Settembre. Sono tornata, sono di nuovo qui. Ma, in fondo, chi se n'è mai andato?
Ho visto le prime foglie cadere. Le chiome degli alberi mutare colore. Ho sentito i temporali addolcirsi. Le notti indossare maglioncini e felponi. Che sapore ha Settembre?
Per me, questo Settembre ha il sapore di un cioccolatino fondente scartato in auto durante una notte di pioggia. Finissimo cioccolato lucido e scuro, dallo
snap perfettamente netto, sensuale come una corda di chitarra pizzicata, dal sapore morbido e intenso come il tocco della pelle sulla pelle.
Questo il mio Settembre, per ora.
Della mia estate, invece, vi lascio la ricetta. Forse non la potrete servire alla fine di una cena, e magari non la inzupperete nemmeno nel caffelatte della colazione, ma, vi assicuro, con questa ricetta otterrete un'estate difficile da dimenticare.
ESTATE 2011 [tratta da un'improvvisazione di Agnese Negrini]
Ingredienti
Amici, di primissima qualità, unici, rari e scelti con cura.
Dolcissime albe, possibilmente rosa, con qualche striatura di pesca.
Tramonti che infuochino il mare e i pensieri.
Nocciole tostate alle quattro di una notte di metà Agosto.
Croissant tiepidi di sfoglia sottile, fragrante e friabile.
Baklava grondanti di miele e punteggiate di frutta secca, da divorare insieme a un amico, per i vicoletti di un paesino di mare, su un'isola greca. Un vassoio, sono un antidepressivo molto efficace. E vi assicurano l'energia necessaria per una notte sfrenata.
Musica, a volontà. Fra le innumerevoli canzoni, sceglietene con cura qualcuna che vi ricordi per sempre quest'estate, e conservatela a parte, per riascoltarla quando ne vorrete di nuovo un assaggio.
Racconti, e poesie. Libri, da leggere a voi stessi e ad altri.
Moleskine e stilografica. Ma anche quaderno da 90 cent acquistato in aeroporto e bic. Perché le lettere non passeranno mai di moda.
Console con vasta scelta di videogiochi, divani e tappeti a sufficienza per tutti i commensali, un certo numero di ottimi film, o film ottimamente idioti, nel caso la preparazione del piatto si dilunghi per tutta la notte.
Pantaloncini, canottiera e iPod, per imparare a correre.
Lungolago notturno e panchina, per ricercare, insieme a qualcun altro, la differenza fra il nero dell'acqua e quello del cielo di notte.
Bolle, da trattare con cautela. Ma non troppa.
Yogurt greco e pesche fresche affettate sottilmente. A quintali.
Miagolio di gatti. Da tradurre.
Una ruota di scorta.
Un piano A.
Pioggia di temporale estivo.
Sale marino integrale. Quello che rimane sulla pelle.
Procedimento
Dosare gli ingredienti aggiungendoli in ordine sparso, magari ritoccando più volte la dose di questo, o di quello. Assicuratevi di perdere la cognizione del tempo, mentre li mescolate. Lasciate riposare per un po', magari mentre schiacciate un pisolino, magari mentre siete lontani per qualche giorno, magari mentre accarezzate il gatto che è entrato dalla finestra senza che ve ne accorgeste. Guardate un tramonto, ascoltando una canzone malinconica. Rimescolate all'alba seguente. Ma se anche vi svegliate alle due del pomeriggio non ci sono problemi, mescolate allora, avendo però cura di aggiungere qualche goccia di pioggia temporalesca.
Portate la vostra estate a fare un giro in auto, finestrini abbassati e guida sportiva: deve prendere aria. Scegliete una colonna sonora un po' carica, che metta di buon umore. Rincasate. Non guardate un film. Preparate un caffè e dimenticatevelo sul fornello: ricordatevi di lui solo quando si sentirà odore di inferno [cit.]. Versatelo in una tazzina e andate a berlo nel sottoscala, magari portatevi un amico. Rimanete lì a chiacchierare un po', scoprirete che un po' di buio e di fresco ogni tanto fanno bene. Soprattutto, si sposano benissimo con l'amaro del caffè.
Tornate dalla vostra estate, che sarà ormai lievitata per bene. Non chiedetevi quanto tempo è passato. Piangete qualche lacrima salata pensando a quando avete iniziato a prepararla, scoprirete di non ricordarvelo. Spaventatevi, guardate al calendario con preoccupazione, andate a riflettere per una mezz'ora circa nel vostro giardino dei Fiori del Male.
Quando tornerete, scoprirete che qualcuno ha già infornato la vostra estate, mentre eravate via. Iniziate a rassettare la cucina e la vostra vita, fate un impacco rigenerante al cervello, in previsione dello stress autunnale. Ordinate tutto, pensando che la preparazione sia ormai conclusa.
Attendete il trillo del cellulare, un messaggio vi dirà di sfornare l'estate, affettarla e farla sparire, ovviamente in compagnia e dopo aver raccontato la ricetta.
Servitela tiepida e assaggiatela. Avrà un gusto unico e sorprendente, inedito, e dolce.
Saprà di estate, e di consapevolezza che l'estate è finita.
Tuttavia, vi suggerirà anche che forse non proprio tutto sparirà con l'ultima fetta.
Non so cosa ci potrete fare, con questa ricetta, ma è così che volevo raccontarvi la mia estate, attraverso il suo sapore.
Nonostante tutto, questa estate è stata meravigliosa. Viva.
E ne avevo un terribile bisogno, avevo un terribile bisogno di sentire tutto questo, di ridere e di piangere davvero, di riscoprirmi affamata, ma non vorace.
Il segno che rimarrà, di quest'estate, sarà ben più indelebile di quello dell'abbronzatura. Come le persone che ho conosciuto, con le quali ho un po' convissuto, e che non voglio dimenticare.
E' stata definita "l'estate ignorante"... io aggiungo: non solo, non davvero.
Thank you everyone. Thank you everything.
a.