Sono passati nove mesi, eppure, certe parole mi immobilizzano ancora alla poltroncina rossa del teatro, colonna vertebrale drizzata e luci spietate negli occhi. Mi chiedo come abbiano imparato a calibrare bene e male così perfettamente. Vorrei essere capace di spogliare per liberare, come fanno loro, vorrei la loro delicatezza nell'affondare la lama nel costato, vorrei la loro sfrontatezza nel chiamare con nome esatto i sentimenti e le emozioni, vorrei la loro innocenza nel far emergere quanto l'umanità sia disumana, a volte, vorrei la loro trasparenza nell'innamorarmi della fragilità di certe vite.
Vorrei la loro bellezza, il loro continuo mutare senza tradire l'essenza.
Adoro le persone.
Se potessi, se fosse umanamente possibile, vorrei trascorrere la maggior parte del mio tempo a conoscere sconociuti. Ovviamente, non una conoscenza di superficie.
Scambiarsi pezzi di vita, ricordi, sogni, riflessioni, libri, musica e film, senza obblighi o concessioni, in autostrada, in chat, dietro a due tazzine di caffè, su un lungolago di notte.
Per me è davvero impossibile resistere alle persone.
Oggi ho inviato qualche curricula a Torino: l'altra sera era particolarmente affascinante, sotto la luna tonda e splendente, Piazza Castello svuotata dall'ora tarda e dal freddo, i soffitti di Palazzo Madama che si lasciavano spiare dalle vetrate. Si sa, di notte è più facile lasciarsi ammaliare, e io voglio cascarci sempre.
[Gran parte della mia inconcludenza sarà forse dovuta al fatto che non escludo mai alcuna possibilità? Chissà.]
Ho sempre avuto le mani fredde. Ogni volta che tentavo di impastare un pane, o una brioche, fallivo miseramente.
Poi è arrivato il Kitchen Aid, e ha permesso che io e lievitati facessimo amicizia.
[Giustamente, ora sono intollerante ai lieviti, ma questo non è importante.]
Avevo voglia di preparare una brioche, ma non avevo uova in frigorifero.
Poi ho chiesto a Internet, e ho scoperto che la brioche viene ottima anche senza uova.
Insomma, ogni tanto bastano i mezzi giusti per riuscire in qualcosa che credevi impossibile.
BUCHTELN
Originari della Boemia, fanno parte della tradizione culinaria ungherese, austriaca e ladina. Si tratta di focaccine tondeggianti ripiene di marmellata, cotte l'una accanto all'altra in una teglia, in modo che si attacchino. La cosa bella è quando le si divide per mangiarle: immaginate il dolce sulla tavola della colazione, tiepido di forno, immaginate quando separate le due brioches, il profumo fragrante di burro e zucchero, la confettura che ha macchiato l'impasto soffice in qualche punto.
La mia formula eretica per i buchteln prevede pasta brioche senza uova [non credevo rimanesse così soffice, ma mi sono dovuta ricredere, con molto piacere: alla terza mattina è ancora perfetta, soprattutto se la si scalda un po'] e confettura di frutti di bosco.
Ovviamente, potete utilizzare la vostra ricetta preferita per l'impasto.
Ingredienti
250 g di farina 00
250 g di manitoba [o 500 g di farina 00, no problem]
80 g di zucchero
70 g di burro morbido
250 g di latte intero tiepido
3 g di sale
25 g di lievito di birra, oppure 7 g di lievito disidratato
vaniglia [in bacca, estratto, o come la preferite]
confettura a vostra scelta
burro e zucchero q.b. per la rifinitura
Procedimento
Sciogliete il lievito [se in panetto] in mezzo bicchiere di latte tiepido.
Nella planetaria, o sul piano di lavoro, iniziate miscelando bene tutti gli ingredienti secchi. Aggiungete, poi, gradatamente il latte, il lievito sciolto [oppure quello in bustina, non sciolto] e la vaniglia. Per ultimo, incorporate il burro a fiocchetti.
Impastate per una decina di minuti, finché il burro non sia ben assorbito, e la pasta omogenea e liscia.
Lasciate riposare in un luogo riparato e possibilmente umido [io di solito scaldo il forno a 25°C mentre impasto, e lascio lievitare lì dentro, con un canovaccio inumidito a coprire la ciotola], per almeno due ore, fino a raddoppio.
Una volta lievitato, riprenderete l'impasto e sgonfiatelo su un piano leggermente infarinato, tirando una sfoglia di circa 3 mm di spessore.
Ritagliate dei dischi di almeno 8 cm di diametro, posizionate un cucchiaino di confettura al centro di ognuno di essi e richiudeteli a fagotto.
Disponete i buchteln uno accanto all'altro in una teglia rettangolare, imburrata e inzuccherata.
Fate lievitare per un'altra ora.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Completate i buchteln con una pennellata di burro fuso e una spolverata di zucchero. Infornata per 20-30 minuti, fino a doratura.
Passare da un budino in busta a un impasto lievitato si può fare, sì?









