisterebbe.
Ogni giorno penso a quanto sono diventata folle, a darti anche del tu.
Ogni giorno penso che non esiste alcun "qui" che sia per sempre, e va bene così.
Ogni giorno mi guardo allo specchio, occhi negli occhi, raddrizzo le sopracciglia, alzo il mento, mi raccolgo i capelli, cerco di costruirmi una sorta di fierezza per questa vita mia che è solo mia.
Ogni giorno provo, ogni giorno cado, ogni giorno mi rialzo.
Ogni giorno penso che vada tutto bene, ma che nulla sia semplice.
Ogni giorno penso che dovrei tornare all'Università, laurearmi, fingermi realizzata con quattro ciuffi di alloro sulla testa.
Ogni giorno penso a tutti gli stereotipi in cui ho cercato di rientrare, senza mai riuscirci.
Ogni giorno penso a tutti i cibi che dovrei provare, a tutti i ristoranti dove dovrei cenare, a tutte le volte in cui lo chef mi cazzia perché non assaggio.
Ogni giorno penso di essere una povera illusa a credere di poter far convivere terrore e passione.
Ogni giorno penso di odiarti, perché non riesco a liberarmi di te, e ogni giorno penso che senza di te tutta questa dedizione non esisterebbe.
Ogni giorno penso a quanto sono diventata folle, a darti anche del tu.
Ogni giorno penso che non esiste alcun "qui" che sia per sempre, e va bene così.
Ogni giorno mi guardo allo specchio, occhi negli occhi, raddrizzo le sopracciglia, alzo il mento, mi raccolgo i capelli, cerco di costruirmi una sorta di fierezza per questa vita mia che è solo mia.
Ogni giorno provo, ogni giorno cado, ogni giorno mi rialzo.
Ogni giorno penso che vada tutto bene, ma che nulla sia semplice.
CAKE CON ARACHIDI E CARAMELLO SALATO
Circa una settimana fa ho visto questa torta al mascarpone da lei e mi è tornata, istantanea, la voglia di infornare qualcosa del genere, di tornare per un attimo ad essere quella che preparava la torta per la colazione, di abbandonare per un paio di ore la ricerca dell'ennesimo dessert al piatto.
Ricordavo di aver già infilato il mascarpone in qualche torta [capita che ne avanzi un po' dal classico tiramisù, no?], e il risultato ottenuto con la ricetta [leggermente modificata] di Barbara non ha deluso le mie aspettative: un cake soffice e per nulla asciutto, morbidissimo.
Volevo usare le arachidi per un primo piatto, e invece sono finite nel dolce: col caramello salato sono diaboliche.
"Ho preparato un cake che sa di... hai presente lo Snickers? Ecco. Ti aspetta per la colazione di domattina."
Fidanzato, papà e fratello se lo sono spazzolato.
Ingredienti
400 g di farina 00
16 g di lievito per dolci
200 g di zucchero di canna
200 g di mascarpone
200 g di latte intero caldo
3 uova
caramello salato*
arachidi
Procedimento
Montate le uova con lo zucchero, fino al raddoppio di volume. Incorporate, un cucchiaio alla volta, il mascarpone. Aggiungete farina e lievito gradualmente, alternandoli con il latte. Mescolate fino a ottenere un impasto omogeneo.
Versate metà del composto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato, distribuite un po' di caramello salato e un po' di arachidi, ricoprite con l'impasto rimanente, altro caramello e altre arachidi.
Mescolate leggermente con un cucchiaio, in modo che il cake risulti variegato.
Infornate per 30-40 minuti a 175°C.
16 g di lievito per dolci
200 g di zucchero di canna
200 g di mascarpone
200 g di latte intero caldo
3 uova
caramello salato*
arachidi
Procedimento
Montate le uova con lo zucchero, fino al raddoppio di volume. Incorporate, un cucchiaio alla volta, il mascarpone. Aggiungete farina e lievito gradualmente, alternandoli con il latte. Mescolate fino a ottenere un impasto omogeneo.
Versate metà del composto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato, distribuite un po' di caramello salato e un po' di arachidi, ricoprite con l'impasto rimanente, altro caramello e altre arachidi.
Mescolate leggermente con un cucchiaio, in modo che il cake risulti variegato.
Infornate per 30-40 minuti a 175°C.
*per il caramello salato: in una casseruola, fate caramellare 100 g di zucchero a secco, senza farlo scurire troppo; intanto, scaldate 200 ml di panna. Una volta ottenuto un caramello biondo, toglietelo dal fornello e versatevi a filo la panna bollente, facendo attenzione agli schizzi. Aggiungete 5 g di sale e continuate a mescolare fino a sciogliere gli eventuali grumi.




















































