lunedì 31 dicembre 2012

Farewell, 2012.

Sul finir dell'anno, mi degno di ricomparire.
Dicembre è sfuggito via, fra turni estenuanti in libreria, festività più o meno sentite [è stato Natale, davvero?] ed organizzazione di serate incredibili, con amici e compagni di avventura [vi ricordate di "A tu per tè", la serata menestrellica di cui vi avevo parlato qui? Presto vi racconterò come è andata, ma prima dobbiamo preparare -il plurale è dato dal contributo essenziale di Arabica Fenice- una piccola sorpresa, che renda sfogliabile quello che è stato assaggiato giovedì sera].
Quindi ricompaio cercando di farmi perdonare l'assenza con un dolce davvero peccaminoso, di quelli da gustare a piccolissime dosi [o da mangiare senza ritegno, a seconda del proprio metabolismo (; ], il fudge di arachidi.


Dalle inconfondibili origini anglosassoni, il fudge è un concentrato unico di scioglievolezza. Non volendo ricadere nel classico cioccolato, ho preso spunto da uno degli ultimi arrivati del settore "cucina" della mia libreria: "La ciliegina sulla torta", l'attesissimo e meraviglioso volume pubblicato dall'autrice dell'omonimo blog.
[Non fate leggere questo post al vostro portafogli e ascoltatemi: acquistatelo. E' un libro unico per cura nei dettagli e perfezione delle ricette, un concentrato dello stile di Jessica, con note di alta pasticceria e idee ricercate.]
Essendo un'amante del burro di arachidi dai tempi delle indimenticabili vacanze studio nelle isole britanniche, è trascorso davvero poco tempo dal momento in cui ho letto la ricetta e quello in cui ho tirato fuori dal frigo il mio fudge pronto.
Perfettamente bilanciato, la salinità del peanut butter e dei granelli di sale [per chi lo avesse, il fleur de sel rimane la scelta migliore] è inaspettata, ma rende meno stucchevoli questi piccoli e buonissimi concentrati di calorie.
Ah, ultimo dettaglio: facilissimo e velocissimo da preparare (;


PEANUT BUTTER FUDGE [tratto da "La ciliegina sulla torta", di Jessica Leone]

Ingredienti
200 g di burro [225 g nella ricetta originale]
250 g di burro di arachidi
400 g di zucchero a velo
mezzo cucchiaino di sale + sale in cristalli a piacere

Procedimento
Sciogliere a bagnomaria il burro e il burro d'arachidi. Versarli sullo zucchero a velo e mescolare, aggiungendo il sale, fino a ottenere un composto omogeneo.
Lasciar raffreddare in uno stampo quadrato, o rettangolare, in frigorifero, per almeno 3 ore [distribuire sulla superficie i cristalli di sale, se si vuole].
Sformare il fudge e dividerlo in cubetti, con l'aiuto di un coltello affilato.


In attesa del 2013, sospendo il giudizio sul mio 2012. E' stato... un anno, mettiamola così. Bello e terribile, come sempre. Fra i vari "grazie" e "scusami" che dovrei dire, scappano anche gli auguri, per voi, e per tutti.
Ci rileggiamo nel 2013.

giovedì 13 dicembre 2012

Agende alla mano

Dicembre è arrivato, con il suo carico di impegni e festività da rincorrere.
Food Therapy è un po' in letargo, in parte perché ho ricominciato a lavorare [la tradizione del periodo natalizio in libreria prosegue], in parte per l'ispirazione culinaria leggermente congelata. Continuo comunque ad affaccendarmi fra sperimentazioni e fotografia, se vi va di sapere quello che combino quotidianamente potete seguirmi sulla pagina Fb del blog. (:
Fatta questa prima premessa, stasera vi scrivo per raccontarvi di due appuntamenti da non perdere, riguardanti questo mese.

Il primo è l'ormai famoso [qui alcuni messaggi lasciati l'anno scorso] #leaveamessage, che si terrà fra pochissimi giorni, il 14 dicembre.
L'idea è di  "Ma che davvero?", ma sono moltissimi i blog che parteciperanno. Io, ovviamente, non mi tiro indietro.



Di che cosa si tratta?
Il 14 dicembre, prendete un fogliettino [potete anche stampare i biglietti "ufficiali", trovate tutto qui] e scriveteci sopra qualcosa di Bello, di divertente, di poetico, di positivo, di allegro, la vostra canzone preferita, il passo del libro che rileggete più spesso, il dialogo di un film particolarmente significativo. Qualcosa che vi piacerebbe leggere, insomma. Lasciate poi il biglietto in un luogo ad alto rischio di ritrovamento accidentale: su un mezzo pubblico, nell'armadietto della palestra, fra le bustine di zucchero di un bar, fra le pagine di un libro in una libreria, nella tasca di un paio di jeans super scontati in un negozio di abbigliamento. Qualcuno lo troverà, leggerà le vostre parole e, si spera, prenderà la giornata in un altro modo, sarà un po' più gentile col barista indaffarato fra mille cappuccini, sorriderà alla segretaria leggermente in ritardo, riuscirà a fare dieci minuti in più di corsa sul tapis roulant, avrà l'ispirazione per cucinare qualcosa di meglio del solito piatto riscaldato nel micro.

Share the love.
Siete social-dotati, venerdì dimostratelo: twittate [#leaveamessage] luogo e messaggio, instagrammate la vostra contorta grafia, condividete l'iniziativa su Facebook. E lo stesso qualora siate così fortunati da trovare un bigliettino: ringraziate pubblicamente.

Fa doppiamente bene.
Sì, perché quest'anno #leaveamessage sostiene l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Non solo circoleranno biglietti su biglietti all'interno dei suoi reparti, infatti, ma sarà anche possibile fare una donazione a sostegno della Fondazione Meyer. Per tutte le info, vi rimando da lei, che sicuramente sa essere più precisa ed esaustiva di me.

Nulla di impossibile, quindi: perché no? (;

Il secondo evento che vorrei segnalarvi è organizzato dai Menestrelli di Jorvik [quell'associazione culturale della quale mi ostino a parlarvi, quelli che pubblicano Arabica Fenice, insomma, il bimestrale sul quale, ogni tanto, ho il piacere di scrivere] in collaborazione con Esprit de Provence e -attenzione, attenzione- Food Therapy.


Cosa ci siamo inventati?
Una serata di racconti, sorsi di tè e assaggi di dolci, il tutto di primissima qualità: i Menestrelli narreranno le loro storie ispirate alla bevanda protagonista, l'Esprit de Provence offrirà i profumi e gli aromi dei suoi tè pregiati e inusuali, Food Therapy preparerà biscottini da sgranocchiare e torte da sbocconcellare, come accompagnamento ai tè e ai racconti.

Quando?
Il 27 dicembre, ore 21.00.

Dove?
Al Meltin' Pop di Arona, in via Roma 78/80.

Maggiori informazioni le potete trovare sulla pagina Fb dedicata all'evento, dove potrete inoltre segnalarci la vostra partecipazione.

Vi aspettiamo (:

lunedì 3 dicembre 2012

Muffins are always a good idea

Muffins are always a good idea.
Soprattutto quando ti ritrovi una domenica fra le mani, senza sapere come impiegarla. E allora ti basta riunire tutto nella planetaria: la domenica di noia, la farina, lo zucchero, rompervi le uova, diluire con il latte. Risvegliare il pomeriggio con l'aspro del limone, punteggiare l'impasto chiaro con una manciata di croccanti puntini neri.
Di ricette sull'abbinamento agrumi-semi di papavero ne potete trovare un'infinità in rete. Per questo, ho cercato di seguire la linea più semplice: un impasto molto morbido, grazie all'aggiunta di yogurt, leggero e profumato.

Oggi vi risparmio la solita introduzione prolissa, la giornata è stata lunga e con un continuo incastrarsi di impegni. Ho discusso fino ad ora con l'adorabile Photoshop, che ovviamente sceglie le serate migliori per non funzionare. Ma questi muffins volevo comunque lasciarveli: l'inverno sembra arrivato con decisione, finalmente, e questi pomeriggi bui spesso necessitano di una merenda dolce, magari dal colore vitaminico e con dei simpatici pois blu.

Eccovi la ricetta.


LEMON POPPY SEED MUFFINS

Ingredienti [per una decina di muffins piccoli]
200 g di farina
70-80 g di zucchero
1 uovo grande [2, se piccole]
100 g di yogurt bianco naturale
50 g di latte intero
30 g di olio [io ho usato un extravergine leggero, ma va benissimo anche un olio di semi]
6 g di lievito vanigliato
2 limoni non trattati
2 cucchiai di semi di papavero + un po' per la superficie
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di sale

Procedimento
Preriscaldare il forno a 170°C.
Mescolare, da una parte, le polveri, più i semi di papavero. Dall'altra, sbattere leggermente le uova, aggiungervi poi i liquidi, più lo yogurt, la scorza grattugiata dei limoni e il succo di uno di questi. Unire i due composti, mescolando brevemente.
Dividere l'impasto negli stampini [io li ho foderati con della carta forno, ma non è necessaria, potete anche utilizzare dei pirottini], spolverare ogni muffin con un po' di semi di papavero e infornare per 15-20 minuti [prova stecchino].



Comunicazione di servizio: ho creato un nuovo profilo Flickr, non potendo più accedere a quello vecchio, grazie a qualche strano gioco di Yahoo]. Lo trovate qui. :)