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domenica 7 agosto 2011

Sfumature.



Di solito, più il contrasto è accentuato e più la composizione mi piace. Sono consapevole che, per quanto trovi splendidi i colori, bianco e nero per me sono la soluzione di ogni accostamento, e che potrei passeggiare per ore, sul filo di quella linea impercettibile, ma così ben marcata, sulla quale questi due non-colori s'incontrano.
Poi, però, mi ritrovo a giocare con le sfumature. Plasmo la materia perché si scomponga in variabili di colore esteticamente soddisfacenti, se accostate. Mi avventuro in un mondo di colori che si fondono e che danno vita ad altre, insospettabili, ma bellissime, tonalità.
Come quando si uniscono quattro lettere di quattro colori diversi, e ci si gode lo spettacolo. Perché spettacolare è.

Qualcuno direbbe che sto "piantando pannocchie sulla luna", parlando di un nulla indefinito per descrivere una realtà concreta.
In effetti, forse sarebbe più semplice scrivere quanto sono felice, di veder accostati quei colori così sgargianti e diversi fra loro, ma che insieme stanno, inaspettatamente, forse, incredibilmente bene.
Forse potrei anche dire che lavorare, perché di lavoro si tratta, il venerdì sera, non è male quanto potrebbe suonare.
E magari potrei anche ribadire quanto mi soddisfi e gratifichi pensare, "progettare" un dolce per persone che solo colleghi proprio non sono.
E probabilmente potrei anche descrivere quanto è difficile cercare un equilibrio, fra due ingredienti come il caffè e il cioccolato, che soddisfi tutti, che si abbini a ogni grado di dolcezza, e di amarezza, di quelle persone.
E penso sia superfluo specificare che non so se ci sono riuscita per davvero, ma c'è un video che un po' mi fa illudere, di aver creato davvero un ottimo dolce.
E vorrei ringraziarvi, tutti voi, scapestrati compagni d'avventura, sfumature di quell'arcobaleno che stiamo creando insieme, ma probabilmente non lo farò, non direttamente almeno, per paura che suoni ridondante, o retorico, di circostanza, o chissà cos'altro.

I Maaf in you.

Dunque, passiamo a questo sensazionale cheesecake.
Ops, sensazionale ho detto? Sì, ok, riconosco di aver davvero creato qualcosa di molto buono, questa volta.
Come posso descriverlo... ha una coltre amara di cacao, che ne ricopre la superficie. Il cucchiaino vi si immerge e si ritrova ad attraversare una crema soffice, avvolgente ma leggera, di una sfumatura meravigliosa... latte macchiato, la definirei. Ogni tanto incontra una pepita di cioccolato fondente, come per caso. Sul fondo lo attende una base croccante, ma friabile, di biscotti integrali e burro.
E l'assaggio? Cioccolato, caffè, morbido, croccante... una fusione di dolce e amaro, che si disperde in una crema spudoratamente ispirata a quella del tiramisù. Contrasti che si mescolano creando sfumature che conquistano, a quanto pare ;)

La realizzazione? Avevo un po' di tempo, e quella voglia di cimentarmi in sperimentazioni e preparazioni un po' articolate... così sono andata a ripescare la tecnica della paté à bombe che Montersino utilizza per il suo tiramisù. E' un metodo per pastorizzare le uova da utilizzare crude, in sintesi. Ha anche il pregio di donare una maggiore aereosità al composto, qualità decisamente apprezzabile in un tiramisù :)
Era almeno un anno che vegetava nella cartella "to do" e, finalmente, mi sono decisa a provarla. Implica l'utilizzo di 50 ml di acqua, che io ho pensato di sostituire con del caffè (come ho anche deciso di sciogliere la gelatina nel caffè). E' davvero una tecnica interessante, più semplice di quanto pensassi, da riutilizzare sicuramente. Montersino, we all love you.
Per la base, biscotti e burro sono stati mescolati nella solito proporzione 2:1, con la quale mi trovo benissimo.
La crema è quella del tiramisù, alleggerita e fatta solidificare leggermente con un po' di gelatina.
Insomma, non ho inventato nulla, ho solo fuso un po' di ingredienti letti di qua e di là ;)

Ricetta time? Decisamente.
Ecco qui :)



TIRAMISU' CHEESECAKE

  • INGREDIENTI

Per la base 

300 g di biscotti secchi integrali (Digestives o simili)
150 g di burro (ne ho messi 115, facendolo sciogliere in modo che si amalgamasse meglio, ed si è comunque compattato benissimo)
un cucchiaio di caffè in polvere
un cucchiaio di cacao amaro
un cucchiaino di zucchero

Per la cream cheese

500 g di ricotta vaccina fresca
250 g di mascarpone (le proporzioni ricotta-mascarpone si possono variare, per ottenere una crema più o meno ricca)
100-150 g di cioccolato fondente spezzettato
2 albumi montati a neve
un cucchiaio di cacao amaro
un cucchiaino di caffè
10 g di gelatina in fogli
100 ml di caffè forte

Per la paté à bombe

4 tuorli
120 g di zucchero
50 ml di caffè forte

cacao amaro

  • PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere i biscotti, aggiungervi il cacao, il caffè e il burro. Ottenuto un impasto omogeneo, distribuirlo sul fondo di uno stampo a cerniera, livellandolo in modo uniforme. Lasciare in frigo a solidificare.
Intanto, reidratare la gelatina in acqua fredda. 

Paté à bombe: scaldare il caffè con lo zucchero per ottenere uno sciroppo (dovrebbe raggiungere i 120°C, ma se non avete un termometro, come la sottoscritta, portatelo a bollore e dimenticatevelo sul fornello per un po', continuando a mescolare perché non si caramelli, finché non bolle "furiosamente"... termine tecnico, ovviamente! ;). Mettere i tuorli in una planetaria, azionarla e versarvi lo sciroppo bollente. Montare finché non si sarà raffreddato (otterrete una spuma sofficissima e di un color cappuccino meraviglioso!)

Mescolare in una terrina i formaggi, cacao, caffè, gli albumi montati a neve e la paté à bombe, cercando di mantenere il composto il più soffice possibile. Intiepidire il caffè e sciogliervi la gelatina. Aggiungerla poi alla cream cheese e mescolare finché non è completamente assorbita. Completare con  il cioccolato fondente a pezzetti. 

Distribuire la crema sulla base di biscotti, livellare e spolverare di cacao amaro. Riporre in frigo a solidificare per 4-6 ore.
Servire dopo una decina di minuti a temperatura ambiente. 






Post chilometrico, come al solito.
A questo punto posso solo mettermi a tacere e consigliarvi di provare questo cheesecake.
Buona giornata a tutti :)

A presto!

a.

mercoledì 6 luglio 2011

One minute you're on top, next you're not.

E' da domenica sera che tento di scrivere questo post, eppure non ci riesco. Forse perchè i ricordi legati a questo dolce sono troppo contrastanti con quello che sto vivendo, con quello che mi riempie la testa in questi ultimi giorni, con le emozioni che, come al solito, decidono di fare a pugni fra di loro proprio dentro di me. Non saprei.
So che cambiare è difficile. Iniziare a fidarsi ancora di più. Raccontarsi, poi, è complicatissimo. Anche quando ne avresti un disperato bisogno.
E che a volte vorresti solo il tasto "canc".
Mi si chiudono gli occhi dal sonno, ma non ho voglia di addormentarmi. Freud c'aveva preso, con la sua teoria dei sogni.

Mi concentro sulla ricetta di stasera, che ne dite? Magari così riesco a postare, il che sarebbe cosa buona e giusta, visto il tempo che è passato dall'ultima volta.

Festeggiamo un anno di Arabica Fenice, signore e signori, e sono davvero orgogliosa di poterlo scrivere anche qui. Sebbene mi sia unita da relativamente poco tempo ai Menestrelli, infatti, vedere un bel "6" stampato sulla copertina del nostro bimestrale un po' mi riempie il cuore, dai.
E, in occasione della chiusura del primo anno della nostra rivista, abbiamo deciso di organizzare una grigliata. Una decina di amici, una quantità industriale di carne che sfrigola su un bbq gestito alla perfezione dal fuochista ufficiale dell'associazione, un cocomero riempito di sangria, l'immancabile chitarra e una placida domenica di inizio luglio. Ingredienti che da soli non fanno la ricetta, certo, ma che quando si uniscono a quel pizzico di voglia di stare insieme e di "familiarità" creano un gusto inconfondibile.
E la giornata che ne è uscita, ve lo garantisco, è stata eccezionale.

Il dolce per questa occasione è nato un po' così, senza un'idea precisa da seguire. Gli scaffali del supermercato sono sempre la migliore ispirazione, soprattutto quando vaghi senza meta cercando di assorbire più aria condizionata possibile, prima di rituffarti nell'arsura dell'estate.
Un dolce fresco, anche piuttosto leggero, a ben guardare, e personalizzabile con tutti i tipi di frutta. Non necessita nemmeno di cottura, e direi che non è male ;)
La consistenza è una via di mezzo fra una mousse e un budino. Un consiglio? Diminuite la gelatina e sostituite il Philadelphia Yo con della classica, ma sempre ottima, ricotta, secondo me potrebbe guadagnarci.
Dunque, ecco la ricetta :)




CHEESECAKE ALLO YOGURT CON PESCHE


  • INGREDIENTI


Per la base:

400 g di biscotti secchi (questa volta ho usato i Cereali Così della Galbusera, che adoro, ma vanno benissimo i tradizionali Digestive o qualsiasi altro tipo di biscotto friabile)
150 g di burro freddo e a cubetti
un paio di cucchiai di latte

Per la crema:

600 g di ricotta (anche se io ho usato il Philadelphia Yo)
300 g di yogurt bianco cremoso (ma utilizzate quello che preferite: greco, magro, intero, alla frutta...)
200 ml di panna da montare
180 g di zucchero
due pesche
15 g di gelatina in fogli (ne toglierei 3-5)

Per completare:

quattro pesche tagliate a fettine sottili e condite con succo di limone e zucchero


  • PROCEDIMENTO

Immergere la gelatina in acqua fredda.
Nel mixer, frullare i biscotti insieme al burro. Aggiungere abbastanza latte quanto basta per ottenere un impasto compatto. Distribuire il composto sul fondo di uno stampo (possibilmente a cerniera), livellandolo bene. Mettere in frigorifero.
In un terrina, lavorare il formaggio con lo yogurt e lo zucchero. A parte, montare la panna e aggiungerne metà al composto allo yogurt. Frullare le pesche e sciogliere la gelatina in un pentolino (o nel microonde). Mescolarli alla crema e completare con la panna rimasta, cercando di smontarla il meno possibile.

Versare sullo strato di biscotti e porre in frigorifero a rapprendere, per almeno due ore. 
Quando si sarà solidificato, completare con la frutta fresca.  




Belle foto, eh? Sono state scattate da Marta Rizzato, grandissima fotografa di Arabica. Date un'occhiata ai suoi lavori qui, la ragazza ci sa fare ;)

Ok, spengo il pc e vedo di dormire un po'.
Buonanotte a tutti, grazie perchè leggete questo blog nonostante le "lune" della proprietaria, ogni commento è un sorriso, e fa la differenza :)

a.

sabato 21 maggio 2011

Cherry Days

Ammetto di non aver mai avuto una passione viscerale per le ciliegie in cucina. Bisogna raccoglierle, sceglierle, lavarle, denocciolarle… una crostata rischia di diventare faccenda di ore, insomma, e raramente ho tutto quel tempo da dedicare a una torta.
Quindi solitamente mi limito a raccoglierne qualche manciata con cui risolvermi la merenda, o da spiluccare quando mi viene voglia di uno spuntino leggero.
Quest’anno, invece, incoraggiata da una produzione davvero eccezionale da parte del nostro ciliegio, ho deciso di snocciolare chili su chili di questi tondeggianti frutti rossi (l’attività ideale per qualcuno come me, che apprezza i lavori ripetitivi… ma la soluzione è semplice: bastano un bel film o qualcuno con cui chiacchierare per sconfiggere la noia che inizia a ghermirvi dopo i primi due etti) e sperimentare tutte quelle ricette con le ciliegie che ogni anno puntualmente salvavo, senza mai provarle davvero.
Probabilmente alla fine non ne potrete più e non mangerete nemmeno una ciliegia, ma i post dei prossimi giorni saranno tutti dedicati a questo frutto. Avremo torte, marmellate e altri dolci, tutti con il tocco rosso della ciliegia.
Se anche voi vi state sollazzando fra ciliegie e loro declinazioni, perché non mi inviate le vostre ricette? Provvederò io stessa a pubblicarle su Food Therapy: l’occasione ideale per coloro che non hanno un blog ma vorrebbero comunque condividere le loro sperimentazioni culinarie, ma anche per chi il blog ce l’ha, ma ha comunque voglia di partecipare.

Pronti per i Cherry Days 2011? ;)



CHEESECAKE SENZA COTTURA CON GELATINA DI CILIEGIE

La prima ricetta è il dolce preparato per il compleanno di mia mamma, con le prime ciliegie raccolte: una cheesecake golosa e fresca, ideale come dessert in queste giornate calde.
La cheesecake (ma è femminile o maschile? Mah.) a me piace fredda, senza cottura e senza gelatina. Ovvio, se mi offrite una fetta di New York cheesecake, magari sormontata da una composta di frutti rossi, non dico di no, ma se posso scegliere, la mia cheesecake è la classica torta fredda da gustare con un cucchiaino, strato dopo strato.
Tempo fa, parlavo con un amico di cheesecakes e il discorso è caduto (si fa per dire) sulla base di biscotti:
-…tu vai al supermercato e compri i Digestive. Ti ritrovi fra le mani questo pacchetto rosso di biscotti che se osi anche solo posare nel carrello si sbriciolano, che si sgretolano anche solo con uno sguardo… e allora io mi chiedo: quanto burro devi metterci perché quando infili il coltello nel cheesecake la base produca quel “tac”?!
Ardua questione. Ma, dopo vari tentativi, sono giunta a pensare che la formula ideale sia utilizzare metà del peso dei biscotti in burro. La proporzione 1:1 mi sembra davvero esagerata, va bene la golosità, ma non è necessario che le nostre arterie diventino la corsia preferenziale per il colesterolo.
Ammetto di non avere una ricetta precisa per il composto di formaggio, dipende da quello che ho in frigo: yogurt? Vai di cheesecake allo yogurt. Ricotta? Perfetta, avrà la consistenza di una mousse. Mascarpone? Per fortuna che vengono a cena quei due miei amici che mangiano per sei senza ingrassare un etto ;)
Certo è che non c’è cheesecake se non c’è Philadelphia. Conferisce la consistenza ideale: soffice, cremosa, eppure molto stabile e compatta. E poi ha quella punta di acidità ideale per smorzare la grassezza della base di biscotti e rendere il tutto un po’ più leggero (illudiamoci, dai).

[Apro una picola parentesi. Colleghe, colleghi foodbloggers, vogliamo iniziare a farci pagare? Quanta pubblicità GRATUITA facciamo a Messer Philadelphia? D’ora in poi lo citerò solo tramite perifrasi. A meno che, ovviamente, Messer Philadelphia non inizi a darci una percentuale ;)]

Il topping che preferisco è quello di frutta, possibilmente frutti rossi (creano un contrasto cromatico con la base bianca davvero meraviglioso). Ma spesso scelgo di lasciare la cheesecake “nuda”, per poi farci scivolare sopra, innocentemente, una salsa al cioccolato prima di servirla, o una fantastica composta di mirtilli tiepida (e abbiamo anche il contrasto termico, evvai ;)

Questa volta ho scelto la combinazione di Ph… ehm, formaggio fresco spalmabile, ricotta e panna montata, non troppo zucchero e una gelatina di ciliegie come copertura.
Ha fatto la sua scena ed è sparita in tempo record :D

  • INGREDIENTI                                                                              

Per la base:

400 g di biscotti tipo Digestive
200 g di burro
nel caso, qualche cucchiaio di latte

Per la crema di formaggio:

500 g di Philadelphia classico (o la versione che preferite)
250 g di ricotta
200 ml di panna fresca montata
300 g di zucchero
i semi di una bacca di vaniglia incisa per il lungo

Per la gelatina di ciliegie:

400 g di ciliegie mondata e private del nocciolo
due cucchiai di zucchero
10 g di gelatina

  • PROCEDIMENTO

Mixare i biscotti con il burro fuso (se lo sciogliete si compatterà meglio con i biscotti, senza il bisogno di aggiungere altro) e distribuire il composto sul fondo di una tortiera apribile. Mettere in frigo a solidificare.
Lavorare i formaggi con lo zucchero e la vaniglia. A parte, montare la panna. Incorporarla ai formaggi senza che si sgonfi.
Distribuire il composto sul fondo di biscotti, livellare bene e questa volta mettere il tutto a raffreddarsi in freezer.
Reidratare la gelatina in acqua fredda. Nel frattempo, mettere le ciliegie in una pentola con lo zucchero e cuocerle per dieci minuti. Aggiungere la gelatina e farla sciogliere incorporandola bene.
Lasciare che si raffreddi un po’ e poi riprendere lo stampo da freezer. Versarvi sopra la copertura in modo uniforme, rimettere in frigo fino a un quarto d’ora prima di servire la cheesecake.


Se volete inviarmi le vostre ricette per i Cherry Days (ormai mi è partito l'entusiasmo, mi dispiace per voi, davvero) potete farlo sia tramite commenti al post, sia via mail: agnesenegrini@hotmail.it
Un'ultima cosa, poi per oggi ho finito. Food Therapy è su Facebook! Se vi va (e se vi piace, ovviamente!), andate a mettere un bel "mi piace" sulla sua pagina! Grazie ;)

Ciao a tutti, buon sabato!
A domani per il secondo giorno dei Cherry Days (non troppo felici, dai ;)


domenica 17 aprile 2011

Seventeen forever

Venerdì sera, ore 21.30 circa, famiglia riunita per cena.
-Ah, Agnese, mi puoi fare un dolce per la festa di domani?- emerge il fratello dal suo silenzio maschile- adolescenziale.
La diretta interessata (appena tornata dal lavoro, ndr), fa rapidamente il calcolo delle ore che ha a disposizione prima del turno seguente e ripercorre mentalmente ciò che è rimasto in dispensa per sentenziare un: -Ma non potevi chiedermelo prima?
Fortunatamente, in questi casi, è possibile sfoderare quell'arma segreta tutta femminile dell'incastrare gli svariati impegni in uno spazio temporale ristretto ed è stato così che ieri mattina fra una colazione “mangio qualcosa mentre sale il caffè”, un lavaggio e asciugatura di capelli con metodo finestrinodellamacchinaabbassato e una spesa che doveva essere per “quei due o tre ingredienti che mi mancano” ma che invece si è risolta in un carrello straripante perché “la nonna ha bisogno di questo e di quello... e a noi mancherebbe quest'altro... poi guardi se c'è la tal cosa che è finita l'altro giorno...?” sono riuscita a impastare due salami di cioccolato formato festa di compleanno di un quasi diciassettenne e la sua trentina di amici.
Perché so che mio fratello è così, perché mi ricordo la festa dei miei diciassette (e i miei diciassette in generale, che forse sono stati più “movimentati” dei miei diciotto), perché alla fine se mi chiedi un dolce sai già che ti dico sì e perché il salame di cioccolato è magnificamente veloce e facile, ma è anche uno dei colpi sicuri più certi.
Non so come sia andata la festa ieri sera (ed è bene cos^), ma dei due mega salami non è rimasta traccia.

La ricetta è un'altra di quelle di cui ognuno ha la propria versione. La mia nasce da un foglietto arancione scritto da un'amica di mia mamma e gelosamente conservato nel “cassetto delle ricette” di casa Negrini. Negli anni l'ho modificata un po' (altrimenti che gusto c'è ;) ), aggiungendo magari delle mandorle, magari del caffè, magari dei pezzettoni di cioccolato bianco, o del cocco essiccato, ma oggi vi propongo la versione basic, semplice, ma efficace.



SALAME DI CIOCCOLATO (senza uova*)

  • INGREDIENTI

500 g di biscotti tipo (Oro Saiwa for life!)
100 g di amaretti
170- 200 g di burro
100 g di cioccolato fondente (max 60%)
150 g di cioccolato al latte
200 g di zucchero
tre cucchiai di cacao amaro
latte q.b

  • PROCEDIMENTO

Fondere i cioccolati con il burro, a bagnomaria o nel micro.
Nel frattempo, tritare i biscotti e gli amaretti nel mixer. Aggiungervi poi il cioccolato fuso con il burro, il cacao e lo zucchero. Mescolare bene.
Versare il composto su un foglio di carta da forno e compattarlo bene, cercando di dargli una forma cilindrica.
Lasciare solidificare in freezer (o in frigo, se lo preferite più morbido) per alcune ore.

*non amo molto le uova crude, soprattutto quando la preparazione rischia di rimanere fuori dal frigo per un po', così le ho tolte da questo salame. La consistenza non cambia in modo significativo, poi, voglio dire, fra cioccolato e burro sicuramente la mancanza delle uova non si fa sentire ;)


Buon compleanno, bro, tvukdb. Che, come dici tu, sta per “ti voglio un kg di banane”.

sabato 2 ottobre 2010

Come sconvolgere un classico


Sistemando l'archivio di ricette contenuto nella cartella rinominata “Cookin' “ dei miei Documenti, ho visto passarmi davanti agli occhi (senza esagerare) almeno una decina di tiramisù. Ogni versione con una sua peculiare sfumatura, ogni foto con una forma diversa, dalla classica “mattonella”, alla pirofila, o ancora alla coppa. Ma pur sempre lui, il tiramisù, questo Signor Classico :D

La mia ricetta per questo voluttuoso dolce è sempre (e sempre stata) la stessa, quella che la mamma mi ha mostrato un giorno, scritta sul retro di un'ingiallita pagina stampata, con una matita poco temperata e le dosi in cucchiai o “q.b.
Non è un dolce inflazionatissimo a casa mia, sebbene mio fratello lo adori (tanto che al ristorante, anche di fronte a dessert particolari ed elaborati, sceglie sempre, immancabilmente, l'abbinamento savoiardi-mascarpone-caffè, quando c'è, ovviamente). Forse perchè io personalmente preferisco sperimentare, evolvermi, e difficilmente ripropongo la stessa, identica, ricetta. O forse per il brivido provocato di quel mezzo kg di mascarpone che abbraccia quegli innumerevoli tuorli. Non so, fatto sta che era più di un anno che non pensavo di prepararlo.
Poi stamattina, mentre spostavo files dividendoli in ragionate cartelle durante la colazione, il mio cuore ha palpitato.
Conoscete già la mia accesa passione per il caffè, aggiungetevi la mia “voglia” (ancora, sì) di qualcosa di avvolgente e confortante, che sappia un po' di "casa" (visto l'imminente trasferimento a Milano), completate con la ricerca di un dolce per una cena e... e no, niente tiramisù!
I Classici sono grandi perchè riusciamo ad adattarli a ciò che viviamo e sentiamo. (convinzione di una ex classicista che ha passato cinque anni cercando di appassionarsi il più possibile a ciò che studiava trovando una corrispondenza con ciò che davvero la interessava e coinvolgenva, altrimenti è dura farsi rimanere in testa signori del calibro di Cicerone o Hegel ;) )
E allora?

Allora ecco qui un tiramisù talmente stravolto che non ha più nemmeno il nome della sua ispirazione, ma che di lei mantiene i sapori avvolgenti, i toni vigorosi del caffè, la morbidezza delle uova montate con lo zucchero, la rotondità del gusto delicato della ricotta (alternativa più che pregevole al mascarpone) e la sensualità delle scaglie di cioccolato che risvegliano, di tanto in tanto, le papille, cullate fra crema e crepes.


MILLEFOGLIE DI CREPES AL CAFFE' CON CREMA DI RICOTTA E SCAGLIE DI CIOCCOLATO


  • INGREDIENTI

Per circa 10 crepes

150 g di farina
1 uovo
200 ml di latte intero
200 ml di caffè preparato nella moka, non troppo concentrato
2 cucchiai di zucchero

Per la crema

500 g di ricotta (o, per i puristi, mascarpone ;) )
120 g di zucchero
2 uova
1 cucchiaio di Marsala (per me Florio, ricordo di una vacanza in Sicilia)

abbondante cioccolato fondente (io ho usato un buon 70%) ridotto a scaglie


  • PREPARAZIONE

Le crepes
Sbattere con una forchetta l'uovo con lo zucchero, aggiungere la farina e mescolare bene con una frusta, in modo da sciogliere ogni grumo. Diluire con il latte e il caffè.
Lasciare riposare per mezz'ora.
Scaldare un padellino antiaderente, con un diametro che permetta di ottenere delle crepes di circa 20 cm.
Cuocere le crepes fino a esaurire la pastella, impilandole su un piatto.

La crema
Montare a lungo i tuorli con lo zucchero, finchè non saranno diventati molto chiari. Aggiungere il mascarpone e il marsala.
Alla fine incorporate, con delicatezza, gli albumi, precedentemente montati a neve ferma.

Assemblaggio
Foderate con della pellicola trasparente una pirofila con diametro identico a quello delle crepes.
Iniziare ad alternare crepes, crema e scaglie di cioccolato, fino all'esaurimento degli ingredienti.
Riporre in frigorifero per un paio di ore.
Poco prima di servire, trasferite la “torta” su un piatto di portata rotondo e spolverate con cacao amaro e una grattata di cioccolato.



Il risultato è stato davvero un successo. Gli amanti del tiramisù hanno apprezzato questa decisamente curiosa versione nonostante all'inizio l'avessero squadrata scetticamente, mentre i meno tradizionali ci si sono tuffati senza battere ciglio. 
Certo mi sono trovata un po' in difficoltà al momento della fatidica domanda "Cos'è?".
Giusto, come si può definire questo dolce? La torta di crepes non è certo una novità, bellissima quella ideata da Sigrid, ma la mia non era proprio una torta, l'idea era più sul genere “mattonella”. Ma mattonella mi sa troppo di quella certa cosa che ti si blocca di traverso per lo stomaco e che non sembra andar giù nemmeno se per i tre giorni di seguito mangi solo insalata e corri per 10 km al giorno :D
Millefoglie mi sembra più “digeribile” come termine e certo una versione con crepes anziché pasta sfoglia è molto più light della versione classica di questo dolce.
Certo vorrei trovargli un nome più suo, non prestato da qualche collega o cugino.
Suggerimenti? :D

Buon weekend a tutti!