martedì 31 maggio 2011

Cucina di senso e di sensi

Io adoro il cibo. È piuttosto palese, me ne rendo conto, ma lo adoro proprio. Non intendo il semplice mangiare (anche se quella è una delle attività alle quale dedicherei gran parte del mio tempo, se solo la forma fisica non ne risentisse), ma proprio tutto ciò che è abbracciato dal cibo, che lo accompagna.
Ieri stavo cucinando e riflettendo pensavo che il cibo probabilmente crea questa attrazione così forte perché è in grado di coinvolgere tutti e cinque i sensi.
La vista è il primo organo con il quale si “assaggia”. Noi food bloggers la conosciamo bene: grammature e procedimenti a parte, quello che davvero ci colpisce della ricetta ideata da un’altra persona è la foto, la presentazione del piatto, i colori, la luce, le “sensazioni” che trasmette e che ci fanno immaginare come dev’essere davvero, quella ricetta.
L’olfatto è fondamentale: gli aromi che salgono dal piatto, il profumo che ci accoglie a casa la sera, quando qualcuno ha cucinato per noi, le “tracce olfattive” dalle quali è composta la nostra memoria (quante volte ci ritroviamo a dire “Ha il profumo di quello che ho mangiato durante quella vacanza a…”?) . E’ una componente fondamentale dell’atto degustativo, senza di esso anche la spezia più intensa sarebbe solo un mucchietto di polvere, semi o bacche.
Il tatto è un senso sottovalutato in cucina, ma secondo me molto presente e importante: la consistenza fa della ricetta un piatto riuscito o meno (pasta troppo cotta, tagliata dura e secca, torte troppo asciutte vi dicono qualcosa?). In questi casi, ciò che giudica è sempre in tatto, magari non nella modalità cui siamo abituati.
L’udito, altro senso lasciato un po’ in disparte. Eppure la cucina è suono, perché è viva: lo sfrigolio delle verdure che soffriggono, il crepitio della frutta secca pestata, la melodia di un coltello che sminuzza qualcosa su un tagliere, il tintinnio delle posate e dei bicchieri… cucinare è un po’ come comporre una melodia, no?
Soprassiedo sul gusto, perché ogni parola sarebbe superflua.

Si dice che ognuno di noi sviluppi in particolar modo uno dei sensi, eppure io non saprei indicare con certezza quale sia il senso che utilizzo di più, al quale mi appoggio maggiormente per conoscere la realtà.
Forse l’udito. Non ho un orecchio musicale particolarmente raffinato (non ho mai saputo riconoscere una nota presa singolarmente, per la gioia del mio insegnante di musica) , eppure i suoni sono ciò che mi vengono in mente per primi quando ripenso a qualcosa: la canzone che stavo ascoltando, o quella che avevo in mente, il timbro della voce della persona con la quale parlavo, ma anche il silenzio assoluto in cui ero immersa. Forse anche per questo sono una di quelle persone che ascoltano, più che parlare. 

Inclinazione sensoriali della sottoscritta a parte, la ricetta di oggi è una di quelle molto soddisfacenti a livello di sensi, sia nella preparazione che all’assaggio. Eppure è la torta più classica che ci sia: una torta di mele
Ne abbiamo già parlato qui, oggi ve la propongo in una delle versioni che amo di più: la tarte tatin. Tuttavia, la ricetta è completamente inventata: unisce il fondo di frutta caramellata tipico della tatin a un impasto morbido e leggermente lievitato, in grado di sostenere ed esaltare tutta la golosità di questa preparazione, avvicinandola un po' a quella della classica torta di mele.
Dunque, uno stampo imburrato e cosparso di zucchero muscovado (così scuro e intenso, lo adoro!), un fondo di mele tagliate a fettine e una base umida e avvolgente che completa e sostiene tutta la dolcezza delle mele caramellate. Può sembrare insolito, ma per l’impasto della torta ho utilizzato dello yogurt greco: l’avevo in frigo a vegetare e ho deciso di approfittarne; il risultato è stato ottimale, sia per gusto che per consistenza (penso proprio, infatti, che utilizzerò questa ricetta anche per torte senza frutta caramellata, mi è piaciuta veramente molto)
Provatela e godetevi la preparazione: dal suono secco del taglio delle mele croccanti, al profumo di burro, cannella e vaniglia che s’intrecciano e si esaltano a vicenda in cottura… lasciate le finestre della cucina aperte, con il sole a illuminare le pareti e un venticello leggero che vi accarezza la pelle. 




SIMIL TATIN DI MELE

  • INGREDIENTI

220 g di farina 00
50 g di maizena
150 g di yogurt greco
un uovo
80 ml di olio di semi
120 g di zucchero semolato
la polpa e i semi di una bacca di vaniglia
cannella
mezzo cucchiaino di lievito istantaneo per dolci
un pizzico di sale

4 mele (io ho usato le stark, che mi piacciono molto per via del profumo e della croccantezza, ma utilizzate quelle che preferite, o che, semplicemente, avete in casa ;)
2-3 cucchiai di zucchero muscovado (o zucchero grezzo di canna, ma potete utilizzare anche del normale semolato) per lo stampo
un po’ di burro


  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.
Imburrare e rivestire di zucchero uno stampo per torte.
In una terrina, sbattere l’uovo con lo zucchero semolato, aggiungere l’olio di semi e lo yogurt, amalgamare bene. Aromatizzare con la vaniglia e la cannella (quanta vi piace ;), completate con un pizzico di sale e il lievito. Infine, incorporate le polveri, setacciate.

Affettate sottilmente le mele (io ho mantenuto la buccia, ma se preferite potete toglierla) e distribuitele sul fondo dello stampo. Ricoprite con l’impasto e infornate per 40 minuti circa.

Vi suggerisco di infornare lo stampo poggiandolo sulla placca, anziché sulla classica griglia. Questa, infatti, riscaldata dal forno, manterrà più elevata la temperatura del fondo dello stampo, così che le mele si caramelleranno alla perfezione :)

Sfornate, lasciate raffreddate e sformate capovolgendola. Da servire con gelato alla vaniglia, è d’obbligo ;)


Enjoy.

E voi, a proposito di sensi cosa mi dite?
Buona giornata a tutti :)

Agnese

sabato 28 maggio 2011

I vostri Cherry Days

E' giunto il momento di concludere davvero i Cherry Days 2011. E quale modo migliore per concluderli se non le vostre ricette? Eccole qui, diligentemente riportate dalla sottoscritta ;)

Per esempio, un'amica di mia mamma, Roberta, mi ha suggerito di provare le ciliegie anche col salato, magari in un antipasto fresco e leggero come questo, di cui mi ha lasciato la ricetta :)

CARPACCIO DI SPIGOLA CON CILIEGIE

  • INGREDIENTI  (per 4)

500 g di spigola sfilettata
400 g di ciliegie pulite e denocciolate
il succo di un limone
olio EVO
sale&pepe

  • PROCEDIMENTO

Battete il pesce fra due fogli di carta forno, in modo da renderlo sottile e morbido.
Preparare un emulsione con il succo di limone, un goccio di olio e il sale.
Disponete il pesce nei piatti, distribuitevi sopra le ciliegie tagliate a metà e irrorate con il condimento preparato. Una macinata di pepe... et voilà!

Grazie, Roby, alternativa davvero interessante al solito carpaccio di pesce! :)

Torniamo ora sul dolce, con la ricetta di una pie di ciliegie american style, suggerita da una mia amica (grazie cara! :)

PIE DI CILIEGIE

  • INGREDIENTI

2 dosi di pasta frolla

500 g di ciliegie già denocciolate
200 g di biscotti secchi
50 g di burro
100 g di zucchero


  • PROCEDIMENTO

Rivestire con una dose di pasta frolla il fondo di una tortiera apribile.
Preparare il ripieno: tritare i biscotti secchi, mescolarli in una ciotola con lo zucchero, il burro a fiocchetti e le ciliegie. Versare il ripieno sulla base e ricoprire il tutto con la seconda parte di frolla, stesa.
Incidere la superficie del pie con un coltello, "pinzare" accuratamente i bordi e infornare a 180°C per 45 minuti (se la superficie si dovesse colorire eccessivamente, ricoprire la torta con un foglio di alluminio e completare la cottura)

Prima blogger ospite dei Cherry Days, ovvero giugiu di FotoandFood
Vi copio&incollo la ricetta direttamente dal suo post :)

Prendete un rotolo di pasta sfoglia già pronta, oppure se avete tempo e voglia potete provare questa di Adriano @ Profumo di lievito, dicevo, prendete la pasta sfoglia, ne fate un segno a metà e ne spennellate metà con del bianco d'uovo leggermente sbattuto e ricoprite con la metà pulita; ora spolverizzate con un pò di farina e stendete con il matterello fino a creare una sfoglia spessa circa 3-4 mmora con un tagliapasta rotondo formate tanti dischetti che spennellerete con altro bianco d'uovo e una spolverata di zucchero. Infornate per 15 minuti a 180°. Fate raffreddare
Ora prendete della ricotta, passatela al setaccio o al frullatore(io avevo della crema di ricotta pronta da consumare, nel caso non vi venga della giusta cremosità potete aggiungere del latte o meglio della panna), aggiungete 4 cucchiai di zucchero o ancora meglio 2 di zucchero e del miele fino al raggiungimento della dolcezza voluta e aggiungete un etto di ciliegie pulite e private dell'osso e mescolate con una spatola per evitare di rompere le ciliegie, se il gusto non vi convince potete aggiungere dei canditi o della vanillina o uvetta e pinoli o goccie di cioccolato.
Fffffffatto? prendete la sfoglia, tagliatela a metà e farcitela con la crema di ricotta in sac-a-poche.
Mangiate subito perchè la sfoglia si potrebbe inumidire troppo!

Che dire, golosissima! Grazie giugiu!!


Come variante per il clafoutis che vi ho proposto, Laura mi ha suggerito l’aggiunta di mandorle a lamelle in superficie. Sicuramente ottimo, dev’essere anche bello a vedersi, grazie!

Un'anonima follower del blog (mi ha lasciato solo l’indirizzo mail, che non pubblico per non motivi di privacy), mi ha lasciato la sua ricetta per una crostata di ciliegie con la ricotta, a sua detta morbidissima e scioglievole. Eccola qui, mi sembra davvero buonissima!


CROSTATA DI CILIEGIE CON RICOTTA

  • INGREDIENTI

1 dose di pasta frolla

300 g di ricotta
100 g di zucchero semolato
2 cucchiai di miele di acacia
2 uova e 1 tuorlo
un cucchiaio di farina
400 g di ciliegie denocciolate
vaniglia

  • PROCEDIMENTO

Stendere la pasta frolla in una teglia imburrata e infarinata.
Lavorare la ricotta con lo zucchero, il miele e la vaniglia. Incorporare le uova e la farina.
Versare il ripieno nel guscio di frolla e disponetevi le ciliegie.
Cuocere a 200°C per 30- 40 minuti, finchè la farcitura non sarà dorata e soda.
Servire tiepida, con un cucchiaio di panna semimontata.


E con questa ricetta concludiamo davvero i Cherry Days. Grazie ancora a tutti coloro che li hanno anche solo seguiti :)

Buon weekend, godetevi queste giornate di sole! Io sarò impegnata fino al 5 giugno con la Fiera del Lago Maggiore, presso lo stand di Punto Radio, Visiva Group e Infrarossi.
Colgo l’occasione per invitarvi a sintonizzarvi sulle frequenze di Punto Radio (96.3): oltre a ottima musica e trasmissioni interessanti, potrebbe capitarvi di sentir parlare di Food Therapy, come è successo ieri attorno alle 17.00 durante “MANUale di…”. Fra una chiacchierata e l’altra, infatti, si sta pensando a una collaborazione radiofonica per il blog… cosa posso dirvi, se non di rimanere sintonizzati? ;)

Grazie a tutti, un abbraccio!

a.

mercoledì 25 maggio 2011

Fascino vintage

Ultimo giorno dei Cherry Days. Sebbene il nostro frigorifero trabocchi ancora di questi frutti, infatti, da domani inizierò a lavorare e sarò impegnata per undici giorni, non so quanto riuscirò quindi a cucinare.
Tranquilli, non mi sono dimenticata delle vostre ricette: le posterò domani, come promesso :)

Concludiamo questa full immersion nelle ciliegie con il classico dei classici: la Foresta Nera.
La prima volta l’ho assaggiata in Alto Adige, ma la migliore l’ho gustata nella terra patria di questo dolce: la Germania (la torta è infatti omonima della celebre e bellissima Foresta).
Il concetto è semplice, ma efficace: tre strati di Pan di Spagna al cacao, intervallati da panna e ciliegie, ricoperta da scaglie di cioccolato fondente. Una di quelle formule con le quali è difficile sbagliare, insomma ;)
Io ne ho assaggiata solo una fettina millimetrica (maledetta prova costume…), ma devo ammettere che questa ricetta si avvicina davvero molto all’originale (o quella che per me è l’originale, perché immagino che anche di questo dolce esistano un numero indefinito di versioni).

E’ una torta dall’allure un po’ vintage, non proprio nel mio stile, ma una di quelle che ogni tanto è soddisfacente preparare (spalmare kg di panna fa sempre un certo effetto ;)
Proprio per questo suo aspetto un po’ “Marie Antoinette”, per le foto sono andata alla ricerca di qualcosa che esaltasse la sua caratteristica, aprendo credenze e mobili antichi in casa della nonna e scoprendo che quei servizi che mi hanno sempre fatta rabbrividire hanno un loro fascino, una loro bellezza e un loro gusto, l’importante è inserirli nel contesto adatto.
Per una volta, quindi, torta vintage con servizio vintage ;)

[La ricetta è di Linda Collister. La particolarità maggiore è il Pan di Spagna, senza farina e burro: rimane molto leggero e arioso, secondo me perfetto per una torta dalla farcia così “importante”. Ah, preparare questa torta è davvero semplice e richiede meno di mezza giornata: fattibilissima :)]



FORESTA NERA

  • INGREDIENTI

Per il Pan di Spagna al cacao:

6 uova
200 g di zucchero
90 g di cacao amaro di ottima qualità

Per la farcitura e la decorazione:

500 ml di panna fresca da montare
500 g di ciliegie, denocciolate
3 cucchiai di zucchero semolato
3 cucchiai di kirsch

100 g di cioccolato fondente, in scaglie o riccioli

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.
Separare i tuorli dagli albumi. Unire i primi allo zucchero e sbatterli con le fruste fino a ottenere una crema chiara. Aggiungervi il cacao setacciato. Montare gli albumi a neve e mescolarli al composto al cacao, con delicatezza.
Versare in uno stampo da 20 cm e infornare per 25 minuti circa, finchè il dolce non si staccherà dalle pareti della teglia.

Durante la cottura della base, mettere le ciliegie (pulite e denocciolate) in una padella insieme allo zucchero e al liquore (facoltivo). Far cuocere per 5-10 minuti, finchè lo zucchero non sarà sciolto.
Togliere le ciliegie e lasciarle raffreddare a parte (in questo modo non si sfalderanno e manterranno il gusto e la consistenza della frutta fresca), aggiungere 100 ml di acqua allo sciroppo e cuocere a fiamma vivace finchè non si sarà ristretto.

Una volta che la base sarà cotta e raffreddata, tagliarla orizzontalmente in tre.
Montare la panna ben ferma e iniziare il montaggio della torta.
Imbibire uno degli strati con lo sciroppo alla ciliegia , spalmarvi parte della panna e ricoprire con metà delle ciliegie, disposte circolarmente. Ripetere l’operazione per il secondo strato. Una volta posizionato l’ultimo strato di Pan di Spagna, distribuirvi sopra l’eventuale sciroppo rimasto e ricoprire il dolce intero di panna.
Concludere con le scaglie di cioccolato. Conservare in frigo fino a un quarto d’ora prima di servirla. 




Ok, direi che dopo questa logorrea fotografica vi auguro la buonanotte ;)
A presto!

Info bloggers: Mi è stato segnalato (grazie!) che oggi per alcuni non è stato possibile postare commenti sul blog... qualcun altro ha avuto di questi problemi? Blogger ne sta combinando un po' troppe ultimamente :/

martedì 24 maggio 2011

Impossibili da dimenticare, difficili da ricordare.

-Sai chi mi ricordi?
-No, chi?
-Claire di Elizabethtown.
Me l’ha detto un mio amico, qualche giorno fa, mentre ci facevamo una passeggiata sul Lago.
Io non avevo mai visto il film, così, questa notte, ho approfittato del poco sonno per guardarmelo.
In effetti sì, un po’ le somiglio. E non so quanto la cosa sia positiva ;)
Claire è una hostess di volo. Una, insomma, che sfiora mille luoghi  e mille persone senza mai poterli conoscere davvero, una che riparte prima che le si presenti anche solo la possibilità di mettere radici, una che raramente la sera torna davvero a casa.
Claire incontra Drew proprio durante uno dei suoi voli. Solo, stanco, depresso, determinato a suicidarsi (no, dai, davvero determinato no, non me la sono bevuta nemmeno mentre era con il coltello a trenta centimetri dal petto). Gli si siede accanto, affascinata dalla sua solitudine (i belli e malinconici continuano a mietere vittime ;), parlano (o, meglio, lei parla: tantissimo, a raffica, perché a volte il timore di un silenzio imbarazzante batte quello di dire insensatezze estremamente ridicole) e scoprono che lui è diretto in una cittadina vicina a quella in cui vive lei.
Claire lascia il suo numero di cellulare a Drew, senza però chiedere a lui il suo.
Claire e Drew trascorrono una notte intera a parlare al telefono. Di tutto, di nulla, bevendo birra, ascoltando musica, ballando, ognuno a un capo del filo. Poi, quando ormai entrambi hanno spento le luci e stanno per chiudere la telefonata, irrompe con un: -A questo punto, tanto vale vedere l’alba insieme Sali in macchina, ci troviamo a metà strada.
Claire è quella che si nasconde dietro a un Ben inventato, un Ben che ama ma che è troppo occupato con la sua carriera accademica, un Ben che all’improvviso non la raggiunge perché per colpa di una tempesta sono stati cancellati i voli, un Ben con il quale sta bene così, ognuno con la propria indipendenza, ognuno libero di esserci o non esserci.
Claire è quella che dopo troppo vino ti confessa di essere cotta di te, ti bacia e ti chiede di portarla in camera, ma per mangiare.
Claire è quella con cui poi, però, finisci a fare l’amore sotto il tavolo della sala dei ricevimenti.
Claire è quella che fa più rumore possibile la mattina quando si sveglia, sperando che anche tu apra gli occhi prima che lei se ne sia già andata, per trattenerla, magari.
Claire è quella che ti dice –No, non stiamo insieme. C’è Ben.
Ti dice anche –No, non lo so, che cosa meriterei. Dimmelo tu.
Claire è quella che se ne va alle Hawaii, ma ti lascia una scatola con dentro un itinerario di 42 ore per un viaggio in auto da solo, ma con i cd che ti ha preparato, le foto, i luoghi che non puoi non vedere, il miglior chili d’America che non puoi non mangiare.
Claire è quella che ti scrive: –Ok, ora puoi tornare in macchina e riprendere il viaggio. Oppure cercare una ragazza con un cappello rosso, da qualche parte vicino a te.

Sì, Claire è un po’ me, in effetti. E io sono un po’ Claire.

La torta di oggi è una torta che sa di casa. Quella casa che un po’ tutti cercano, che non necessariamente implica l’avere dei muri, porte e finestre. Una di quelle torte non tanto da Claire, insomma.
L’ho preparata per un compleanno, festeggiato in un maneggio, con bambini. La richiesta era stata esplicita: una torta “old style”, con frutta e comoda da mangiare al volo, appena smontati da cavallo.
L’ideale per smaltire un po’ di ciliegie e per provare quella che Sigrid Verbert definisce LA torta di ciliegie.
Soffice, umida, profumata, con un aroma persistente di mandorla, divino con le ciliegie.
E’ stata spazzolata in tempo record ;)



TORTA DI CILIEGIE (da una ricetta di Annalisa Barbagli)

  • INGREDIENTI
500g di ciliegie
100g di farina 00
100g di zucchero
100g di mandorle tritate finemente
80g di burro
2 uova
un cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
un pizzico di sale

zucchero a velo per spolverare la superficie (facoltativo)

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.
Pulire e denocciolare le ciliegie. Lavorare a pomata il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungere le mandorle e le uova, incorporandole una ad una. Aggiungere infine la farina setacciata con il lievito e il sale.
Versare il composto in uno stampo per dolci imburrato e cosparso di zucchero.
Terminare con le ciliegie, disponendole circolarmente sulla torta, premendole un po’.
Infornare per 40-45 minuti.

Impossibili da dimenticare, difficili da ricordare.
Claire, Elizabethtown

Perché penso che proprio ciò che è così, doloroso al pensiero ma troppo significativo per essere scordato, è ciò che ci fa crescere, ci fa diventare le persone che davvero vogliamo essere.
Non dei supplenti.

Buonanotte a tutti :)

Claire, Agnese, o tutt’e due.


Ps: Cosa ne pensate della nuova grafica? Abbiate un po' di pazienza e sistemerò tutto per benino... intanto aspetto pareri, suggerimenti e considerazioni ;)
Ah, il banner l'ha realizzato la mia grafica di fiducia, una certa Federica Miglio... ovviamente è una da niente, pensate che ha ideato la grafica di una rivista... cose da nulla insomma! ;)

Ti ringrazio anche qui, cara, mi piace tantissimo :*

lunedì 23 maggio 2011

Clafoutis... mah.

La maggior parte delle mail che mi arrivano in risposta alla chiamata dei Cherry Days mi suggerisce di preparare il classico clafoutis. In effetti, ciliegie chiamano clafoutis, è sempre stato così: arriva maggio e ne spuntano in ogni blog. Eppure, chissà perché, non mi ha mandata in delirio.
Il clafoutis è buono, certo, è un ottimo dolce alla frutta, ma non mi sembra abbia nulla di particolare. Sarò un’incompetente in cucina e peccherò d’ignoranza, ma questa volta il dolce francese lo lascio ai francesi.
Considerazioni personali a parte, il clafoutis è, a quanto dicono (…ok, cerco di essere imparziale, d’ora in poi) il dolce ideale per esaltare la frutta col nocciolo: dalle prugne, alle albicocche, sulla scia delle ciliegie, che rimangono l’abbinamento per antonomasia. Il nocciolo in cottura rilascia un aroma di mandorla molto particolare, ottimo con la frutta. Certo, solo i francesi potevano promuovere un dolce con i noccioli all’interno, che quando servite rischiate di regalare un nuovo paio di orecchini alla moglie del vostro dentista. D’altra parte, le francesi gironzolano in tacco 12 e gambaletto sotto la pioggia di novembre: quando si dice comodità

Btw, clafoutis è stato, la famiglia ha apprezzato e la montagna di ciliegie inizia ad avere un'altezza accettabile ;)
 

CLAFOUTIS DI CILIEGIE
  • INGREDIENTI

600 g di ciliegie mature, pulite, ma non private del nocciolo
2 uova grandi (o 3 piccole)
80 g di farina 00
70 g di burro
60 g di zucchero (troppo dolce, io ne toglierei anche 10 g)
150 ml di latte
un paio di cucchiaio di kirsch (facoltativo, ma esalta davvero il sapore della frutta)

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.
Sgusciare le uova in una ciotola e lavorarle insieme alla farina con una frusta, brevemente. Aggiungere il burro fuso e il liquore, poi lo zucchero e, gradualmente, il latte.
Versare il composto in una pirofila leggermente imburrata e infarinata. Distribuirvi le ciliegie con un certo ordine.
(Piccolo spaccato di ordinary life.
Mia sorella: -Agne, ti posso aiutare?
-Certo! Guarda, metti le ciliegie sopra questo impasto…
Mia sorella prende la ciotola con le ciliegie e la rigira nel centro della pirofila. Poi mi mostra, con un certo orgoglio, quella montagna di frutta nel centro del mio clafoutis: -Ecco fatto!
Respiri profondi della sottoscritta. -… perché non fai merenda mentre io finisco qui, sorellina cara?
Prendo la pinza e mi metto a riordinare tutte le ciliegie, tentando di distribuirle con una logica, almeno apparente.)
Infornare per venti-trenta minuti. Servire tiepido, spolverizzato di zucchero a velo.

(ah, recipe by Michel Roux, tanto per dire ;)


Insoddisfazione personale a parte, avete ricette di questo dolce da propormi in alternativa a questa? La vostra preferita, per esempio? Dai che siamo ancora in tempo per rivalutarlo (con il cibo, siamo sempre in tempo ;)

domenica 22 maggio 2011

Simply good

Buonasera! :)
Secondo giorno dei Cherry Days 2011. Volevo pubblicare una torta, ma, non registrando alcun calo delle temperature, ho deciso di ripiegare sulla classica, rassicurante, semplice confettura.
Confezionare marmellate et similia mi piace particolarmente. Innanzitutto è il modo migliore per conservare la frutta e potersela gustare anche fuori stagione (e con un cucchiaino di queste delizie nello yogurt greco al mattino sfido qualunque giornata a iniziare male ;). Poi è una di quelle preparazioni talmente basic che dopo un po’ diventano automatiche, come fare la frolla. Altro aspetto che mi piace delle confetture è il packaging: via libera a vasetti vintage e particolari (basta con quelli banali e orribili che la nonna trova al supermercato… sì, quelli con il coperchio dorato, per intenderci ;), ex contenitori di qualche specialità scovata in chissà quale negozietto o mercatino, accuratamente lavati e sterilizzati, magari arricchiti da un’etichetta personalizzata (anche solo per ricordarsi se contiene ciliegie o rabarbaro con fragole e pepe lungo…) e il classico ritaglio di stoffa a camuffare il coperchio (dite che mi sto calando un po’ troppo nel ruolo di adepta di Sigrid e compagnia bella?).
Con tonnellate di ciliegie a disposizione, quindi, come potevo non dilettarmi con vasetti, sterilizzazioni e affini?
Questa la confettura che ne ho ricavato: zero gelatina, una mela frullata dalla quale ricavare la pectina, meno della metà del peso della frutta di zucchero aggiunto e ciliegie lasciate intere.
Buona, semplicemente.



CONFETTURA DI CILIEGIE CLASSICA

  • INGREDIENTI

1 kg di ciliegie mondate e private del nocciolo
350 g di zucchero
2 mele

  • PROCEDIMENTO

Pulite le mele, preservandone però la buccia. Frullatele finemente nel mixer e mettete la polpa ricavata in una pentola del fondo antiaderente (così potete tranquillamente dimenticare la vostra confettura sul fornello e mettervi sul balcone a prendere il sole, come ho fatto io mentre cuoceva ;).
Aggiungete le ciliegie e lo zucchero. Lasciate cuocere a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto, finchè non avrà assunto la consistenza di una marmellata (ci vuole come minimo un’ora).
Nel frattempo preparate i vasetti: sterilizzateli facendoli bollire per una decina di minuti e asciugateli. Quando è pronta, versatevi la confettura, richiudeteli e fateli bollire per almeno mezz’ora. Lasciateli raffreddare capovolti (la sterilizzazione è riuscita e il contenuto è sotto vuoto se il coperchio rimane piatto, o leggermente concavo).

Avete suggerimenti per qualche confettura particolare a base di ciliegie? Ne ho ancora una quantità esagerata!

A domani, con un’altra ricetta ciliegiosa (nel frattempo aspetto le vostre, mi raccomando!)
Buona serata! :)

sabato 21 maggio 2011

Cherry Days

Ammetto di non aver mai avuto una passione viscerale per le ciliegie in cucina. Bisogna raccoglierle, sceglierle, lavarle, denocciolarle… una crostata rischia di diventare faccenda di ore, insomma, e raramente ho tutto quel tempo da dedicare a una torta.
Quindi solitamente mi limito a raccoglierne qualche manciata con cui risolvermi la merenda, o da spiluccare quando mi viene voglia di uno spuntino leggero.
Quest’anno, invece, incoraggiata da una produzione davvero eccezionale da parte del nostro ciliegio, ho deciso di snocciolare chili su chili di questi tondeggianti frutti rossi (l’attività ideale per qualcuno come me, che apprezza i lavori ripetitivi… ma la soluzione è semplice: bastano un bel film o qualcuno con cui chiacchierare per sconfiggere la noia che inizia a ghermirvi dopo i primi due etti) e sperimentare tutte quelle ricette con le ciliegie che ogni anno puntualmente salvavo, senza mai provarle davvero.
Probabilmente alla fine non ne potrete più e non mangerete nemmeno una ciliegia, ma i post dei prossimi giorni saranno tutti dedicati a questo frutto. Avremo torte, marmellate e altri dolci, tutti con il tocco rosso della ciliegia.
Se anche voi vi state sollazzando fra ciliegie e loro declinazioni, perché non mi inviate le vostre ricette? Provvederò io stessa a pubblicarle su Food Therapy: l’occasione ideale per coloro che non hanno un blog ma vorrebbero comunque condividere le loro sperimentazioni culinarie, ma anche per chi il blog ce l’ha, ma ha comunque voglia di partecipare.

Pronti per i Cherry Days 2011? ;)



CHEESECAKE SENZA COTTURA CON GELATINA DI CILIEGIE

La prima ricetta è il dolce preparato per il compleanno di mia mamma, con le prime ciliegie raccolte: una cheesecake golosa e fresca, ideale come dessert in queste giornate calde.
La cheesecake (ma è femminile o maschile? Mah.) a me piace fredda, senza cottura e senza gelatina. Ovvio, se mi offrite una fetta di New York cheesecake, magari sormontata da una composta di frutti rossi, non dico di no, ma se posso scegliere, la mia cheesecake è la classica torta fredda da gustare con un cucchiaino, strato dopo strato.
Tempo fa, parlavo con un amico di cheesecakes e il discorso è caduto (si fa per dire) sulla base di biscotti:
-…tu vai al supermercato e compri i Digestive. Ti ritrovi fra le mani questo pacchetto rosso di biscotti che se osi anche solo posare nel carrello si sbriciolano, che si sgretolano anche solo con uno sguardo… e allora io mi chiedo: quanto burro devi metterci perché quando infili il coltello nel cheesecake la base produca quel “tac”?!
Ardua questione. Ma, dopo vari tentativi, sono giunta a pensare che la formula ideale sia utilizzare metà del peso dei biscotti in burro. La proporzione 1:1 mi sembra davvero esagerata, va bene la golosità, ma non è necessario che le nostre arterie diventino la corsia preferenziale per il colesterolo.
Ammetto di non avere una ricetta precisa per il composto di formaggio, dipende da quello che ho in frigo: yogurt? Vai di cheesecake allo yogurt. Ricotta? Perfetta, avrà la consistenza di una mousse. Mascarpone? Per fortuna che vengono a cena quei due miei amici che mangiano per sei senza ingrassare un etto ;)
Certo è che non c’è cheesecake se non c’è Philadelphia. Conferisce la consistenza ideale: soffice, cremosa, eppure molto stabile e compatta. E poi ha quella punta di acidità ideale per smorzare la grassezza della base di biscotti e rendere il tutto un po’ più leggero (illudiamoci, dai).

[Apro una picola parentesi. Colleghe, colleghi foodbloggers, vogliamo iniziare a farci pagare? Quanta pubblicità GRATUITA facciamo a Messer Philadelphia? D’ora in poi lo citerò solo tramite perifrasi. A meno che, ovviamente, Messer Philadelphia non inizi a darci una percentuale ;)]

Il topping che preferisco è quello di frutta, possibilmente frutti rossi (creano un contrasto cromatico con la base bianca davvero meraviglioso). Ma spesso scelgo di lasciare la cheesecake “nuda”, per poi farci scivolare sopra, innocentemente, una salsa al cioccolato prima di servirla, o una fantastica composta di mirtilli tiepida (e abbiamo anche il contrasto termico, evvai ;)

Questa volta ho scelto la combinazione di Ph… ehm, formaggio fresco spalmabile, ricotta e panna montata, non troppo zucchero e una gelatina di ciliegie come copertura.
Ha fatto la sua scena ed è sparita in tempo record :D

  • INGREDIENTI                                                                              

Per la base:

400 g di biscotti tipo Digestive
200 g di burro
nel caso, qualche cucchiaio di latte

Per la crema di formaggio:

500 g di Philadelphia classico (o la versione che preferite)
250 g di ricotta
200 ml di panna fresca montata
300 g di zucchero
i semi di una bacca di vaniglia incisa per il lungo

Per la gelatina di ciliegie:

400 g di ciliegie mondata e private del nocciolo
due cucchiai di zucchero
10 g di gelatina

  • PROCEDIMENTO

Mixare i biscotti con il burro fuso (se lo sciogliete si compatterà meglio con i biscotti, senza il bisogno di aggiungere altro) e distribuire il composto sul fondo di una tortiera apribile. Mettere in frigo a solidificare.
Lavorare i formaggi con lo zucchero e la vaniglia. A parte, montare la panna. Incorporarla ai formaggi senza che si sgonfi.
Distribuire il composto sul fondo di biscotti, livellare bene e questa volta mettere il tutto a raffreddarsi in freezer.
Reidratare la gelatina in acqua fredda. Nel frattempo, mettere le ciliegie in una pentola con lo zucchero e cuocerle per dieci minuti. Aggiungere la gelatina e farla sciogliere incorporandola bene.
Lasciare che si raffreddi un po’ e poi riprendere lo stampo da freezer. Versarvi sopra la copertura in modo uniforme, rimettere in frigo fino a un quarto d’ora prima di servire la cheesecake.


Se volete inviarmi le vostre ricette per i Cherry Days (ormai mi è partito l'entusiasmo, mi dispiace per voi, davvero) potete farlo sia tramite commenti al post, sia via mail: agnesenegrini@hotmail.it
Un'ultima cosa, poi per oggi ho finito. Food Therapy è su Facebook! Se vi va (e se vi piace, ovviamente!), andate a mettere un bel "mi piace" sulla sua pagina! Grazie ;)

Ciao a tutti, buon sabato!
A domani per il secondo giorno dei Cherry Days (non troppo felici, dai ;)


giovedì 19 maggio 2011

The ultimate caffeina&teobromina cookie

Finalmente riesco a rimettermi al computer per scrivere un post.
Sono giorni un po’ frenetici, sono appena tornata da Londra (home is where your heart is, non faccio che ripetermelo dall’atterraggio a Malpensa) e mezz’oretta fa ho recuperato il computer dal tecnico: ora ho un nuovo disco rigido da distruggere, yeah! ;)
Nel bel mezzo di tutto questo sto scrivendo il racconto per il prossimo numero di Arabica Fenice (io continuo a parlarvene, sia mai che vi venga voglia di andare a guardarvi il sito e la pagina fb…), a tema “caffeina e teobromina”. Sì, insomma, sto scrivendo delle mie due principali droghe, lo ammetto, e leggermi pagine web su pagine web a riguardo non fa altro che incrementare la mia necessità di queste due sostanze.
Io sono per il caffè “duro e puro”, terribilmente amaro, crudelmente nero e irresistibilmente bollente, ormai lo sapete, ma riconosco che al cioccolato, ogni tanto, concedo di smorzare la cattiveria della mia tazzina (sembra che stia parlando di un supereroe -.-‘) e che l’abbinamento caffè- cioccolato è uno dei più riusciti ed efficaci della storia del cibo.
Quindi ovvio che cercassi un dolce che riportasse questo accostamento, che lo concentrasse in un morso.
Ebbene, ladies and gentlemen, dopo numerosi (ve lo assicuro) tentativi, penso di essere giunta al perfetto cookie al cioccolato e caffè: fragrante e croccante all’esterno, morbido e “chewy” come dev’essere un cookie all’interno, con la nota di testa del caffè che ti colpisce subito, per poi essere addolcita e arrotondata dal pezzo di cioccolato che si scioglie.
Dieta o non dieta, avevo bisogno di ispirazione per scrivere ;)




CAFFEINA&TEOBROMINA COOKIES

  • INGREDIENTI

180 g di burro morbido
250 g di zucchero
2 uova
300 g di farina 00
½ cucchiaino di lievito per dolci
due tazzine di espresso
due cucchiaini e ½ di caffè solubile sciolto in due cucchiai di latte
un cucchiaio di amaro
100 g di buon cioccolato fondente ridotto a scaglie (potete utilizzare anche le gocce già pronte, ma il cioccolato vero ha un altro sapore ;)
un pizzico di sale

  • PROCEDIMENTO

Mescolare burro e zucchero fino a ottenere la classica consistenza “a pomata”. Aggiungere le uova, uno alla volta. Unire i restanti ingredienti e impastare fino a ottenere una consistenza liscia e omogenea. Avvolgere nella pellicola trasparente e far raffreddare in frigorifero per mezz’ora.
Riprende l’impasto e dividerlo in palline, distribuirle sulla placca da forno foderata dalla carta.
Infornare per 10 minuti a 180°C (a cottura ultimata i biscotti saranno ancora morbidi: trasferirli con attenzione sulla griglia e farli raffreddare perché diventino più consistenti)

Se vi piace, aggiungete un chicco di caffè ricoperto di cioccolato al centro: appena tolti dal forno, premetelo delicatamente sul biscotto; in questo modo il chicco non si scioglierà, ma rimarrà perfettamente "incastonato".
Così, nel caso non vi sembrino abbastanza golosi ;)

E voi, il caffè lo prendete con o senza cioccolatino? ;)



giovedì 12 maggio 2011

Un'intervista?? Ma daaaai ;)

Settimana scorsa mi è arrivata una mail da parte di Arianna, responsabile di Privalia, la quale mi chiedeva se fossi interessata a compilare un'intervista che sarebbe stata pubblicata sul loro blog.
Why not?

Se siete curiosi di leggere domande&risposte, trovate Food Therapy @Privalia qui :)

Buona giornata!

ps: ennesimi problemi col pc più qualche festa di compleanno da organizzare... per una nuova ricettina dovrete pazientare un po', ma sappiate che continuo a cucinare e a fotografare ;)

martedì 10 maggio 2011

Di antipasti sfiziosi


Continuiamo col salato! Sembra quasi che faccia tutto al contrario: sono partita dal dessert per giungere all'antipasto. Metafore di vita a parte, oggi vi propongo un'idea per un antipasto per niente scontato, sfizioso e semplicissimo da realizzare.
L'ispirazione è di verbertiana memoria, estrapolata dall'ormai mitico Regali Golosi, io ho solo modificato qualcosa qua e là, giusto per metterci la firma ;)



BISCOTTI CON TAPENADE

  • INGREDIENTI (per 20 biscotti circa)

200 g di farina 00
90 g di burro
un limone
sale

Per la tapenade:

75 g di olive nere
75 g di olive verdi
un filetto di acciuga
un filo di olio evo
qualche cappero

  • PROCEDIMENTO

Preparare la tapenade mixando tutti gli ingredienti, cercando di ottenere una pasta grossolana ma omogenea.
Mescolare gli ingredienti per i biscotti come una normale frolla, profumando con la scorza del limone.
Stendere l'impasto ottenuto in un rettangolo con uno spessore di mezzo cm, spalmarlo uniformemente di tapenade. Arrotolare il tutto e avvolgerlo nella carta forno, lasciar riposare in freezer per almeno un'ora.
Preriscaldare il forno a 180°C.
Riprendere il rotolo dal freezer e affettarlo in fette regolari (mezzo cm di spessore basta) con un coltello affilato.
Disporre su una placca da forno ricoperta da carta e cuocere per una ventina di minuti.

La consistenza che si ottiene è piuttosto "sfogliata", più compatta della frolla. Ottima la nota di limone che smorza e rinfresca il sapore intenso della tapenade.




SABLES CON PARMIGIANO E OLIO EVO

  • INGREDIENTI
180 g di farina 00
120 g di parmigiano
90 g di olio evo
un tuorlo
sale

  • PROCEDIMENTO

Impastare tutti gli ingredienti fino a ottenere una pasta omogenea. Lasciar riposare in frigo per un'ora.
Nel frattempo scaldare il forno a 220°C.
Riprendere l'impasto e stenderlo fino a raggiungere uno spessore di mezzo cm. Ritagliare i biscotti, disporli su una placca da forno rivestita da carta e cuocerli per 10 minuti, finché non saranno dorati.

La variante col burro è sempre possibile (basta sostituire l'olio con 100 g di burro), ma io li ho preferiti così, rimangono meno grassi e più saporiti. E friabilissimi, ovviamente.


Buona giornata a tutti! :)

domenica 8 maggio 2011

Red wine&spaghetti

-Stasera allora cosa facciamo?
… (silenzio)
Durante i weekend ogni tanto capitano, queste serate in cui non si ha voglia di andare a bere qualcosa al solito locale, in cui non si ha voglia di andare a ballare, in cui ci sta una serata easy, magari una cenetta sfiziosa e un film sul divano tutti insieme.
Ognuno porta qualcosa e si fa notte, fra chiacchierate, risate e riflessioni filosofiche sul senso della vita ;)
Questo weekend sono a casa da sola ed è stato automatico che si organizzasse da me. Per una volta mi sono occupata del salato, che ultimamente mi piace quasi più del dolce. Magari perché per me è una sfida, dato che solitamente sono “quella di torte e biscotti”, o forse semplicemente perché si tratta di sapori più decisi, netti, che colpiscono per la loro schiettezza e semplicità.
Cosa è più semplice di un piatto di pasta, poi? Degli spaghetti velocissimi ma un po' particolari, "risottati" nel vino rosso. Ottimi, gustosi, pronti in un attimo mentre si "fa aperitivo" chiacchierando e stuzzicando qualcosa.
Un po' più particolari dei soliti spaghetti, però, sia per tecnica di cottura, che per colore.





SPAGHETTI AL VINO


  • INGREDIENTI (per 4)
400 g di spaghetti (io ho usato un formato un po' più "grosso" del classico spaghettino, che avvolgesse meglio il condimento e che reggesse in modo ottimale la cottura)
500 ml di vino rosso
brodo vegetale 
uno scalogno
olio e.v.o. q.b.
sale&pepe


  • PROCEDIMENTO
Soffriggere in una padella con poco olio lo scalogno. Farlo appassire aggiungendo un po' di brodo, finchè non sarà diventato trasparente. Aggiungere metà del vino e farlo restringere un po'. Buttare gli spaghetti in abbondante acqua salata, cuocerli però per solo metà del tempo di cottura. Scolarli nella padella, aggiungere il vino rimanente e concludere la cottura come con un normale risotto, diluendo con il brodo all'evenienza.
Quando gli spaghetti saranno cotti (al dente!) e ben glassati, impiattare. Concludere con una macinata di pepe nero.



    giovedì 5 maggio 2011

    Panna cotta bloody panna cotta

    Probabilmente il titolo non è molto invitante, lo riconosco. Tuttavia, mentre fotografavo questa panna cotta, non potevo non pensare a come l’accostamento di colori risultasse un po’ vampiresco, con questo candore lunare e questo rosso così acceso. Quando poi ho preparato la foto del “taglio” e quella goccia di coulis è languidamente scivolata giù, lungo lo spigolo disegnato dal cucchiaino, be’, il rimando ai libri di Anne Rice è stato automatico nella mia mente. Ebbene sì, ho un dark side che si è bevuto (è il caso di dirlo ;) ) i romanzi noir della Signora dei vampiri (altro che Stephenie Meyer ed Edward Cullen vari…) e che conosce praticamente a memoria le battute di Intervista col Vampiro (film da vedere anche solo per godersi il cast… e chi lo conosce sa di cosa, anzi, chi, parlo ;). Eh già.
    Quindi stamattina, quando in radio è passata l’omonima canzone degli U2, il titolo del post mi è comparso in mente modello pop up.

    Ok, dopo queste divagazioni passiamo alla ricetta di oggi. In realtà è dell’altro ieri, dato che era il dessert per una cena. Cioccolato bianco e fragole. Semplice, lineare, equilibrato.
    Ho portato in tavola le panne cotte ed è improvvisamente piombato il silenzio, finchè i piattini non sono stati svuotati, cucchiaino dopo cucchiaino.
    E’ una panna cotta “alleggerita”, ovvero con metà panna sostituita dall’equivalente in latte. Zero zucchero (basta il cioccolato bianco ad addolcire) e una consistenza scioglievole, per niente gelatinosa. La nota di freschezza è data dalle fragole fresche, tagliate a cubetti e immerse in un coulis che stempera la dolcezza della panna cotta. Da provare ;)



    PANNA COTTA CON COULIS DI FRAGOLE E FRAGOLE FRESCHE

    • INGREDIENTI

    Per la panna cotta (10 porzioni)

    500 ml di panna fresca
    500 ml di latte
    400 g di cioccolato bianco
    12 g di gelatina di fogli

    Per il coulis:

    250 g di fragole
    il succo di mezzo limone
    3-4 cucchiai di zucchero

    fragole fresche

    • PROCEDIMENTO

    Far reidratare i fogli di gelatina in acqua fredda per circa dieci minuti. Nel frattempo fondere il cioccolato con la panna e il latte in un pentolino, aggiungervi poi la gelatina strizzata e farla sciogliere.
    Dividere il composto negli stampi e far solidificare in frigorifero per almeno 4 ore.

    Preparare il coulis: in un pentolino antiaderente far saltare le fragole con il succo di limone e lo zucchero. Quando si saranno ammorbidite un po’, frullarle con il mixer a immersione. Fare raffreddare (per una una texture molto fine filtrare), aggiungervi le fragole fresche, tagliate a pezzetti.
    Sformare le panne cotte ( scaldare leggermente gli stampini con dell’acqua calda nel caso) su un piattino da dessert e accompagnarle con il coulis e le fragole. 
    Servirle a temperatura ambiente, fredde perdono un po'.



    Leggevo da Babs della Milano Food Week... vorrei proprio riuscire a fare un salto, qualcuno ha già in programma di andare? Chi si unisce? Fatemi sapere ;)
    A presto!
    A.

    mercoledì 4 maggio 2011

    Sono tornata, più in forma che mai :)

    Sono tornata, finalmente! Il mio computer non si è ancora del tutto rimesso, ma almeno sono riuscita a recuperare files e documenti vari.
    Ci eravamo lasciati con un mio invito per un evento che prevedeva una collaborazione fra il negozio “Esprit de Provence” di Arona e il mio blog. Bene, siete curiosi di sapere come è andata?

    Ho conosciuto Valerie qualche mese fa, capitando per caso nel suo angolo di Francia incastonato sul Lago Maggiore. Dopo un paio di visite innocenti diventa la mia fornitrice ufficiale di marmellate e confetture (alcune le avete “assaggiate” anche voi, qui e qui), ma anche di thè e, soprattutto, un’amica. Chiacchierando le racconto del blog e lei se ne appassiona.
    Un paio di settimane fa mi parla dell’idea di organizzare una degustazione di marmellate e thè, chiedendomi se fossi disponibile a preparare qualcosa per accompagnare i suoi prodotti.
    La mia risposta e il mio entusiasmo penso siano immaginabili da tutti ;)
    Inizia quindi la sfida: tre marmellate e due profumatissimi thè da abbinare a dei dolci.
    Per me è stato un vero e proprio banco di prova: cucinare per terzi (che sono poi clienti) è completamente diverso dal cucinare per la propria famiglia o per i propri amici. L’evento era aperto a tutti, quindi ho preparato una quantità veramente industriale di dolci… è impressionante andare a fare la spesa e riempire il carrello solo con kg di farine, di zucchero o di burro (sì, kg di burro… è quasi conturbante utilizzarne così tanto in una sola giornata!). Cucinare per otto ore di seguito, poi, ti spacca la schiena, nel vero senso della parola. Se aggiungete l’ansia da prestazione e gli scleri da “ma proprio oggi che devo fare le meringhe piove?!” capite come la sera precedente fossi più distrutta che dopo una giornata di studio. Ma, signori, che soddisfazione.
    Soddisfazione quando una signora sessanta- settantenne chiede a te, diciannovenne senza arte né parte, la ricetta della tua crostata, soddisfazione quando una bambina assaggia uno dei tuoi sablée e dice “mi ricordano dei biscotti mangiati in Francia, che sembravano duri ma che poi si scioglievano in bocca”, soddisfazione nel vedere i genitori, gli amici, orgogliosi di te, soddisfazione nel vedere emergere la tua passione dal suo limbo virtuale, nel vederla prendere forma e acquisire significato e valore.  
    È stata una bellissima esperienza, conclusasi in una davvero piacevole giornata trascorsa con Valerie, la sua famiglia, amici e parentame vario, conoscendo persone di ogni età.
    Eccovi le foto, scattate con  la mia fantastica compattina e con le mie eccellenti doti da fotografa ;)




     

     Crostata di frolla alla mandorla
    abbinata a marmellata di melone e arancio


    Spoon-dents al cacao con pepite di cioccolato fondente
    abbinati a marmellata di clementine di Corsica


    Meringhe di riso abbinate a gelatina di petali di rosa

    Shortbread 100% friabilità abbinati al thé des Vahinés "Rooibos"
    (questo è un thé molto particolare che mi ha subito affascinata; la sua peculiarità è infatti quella di non essere prodotto con le foglie della pianta di thé, ma con quelle di una pianta africana, dalle quali si ottiene una bevanda simile per colore e aroma al thé, ma totalmente priva di teina. Il profumo e il gusto sono ancora più avvolgenti grazie all'abbinamento con mandorla, vaniglia e petali di calendula.)
     
     

    L'altro thé pensato per la degustazione era il Thè des sables, un thé verde fruttato e delicato, con mango, pesca e petali di rosa e fiordaliso. Eccezionale ghiacciato.

    La selezione di marmellate dell'Esprit:



    Alcuni dei thé:
    (io tufferei il naso dentro i barattoli ogni volta che Valerie li apre, hanno dei profumi eccezionali e sono anche bellissimi a vedersi, con le foglie intere e petali, scorze d'agrumi, frutta essiccata)


    Lo spazio del salato: spezie, fleur de sel, pates e specialità francesi









    Qualche golosità italiana, per non fare torti a nessuno ;)



    I calissons: deliziosi dolcetti francesi con mandorle e melone candito


    Interessantissimi gli zuccheri aromatizzati, per dare quel "qualcosa" in più ai dolci, ma anche semplicemente al caffè o al thé


    I saponi e i profumi




    Gli oggetti, i saponi da decorazione, l'atmosfera



    Arabica Fenice? Anche qui? Sì, stiamo invadendo il mondo a suon di chicchi di caffè, racconti e fotografie





     Penso che a questo punto un grazie sia d'obbligo. Vorrei ringrazie innanzitutto Valerie, per avermi dato l'occasione di trasformare per la prima volta una passione in un lavoro e perchè è sempre un piacere trovare qualcuno con cui parlare "la stessa lingua" ;). Ringrazio mia mamma, che mi ha prestato la sua cucina (segno di grande fiducia, lo riconosco), ma ringrazio la mia famiglia in toto, per il sostegno e la pazienza, e per essere stati gli assaggiatori ufficiali di qualsiasi cosa sfornassi. Ringrazio Martha Stewart, Sigrid Vebert, Michel Roux e tutti coloro che sono la mia ispirazione e mi accendono il cervello anche quando di creare non ne ha proprio intenzione. E poi ringrazio voi, amici e colleghi food bloggers: perchè raccontando ciò che facciamo e osservando lo stupore di chi ascoltava chiedendomi "Cioè, voi cucinate, fotograte e poi raccontate attraverso un diario le vostre avventure fra i fornelli?" ho capito che non siamo solo una combriccola di folli che vanno in visibilio per l'ultimo libro di Trish Deseine o che non sanno resistere davanti all'ennesima cocottina... stiamo reinventando il modo di affrontare la cucina, rinnovando la tradizione e umanizzando ciò che i Grandi creano, traducendolo con un linguaggio chiamato passione. Grazie, perchè condividete tutto questo. 

    Infine, vi lascio con una novità. Mi è piaciuto così tanto organizzare tutto questo che ho deciso di riprovarci (lo ammetto, non dal nulla, ma basandomi anche sulle richieste che mi sono state fatte :) ), ecco quindi la pagina dedicata a questa mia nuova "attività", chiamiamola così. Curiosi? Andate a dare un'occhiata qui

    Ok, per oggi ho finito ;)
    Se vi interessano le ricette ideate per la degustazione non esitate a chiedermele, attraverso i commenti o inviandomi una mail (agnesenegrini@hotmail.it)
    Alla prossima!