venerdì 24 dicembre 2010



Food Therapy va in vacanza per un po'.
Ci rivediamo a gennaio, con nuove idee, nuove ricette e un nuovo anno ;)
Auguro un sereno Natale a tutti voi, che mi leggete, che commentate, che aspettate i miei post, o che semplicemente passate di qua di tanto in tanto. Grazie.
Un abbraccio
Agnese


(immagine presa dal web)

giovedì 23 dicembre 2010

...e swap fu

E' arrivato è arrivato è arrivato!!!
Che cosa? Il pacco di Susanna, ovviamente!! ; )
Vi ricordate dello SWAP organizzato da UnaZebraApois, cui avevo deciso di partecipare? Ebbene, è finalmente approdato a casa mia, dopo aver attraversato tutto il nord Italia, il pacco preparatomi da Susanna, de Lo scrigno delle bontà.





Questo il contenuto del pacco di Susanna:
- il "Dolse del Redentor": dolce tipico del Veneto, preparato con farina di mais e uvette; la consistenza ricorda quella di una buona frolla, rustica quanto tradizione vuole
- i biscotti Bussolai Essi de Buranei: biscotti molto saporiti tipici appunto di Burano, ottimi
- un infuso molto aromatico a base di fiori e frutti, dal profumo invernale: azzeccatissimo, adoro tè e tisane, e questa è veramente ottima
- un canovaccio con un ricamo che recita il nome del mio blog: questo regalo mi ha davvero commossa, l'ho fissato incredula per non so quanto : )
- una tazza natalizia: in accordo con l'infuso, è già diventata la mia seconda tazza preferita (ho una passione per mug e quant'altro col manico ; )
- un bellissimo alberello di vetro di Murano, decorato a mano: davvero molto, molto, bello.

Vorrei innanzitutto ringraziare Alessandra (alias la Zebra), per aver organizzato tutto questo. Mettere in contatto noi food blogger di tutta Italia attraverso dei regali... è qualcosa di molto bello, mi piace pensare come si venga a creare una "rete" che attraversa spazio, età, tradizioni, grazie a una passione.
E' stato davvero speciale pensare, progettare i prodotti giusti da confezionare, quelli che portassero un po' di me e un po' dei luoghi dove sono cresciuta.
Essendo stato il mio primo swap non sono mancati i momenti di perplessità e di difficoltà (per esempio una crisi isterica alle undici di sera in cui sfinita dalla lotta con carta e fiocchi mi sono chiesta perchè, cavolo, mi infilo in queste cose, se poi non sono capace : p ), ma la soddisfazione del far partire un bel pacco e l'emozione di vederne uno che arriva a casa tua con sopra scritto un indirizzo, un nome, un paese sconosciuto... beh, ne vale davvero la pena.

Grazie Susanna, ancora e ancora. Un abbraccio, compagna di swap : )

domenica 19 dicembre 2010

Tartufiamo? Ovvero: prove generali per tartufi a lunga conservazione.

I tartufi. Sono un po' il mio punto fermo, so benissimo che per quante sperimentazioni possa assaggiare il loro sapore avvolgente mi accoglierà e mi soddisferà sempre.


Quelli classici (per intenderci, quelli di cioccolato ricoperti da una coltre di cacao amaro) mi ricordano un po' il riccio- metafora de “L'eleganza del riccio”, di Muriel Barbery (non saprei dire quanto ho amato quel libro e anche il rifacimento cinematografico ha risposto a molte delle mie aspettative): discreti e raffinati, senza barocche decorazioni o temperaggi brillanti, forse non accattivanti quanto altri cioccolatini meno “bitorzoluti”, ma con un'anima intensa e vibrante, appassionante.
Ma a parte questo loro aspetto “nobile”, i tartufi sono per me davvero i cioccolatini (sì, dai, allargando un po' le maglie della categoria ci entrano anche loro ; ) più buoni e che più mi piace preparare.
Possono essere declinati in infinite varianti e si realizzano davvero facilmente, in mezzo pomeriggio.
Proprio per il loro prestarsi a diversi accostamenti volevo che fossero il tema dei miei regali di Natale.
Un abbinamento per ogni persona (o, meglio, personalità), un tartufo pensato appositamente per ognuno.
Il problema, però, con i tartufi è la conservazione: palline di panna e cioccolato non sembrano proprio adatte a impacchettamenti ed eventuali soste fuori del frigo.
Stavo per sviare ancora un anno sui biscotti, ma quei tartufi continuavano a ripresentarsi nella mia testa. Volevo che tartufi fossero e tartufi dovevano essere.
(sono piuttosto determinata in generale, ma in cucina un obiettivo mancato mi pesa il doppio, immaginatemi quando sforno torte-mattone o biscotti-ciottoli...)
Mentre sfogliavo libri su libri e passavo al setaccio decine di pagine web nelle quali apparisse almeno una volta, anche en passant, la parola “tartufo”, per riprendermi dall'eccezionale sforzo cerebrale (sì, ogni scusa è buona, lo so), ho preparato un fondant au chocolat.
Mi dispiace deludere coloro che si sono illuminati al leggere questo magico accostamento di parole francofone ma no, quel fondant non è mai stato né fotografato, né assaggiato, né sarà proposto come ricetta.
Perchè, di quel fondant, non è rimasto nulla. Se non dei tartufi.

Ok, momento spiegazioni più che dovuto.
Avevo bisogno di una preparazione per tartufi che mi assicurasse una certa resistenza al tempo e agli sbalzi di temperatura. Ci voleva quindi della farina e una cottura in forno che stabilizzasse il composto.
Quando ho tagliato il fondant per assaggiarlo, l'illuminazione era quasi sottintesa.
Consistenza scioglievole, percentuale di cioccolato più che soddisfacente, umidità sufficiente a... frullarlo.
A questo punto qualcuno starà fissando lo schermo inorridito. Ebbene sì, signore e signori, ho frullato il fondant.
Il risultato è stata una crema morbida e molto simile alla ganache per i tartufi come sapore.
Frigo e poi, armata di cucchiaini e cacao in polvere, il fondant au chocolat è stato tramutato in tanti deliziosi tartufi.
Ero ancora un po' perplessa, lo ammetto.
Dopo cena, però, con non chalance ho portato in tavola una piramide di queste cioccolatose palline.
Erano così lontani dai classici tartufi che mio fratello se li è mangiati come patatine.
Ma la conferma del fatto che potessi davvero “spacciarli” come tartufi me l'ha data mio papà che, dopo averne assaggiato uno, ha commentato con una semplice, perfetta, parola: “Scioglievolezza”.

Ora, non perchè voglia convincervi assolutamente a provare questi tartufi, ma posso aggiungere che sono anche più leggeri dei classici? Infatti mentre in quel caso abbiamo un impasto composto praticamente in toto da cioccolato e panna, qui abbiamo anche farina e uova, oltre al fatto che la percentuale di burro è davvero ridotta se notate.

Oggi vi propongo le prime tre versioni (le dosi sono per una quarantina di tartufi di ogni tipo, oppure per un fondant ; )



TARTUFI AL CIOCCOLATO GIANDUIA CON GRANELLA DI NOCCIOLE 


Un cuore scioglievole di cioccolato gianduia, circondato da una velo di cioccolato fondente e ricoperto di granella di nocciole. Vi ricordano per caso dei famosi cioccolatini? Beh, sì, si avvicinano molto...
  • INGREDIENTI

200 g di cioccolato fondente
un cucchiaio di cacao amaro in polvere
120 g di burro
120 g di farina setacciata
3 uova
90 g di zucchero

250 g di granella di nocciole
250 g cioccolato fondente (70%)

  • PREPAZIONE

Preriscaldare innanzitutto il forno a 160°C.
Far fondere il cioccolato con il burro. Una volta sciolti mescolarli in una terrina con zucchero e farina. Aggiungere le uova ad una ad una, facendo assorbire ognuna singolarmente.
Versare in uno stampo foderato con carta da forno e cuocere per 30-40 minuti (il risultato dev'essere sodo ma non asciutto, quindi la prova stecchino non vale ; )

Lasciare raffreddare. Tagliare a pezzi e porre nel mixer. Frullare (aggiungerei un “senza pietà”, ma so che perderei credibilità ; ) aggiungendo, se necessario, una goccia di latte.
Lasciar solidificare il composto in frigo per almeno un'ora (io l'ho lasciato tutto il pomeriggio).

Nel frattempo, sciogliere il cioccolato fondente e versare la granella di nocciole in un piatto fondo.
Sistemare un foglio di carta da forno su una teglia.
Trascorso il tempo di raffreddamento, riprendere il comporto e ricavarne delle palline della grandezza di una nocciola. Passarle nel cioccolato fondente e poi nelle nocciole tritate. Sistemare sulla carta da forno e far solidificare in un luogo fresco.
Quando saranno pronti, sistemare in un contenitore ermetico, in frigo, in attesa di essere confezionati (o mangiati ; )



TARTUFI CON CIOCCOLATO BIANCO E COCCO



Ho modificato la ricetta del fondant in modo che fosse adatta al cioccolato bianco: ho quindi diminuito lo zucchero e scelto uova piccole (servono per la struttura, in quanto “montano” essendo aggiunte una alla volta, ma il cioccolato bianco copre meno il loro sapore, quindi se non volete rischiare l'effetto “frittata” utilizzatene o di più piccole o portate il numero delle stesse da 3 a 2).
Questi sono stati i più graditi. Per quanto a me personalmente l'abbinamento cioccolato bianco- cocco non faccia impazzire, ammetto che è un colpo sicuro ad alto tasso di golosità...

  • INGREDIENTI

250 g di cioccolato bianco (la qualità è sempre importante con questo tipo di cioccolato)
110 g di burro
un cucchiaio di cocco a scaglie
80 g di zucchero
2 o 3 (se piccole) uova
120 g di farina setacciata

cocco in scaglie q.b.
un cucchiaio di zucchero a velo

  • PREPARAZIONE

Sciogliere il cioccolato con il burro. Versarli in una terrina e mescolarli con la farina, lo zucchero e il cocco. Aggiungere le uova ad uno ad uno, avendo cura che il precedente venga completamente assorbito.
Versare in uno stampo foderato di carta forno e cuocere per 30- 40 minuti.
Lasciar raffreddare, tagliare a pezzi e mixare fino a ottenere un composto morbido (se necessario aggiungere qualche cucchiaio di latte).
Porre in frigorifero per almeno un'ora, perchè si solidifichi.

Terminato il raffreddamento riprendere il composto.
Versare in un piatto fondo il cocco mescolato allo zucchero a velo. Aiutandosi con un cucchiaino formare delle palline grandi poco più di una nocciola e passarle nel cocco.
Sistemare in un contenitore a chiusura ermetica e conservare in un luogo fresco.


TARTUFI DI CIOCCOLATO FONDENTE, CON ARANCIA E GRAND MARNIER



Cioccolato fondente e arancia è un abbinamento che apprezzo sempre molto. La nota alcoolica rende più profonde le note del cioccolato e più profumate quelle dell'arancia. Una spolverata di cacao e...

  • INGREDIENTI

200 g di cioccolato fondente (70%)
il succo di un'arancia + la sua scorza
125 g di burro
90 g di zucchero
120 g di farina
3 uova
Grand Marnier (o altro liquore a scelta) qunato piace

cacao amaro

  • PREPARAZIONE

Sciogliere il cioccolato fondente con il burro.
Nel frattempo spremere l'arancia e grattarne la scorza. Versare il cioccolato con gli altri ingredienti (eccezion fatta per le uova) in una terrina e miscelarli bene.
Aggiungere le uova uno alla volta, assicurandosi che ognuno venga ben montato singolarmente.
Versare il composto in uno stampo e porre in forno per 30-40 minuti.
Una volta pronto e raffreddato frullarlo in un mixer con qualche cucchiaio di latte se necessario.
Far solidificare il composto cremoso in frigorifero per almeno un'ora.

Una volta raggiunta la giusta consistenza prelevarlo dal frigo e ricavarne delle palline. Passarle nel cacao amaro e sistemarle in un contenitore a chiusura ermetica. Conservare in un luogo fresco fino a utilizzo.


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Note:

1. come sciogliere il cioccolato:
- per i puristi: bagnomaria.
versare il cioccolato spezzettato in un contenitore e porlo su un pentolino con dell'acqua in ebollizione. fondamentale che né il contenitore né il cioccolato (soprattutto!) entrino in contatto con l'acqua.
- metodo micro
versare il cioccolato ridotto in pezzetti in un contenitore idoneo al passaggio in microonde.
moderare la potenza sui 450-500 (il mio fa solo i 450 per poi passare ai 600, ma 500 è l'ideale) per 1 minuto e mezzo.
mescolare e ripetere fino a completo scioglimento.

ndr: per quanto io sia e mi sia rivelata una microonde addicted, sciogliere il cioccolato nell'appena citato apparecchio mi mette un po' d'ansia, quindi vado di bagnomaria. Ma, a parte ansie della sottoscritta, volete mettere l'atto puramente edonistico del mescolare lentamente il cioccolato che si scioglie, inalando i suoi caldi vapori che vi sfiorano con il loro profumo avvolgente...? No, non c'è paragone ; )

2. I tre tartufi sono preparati con la stessa ricetta-base, quindi alcuni procedimenti si ripetono, per semplificare riassumo qui i punti principali:
- temperatura del forno: dolce, attorno ai 160°C
- tempo di cottura: 30-40 minuti; in ogni caso, assicuratevi che non si asciughi troppo, la cremosità è fondamentale
- le uova: devono essere aggiunte una alla volta, montando ciascuna con le fruste (elettriche o a mano, come preferite, io mi sono affidata al K. A.), solo così garantiscono la crescita di volume e la giusta texture al composto

3. la conservazione: attestata la perfetta sopravvivenza per la settimana. Ma secondo i miei calcoli se conservati in frigo possono tranquillamente arrivare ai dieci giorni.
Congelandoli... beh, penso possano essere assaggiati anche dalla Befana ;)
Io vi raccomando comunque di tenerli o in frigo o in un luogo molto fresco (vedi sottoscala per me), ma affrontano senza alcun cedimento 20 minuti di macchina riscaldata e un tè più chiacchierata fra ragazze (quindi calcolate dalle 2 alle 3 ore totali lontano da un luogo refrigerato)

Dopo essermi dilungata sulle attività del weekend di un'eretica Vianne (quel film è terribile per la voglia di cioccolato che ti fa venire... ; ) aspetto i vostri pareri: cosa ne pensate di questi miei tartufi?
Nel frattempo vi auguro un ottimo lunedì : )

giovedì 16 dicembre 2010


Oggi vorrei parlarvi di una mia amica e delle sue creazione col fimo.


Lei si chiama Irene, ha la mia stessa età e siamo diventate amiche attraverso i cinque anni di liceo classico che abbiamo condiviso. Ora che ognuna imboccato la propria strada, è bello vedere come le passioni reciproche si definiscano e prendano piede, come la personalità di ognuna muti e diventi più “sua” e adulta.
Proprio mentre fotografavo i suoi regali riflettevo su come è strano ritrovarsi dopo “pochi” mesi dalla fine del liceo a parlare e riscoprire persone anche molto diverse da come ti sembravano dietro quel banco in quella classe. Sembra davvero che con la scelta dell'Università (o comunque uscendo da un contesto di scuola “dell'obbligo”) ognuno scelga se stesso e lo diventi un po' di più.
Così ci si ritrova a trascorrere piacevoli serate in un bar, con vecchi compagni di classe, un po' a ricordare, un po' a raccontare, un po' a scoprire.

Seguendo quest'idea, domenica scorsa ho accettato l'invito di Irene e sono andata a trovarla al Castello di Galliate, dove, in occasione di una piccola fiera, esponeva i suoi lavori.
Ritrovarmi davanti tutti questi capolavori, più o meno variopinti, ha costituito un piccolo momento di meraviglia.
Irene sfruttando questa pasta plastica crea qualsiasi tipo di oggetto o accessorio, con come unico limite la fantasia: orecchini*, anelli*, braccialetti* con charms, collanine*, piccoli specchi, cornici, accessori per i capelli...
Il tema delle sue rappresentazioni penso si possa definire con un unico aggettivo: kawaii.
Frutti con facce, cookies, torte, nuvolette di panna, candies... insomma, tutto ciò che può essere carino e dolce, in ogni modo.
I miei occhi ovviamente hanno iniziato a brillare di fronte alle bellissime riproduzioni a tema food: estremamente dettagliate e curate, oltre che davvero realistiche.
C'è stato un colpo di fulmine con una piccola mela verde, paffuta e con una smorfia davvero carina, che ho subito adottato *.*


Irene poi mi ha regalato due fermagli per capelli decorati con ciuffetti di panna e cookies al cioccolato: bellissimi!



Oltre a ringraziarla vi consiglio di andare a dare un occhiata alla sua pagina Facebook:

Per ulteriori info vi lascio inoltre i suoi contatti:

Irene Piana
sakura_kiss@live.it


(Irene effettua anche spedizioni per chi volesse ordinare qualcuna di queste meraviglie)

* gli oggetti di bigiotteria sono realizzati in argento.

martedì 14 dicembre 2010

Kindness

Ho già parlato di lei e del suo libro. Oggi vi propongo la seconda ricetta che provo da “Regali golosi”. La ricetta originale è quella della “torta yogurt e mirtilli”, cui ho però apportato alcune modifiche. Ho tralasciato i mirtilli e profumato il tutto con scorza di limone e vaniglia, oltre a scegliere il formato “mini”.
Morbidi, umidi, profumatissimi e freschi. Ottimi. (e light ; )



MINI CAKES CON YOGURT, AL LIMONE E VANIGLIA

  • INGREDIENTI

250 g di yogurt magro
200 g di farina 00
50 di amido di frumento
100 g di zucchero
80 g di olio (per me extravergine di oliva)
2 uova (anziché 2 uova e 2 tuorli)
un cucchiaino di lievito per dolci
la scorza di un limone
un cucchiaino di estratto di vaniglia

PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 160°C.
Sbattere le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungere gli altri ingredienti liquidi, gli aromi e poi le polveri setacciate.
Versare in uno stampo per muffins e infornare per 20 minuti, prova stecchino. (se scegliete di preparare un singolo cake, la cottura diventa di 50 minuti).

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Posto questa ricetta per ringraziare Sigrid, che con una gentilezza e una disponibilità uniche ha risposto puntualissima a una mia mail. È davvero bello conoscere persone che non solo fanno il loro lavoro con passione e dedizione, ma che rendono disponibili agli altri le loro conoscenze senza egoismi.
Gentilezza, ce ne vorrebbe di più.

lunedì 13 dicembre 2010

Di cenette al volo e di bisogno di vacanze : )


Posto al volo prima di crollare nel letto. Scusatemi ma in questi giorni non solo mi manca il tempo (il semestre è agli sgoccioli!), ma anche le forze (mentali e fisiche) per pensare una ricetta e mettermi ai fornelli. Ma tornerò presto, anche perchè la mancanza delle visite ai vostri blog si sente ; )
Stasera però ci tenevo a darvi la ricettina della mia cena. Altro piatto 0% (vi rimando a questo post per l'illustrazione di questa mia “filosofia” mangereccia ; ), velocissimo e semplicissimo (se l'ho preparato io, che sono tornata dall'università alle sette, significa davvero che impiega un dispendio di energie minimo), sano ed equilibrato.
No, non mi sono dimenticata la cosa più importante: oltre a fare bene e a non appesantire questo secondo è anche sfiziosissimo. Melanzane saltate in padella con un pestato di aglio, peperoncino e olive, abbinate a filetto di merluzzo abbrustolito a pezzettoni (sano e pratico: avete presente quelle confezioni blu nel reparto surgelati...? ; )
Anche stasera, insomma, cenetta gustosa e appagante, ma davvero leggera. Da provare.



MELANZANE E MERLUZZO SALTATI IN PADELLA, CON AGLIO, PEPERONCINO E OLIVE

  • INGREDIENTI (per una persona)

2 melanzane di medie dimensioni
100 g di merluzzo surgelato
un spicchio d'aglio
un peperoncino piccolo
un cucchiaio di olive nere (quelle buone, evitiamo la tristezza delle olive denocciolate che sembrano pongo, please ; )
sale & pepe q.b.

  • PREPARAZIONE

Lavare le melanzane e tagliarle a cubetti. Metterle in una padella con l'aglio, il peperoncino e le olive finemente tritate e pestati con il sale e il pepe. Far saltare a fiamma vivace. Quando inizieranno ad abbrustolirsi, coprire e lasciare cuocere a fuoco moderato per una decina di minuti. Nel frattempo far scongelare il merluzzo nel micro (o tirarlo fuori dal freezer preventivamente).
Sistemare le melanzane in modo che occupino metà padella e nella metà libera “grigliare” il merluzzo tagliato a cubotti (questo è un metodo altamente scientifico, vorrei farvelo notare... ; ).
Quando il pesce sarà ben cotto farlo saltare con le verdure.
Se volete, aggiungere un filo d'olio extravergine d'oliva, a crudo.

giovedì 9 dicembre 2010

Un cookie non troppo "carino e coccoloso"

I frutti rossi, bacche di sottobosco caratterizzate da una spiccata e pungente acidità, che in torte e biscotti è sempre mitigata dall'abbinamento con ingredienti molto dolci (cioccolato bianco o panna in primis).
Invece questa volta, sempre per rimanere della serie “mi piacciono dark e insoliti” (ovviamente parlo solo di sapori ;), ho curiosamente accostato questi piccoli frutti aspri rosso-viola a croccanti scaglie di amaro e nero cioccolato fondente.
Ecco a voi la ricetta: lasciatevi stuzzicare da questi cookies che, sebbene non troppo dolci e un po' pungenti, hanno riscosso un certo successo.



COOKIES CON CIOCCOLATO FONDENTE E FRUTTI ROSSI

  • INGREDIENTI

250 g di farina
150 g di zucchero
175 g di burro
1 uovo
100 g di cioccolato fondente spezzettato con un coltello (l'aroma non è lo stesso, ma si possono tranquillamente usare delle più pratiche gocce)
75 g di frutti rossi disidratati
2 g di lievito per dolci
2 g di ammoniaca per dolci

  • PREPARAZIONE

Impastare velocemente tutti gli ingredienti. Porre in frigorifero l'impasto avvolto nella pellicola trasparente per almeno mezz'ora.
Nel frattempo portare il forno a 175 °C.
Una volta raffreddato, tirare fuori l'impasto dal frigo. Foderare una placca da forno con un foglio di carta da forno e formare i biscotti prelevando noci di pasta e schiacciandole leggermente.
Infornare per un quarto d'ora, fino a doratura.
Lasciare raffreddare su una griglia per dolci.



Ottimi sgranocchiati davanti al pc, scrivendo o leggendo, con un buon tè ai frutti rossi, ma anche con il classico bicchiere di latte freddo (qualcuno mi saprebbe dire qualcosa di meglio dei cookies nel latte freddo? Io vivrei di questo ;)

martedì 7 dicembre 2010

Cinnamon shortbreads


Londra. Londra in questi giorni profuma di freddo e di neve, di persone, tante persone diverse, profuma di shopping natalizio, di fiato corto e di alito che si condensa nell'aria, di caffè lungo e amaro, di tabacco, della pelle dei chiodi dei punk, della cipria sul viso delle donne, della carta inumidita dei giornali distribuiti per strada, di asfalto. Londra profuma di fantasie tartan, di ottimo tè fumante servito in tazze candide, di biscotti al burro.
E' bella Londra in questi giorni? Oh, sì, deve esserlo.
Io non sono là, ho solo, semplicemente, appena sfornato dei profumatissimi shortbreads. 


Gli shortbreads sono probabilmente fra i biscotti con la più alta percentuale di burro nell'impasto. Della loro preparazione mi piace particolarmente il momento della “spezzatura”: le narici vengono inebriate del profumo di burro e la pasta croccante produce un suono irresistibile.
Non li faccio spessissimo, ma questi, così “cannellosi” li ho rifatti due volte nel giro di tre giorni.
Very british con una tazza di tè, ma io, personalmente, non riesco a resistere all'accompagnarli a un bicchiere di latte gelido. 





SHORTBREADS ALLA CANNELLA (E CHIODI DI GAROFANO)

  • INGREDIENTI

350 g di farina 00
210 g di burro
140 g di zucchero
un pizzico di sale
3 chiodi di garofano pestati
due cucchiai di cannella (o più, o meno, dipende da quanto vi piace ;)

  • PREPARAZIONE

Mettere tutti gli ingredienti nel mixer e azionare. Quando si sarà formata una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e metterla in freezer per mezz'ora.
Nel frattempo preriscaldare il forno a 180°C.
Trascorso il tempo di riposo, riprendere la pasta e stenderla con un mattarello su un foglio di carta da forno. Posizionarlo nella teglia e inciderlo a formare dei rettangoli regolari.
Infornare la pasta così stesa per 20- 30 minuti, finchè non saranno dorati e croccanti.
Una volta sfornati, attendere che raggiungano una temperatura accettabile per i polpastrelli e spezzare la pasta stesa seguendo i tagli precedentemente fatti. Lasciar raffreddare su un gratella per dolci.

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SFOGLIANDO UN CAVOLO

Questa ricetta è la prima che provo del libro “Regali golosi”, di Sigrid. Ho sempre seguito la Cavoletta dal blog e mi ha sempre ispirato molta simpatia, per come scrive, ironica ma precisa, per le piccole finestre che discretamente ci apre sulla sua vita, per come racconta, per le citazioni colte lasciate scivolare en passant, per la familiarità e la professionalità con le quali risponde ai commenti. Ovviamente, poi, per come e cosa cucina. Mi piace perchè la sua cucina pur essendo profondamente legata alle sue origini (piatti dal sapore belga li troviamo molto spesso come protagonisti dei suoi post) è aperta a interessanti e appassionate sperimentazioni, non solo verso accostamenti di sapori inediti e inusuali, ma anche verso i piatti tradizionali di altre culture, da quella italiana a quella giapponese, passando per i paesi anglofoni.
La sua è una cucina multiforme e multicolore, così come il suo libro. “Regali golosi” farebbe pensare ai classici biscotti, alle intramontabili marmellate e confetture, ai sempre graditi cioccolatini... e invece no. O, meglio, sì, per una parte, per l'altra invece abbiamo proposte interessanti e accattivanti, dal dolce al salato, dal biscottato allo spalmabile, dal condimento all'ammazza caffè. Il tutto ovviamente curato nei minimi dettagli da un intransigente gusto estetico, con una nota di american foodstyling, forse, ma comunque all'insegna dell'eleganza dettata dalla semplicità. Un vero piacere da sfogliare. E da assaggiare.

Qualche indicazione?
Sigrid la trovate qui.
Il suo libro lo potete ordinare invece qui.
Altrimenti entrate in una libreria, dirigetevi nel settore “cucina” e buttate l'occhio fra le novità ;)

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English version

I've just taken out from the oven these delicious cinnamon shortbreads. Their flavour is so intense that I couldn't think of London and its atmosphere.
The recipe I've used is extrapolated from Sigrid's new book “Regali golosi” (you can find her blog here or directly booklet her book here).



CINNAMON SHORTBREADS

  • INGRENDIENTS

350 g of white flour
210 g of butter
140 g of sugar
a bit of salt
3 grinded cloves
2 spoons of cinnamon

  • METHOD

Mix all the ingredient in an electric mixer. Put the kneading in the fridge for about 30 minutes.
In the meantime preheat the oven up to 180°C.
When the oven has reached the temperature, take the mixture from the fridge and make a regular layer of it on a oven plaque. With a knife, engrave a sort of grill on the layer.
Bake for 20 minutes: it has to become bronzed and crunchy.
When it has got a bit cold, break the layer following the grill, in order to obtain many small rectangulars.

lunedì 6 dicembre 2010

Quano le ho scoperte non riuscivo a crederci. Non solo ciò che creano è stupefacente, ma è anche dettato esclusivamente dalla passione, nient'altro.
Ho sempre provato una profonda stima per tutti coloro che avessero una passione e che riuscissero a trasmetterla e coltivarla. Perchè chi ci mette passione brilla, non c'è niente da fare.
Con immenso piacere, quindi, vi presento

     

Ovvero lo speciale natalizio di questa rivista virtuale free publishing, curata magistralmente da Juls e da altre bravissime blogger.
Questo numero è particolare perchè vi troviamo l'interpretazione del Natale non sotto la solita luce di ricette (che comunque non mancano) e d confezioni regalo, ma da un punto di vista più umano, quello delle tradizioni, dei ricordi, delle atmosfere.
A me è piaciuto proprio tanto.
Volete scaricarlo? Niente di più semplice, basta clickare qui

domenica 5 dicembre 2010

0%: fast, light but so goooood.


(English below)

Per quanto io adori dolci ipercalorici e dal contenuto di colesterolo non trascurabile, il problema “accumulo di cellule adipose su fianchi, pancia e cosce” mi spinge a ripiegare su piatti absolutely light per quanto riguarda i pasti ordinari.
Se in passato ero così attenta a contenuti calorici, grammature di carboidrati e percentuali di grassi saturi e non degli alimenti da risultare maniacale, ora il mio rapporto col cibo si è evoluto e, sebbene i sensi di colpa spesso mi ronzino ancora nelle orecchie come zanzare in notti estive, cerco di mangiare sano ma con gusto, concedendomi qualche strappo di qua e di là, senza però dimenticare di muovermi a sufficienza.
Così ho deciso di proporvi, accanto a ricette con dovizia di burro e cioccolato, anche le mie preparazioni strategiche: piatti light, sani ma gustosi, per risolvere pranzi e cene senza sensi di colpa ma con la pancia piena :D
Fil rouge di queste mie sperimentazioni è l'assenza di grassi: tento di sostituire il condimento con altri insaporitori (soprattutto spezie e aromi vari) che non incrementino il numero delle calorie.
Sono stata molto combattuta sul fatto di postare o meno quelli che sono i miei “piatti 0%”, ma alla fine ho pensato che a tutti, ogni tanto, può venir voglia di una ricetta leggera e sana in tutto e per tutto.
Da quale partire, dunque? Semplice, da quella preparata per il pranzo di oggi.
Di solito opto per piatti molto meno elaborati, ma oggi non avevo particolari impegni a parte studio e un'uscita pomeridiana, quindi perchè non inventarsi qualcosa di nuovo per il pranzo?
Ho quindi trasformato il classico flan di verdure con panna e uova nella sua versione 0%.
Sicuramente non avrà il gusto e la consistenza scioglievole del suo parente contenente la crema di latte, ma, vi assicuro, questo flan è ottimo.
Composto in prevalenza da broccoli e cavolfiore, ho usato come sostanza legante l'albume e dato al tutto un tocco di gusto in più aggiungendo la croccantezza di una crosticina di parmigiano in superficie.
Ah, particolare non certo trascurabile: l'ho cotto in microonde (si può tranquillamente preparare in forno, però, soprattutto se il vostro micro non ha la funzione grill)
Fast, light but so good.



FLAN DI BROCCOLI E CAVOLFIORE CON CROSTA DI PARMIGIANO

  • INGREDIENTI

200 g di cavolfiore cotto al vapore
300 g di broccolo verde cotto al vapore
1 spicchio d'aglio
200 ml di latte scremato
1 albume
sale
pepe
parmigiano reggiano

  • PREPARAZIONE

Frullare le verdure con il latte, aggiungere l'albume, l'aglio, il sale e il pepe.
Versare in una pirofila adatta alla cottura in microonde e ricoprire di parmigiano.
Far cuocere per 3 minuti alla massima potenza. Lasciare riposare per 2 minuti e poi completare la cottura con altri 3 minuti alla massima potenza.
Far arroventare il grill e infornare nuovamente finchè la crosta non si sia scurita e sia diventata croccante.
Servire tiepido.

Per chi volesse cuocerlo in forno: mezz'ora a 200°C + grill.


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English version

This is a very tasty recipe with 0% fats. I love this kind of food, which let me eat light and healthy, without renounce at having a good lunch or dinner.
This flan is made with cauliflower and broccoli, the special touch is given by a superficial crust of Parmesan cheese.
I've cooked it in the microwave, but if don't want to use it or if your microwave haven't got grill optional you can use the classic oven.



BROCCOLI AND CAULIFLOWER FLAN WITH PARMESAN CRUST

  • INGREDIENTS

200 g of boiled cauliflower
300 g of boiled broccoli
1 album
200 ml of 0% fats milk
garlic
salt
pepper

Parmesan

  • METHOD

Put in an electric mixer the vegetables with all the others ingredients (except from Parmesan).
Mix it and then put the result in a heat- resistant dish for microwave oven.
Cook for 3 minutes at the maximum potency. Let it rest for about 2 minutes and then cook for more 3 minutes.
Put the microwave on the grill function and let the flan grill until the Parmesan has became crunchy and bronzed.

If you want to prepare it in the classic oven cook the flan for about 30 minutes at 200°C. Finish with 2 minutes of grill to make the crust.

sabato 4 dicembre 2010

Proust aveva le madeleines...

(English below)

… io ho la caramel fudge cake!
Per comprendere il parallelismo dobbiamo tornare a quando un'Agnese bambina diceva rigorosamente no a qualsivoglia tipo di caramelle. Non è che non mi piacessero, le trovavo semplicemente poco entusiasmanti: zucchero colorato e aromatizzato, bah. Certo ero strana già da bambina :D
Una tipologia di caramelle faceva però eccezione: golose caramelle mou avvolte in una carta rossa dai profili gialli, firmate da un nome azzurro intenso. Le adoravo. Mi affascinavano molto di più dei classici confetti colorati perchè avevano un gusto tondo e un po' enigmatico... dolce, ma con un sottofondo amaro e con quell'aroma di vaniglia...
Ecco, quelle sono state le caramelle della mia infanzia. Non ne ero comunque una mangiatrice professionista, ma se mi ritrovavo davanti un sacchetto di caramelle la mia scelta ricadeva sicuramente su quelle.

Quando ho visto questa torta da Genny, quindi, un campanello ha iniziato a trillarmi in testa.
Che avesse quel sapore?
Mi sono sentita in dovere di verificare ;)
Capita che certe ricette colpiscano così, immediatamente, e che saltino con spudorata nonchalance tutte le altre ricette che attendono pazientemente nella to do list per atterrare direttamente nel forno, in tempo record.
Ricetta letta, ricetta fatta, torta mangiata.

È lei.
L'aroma è lo stesso, se non ancora più coinvolgente. Il profumo è quello della vaniglia e della panna. La consistenza è meravigliosa: compatta e scioglievole grazie al mou all'interno dell'impasto. Il colore è stupendo: ambra scura.
L'ho assaggiata e nella mia mente hanno iniziato a scorrere immagini della mia scuola materna, del grembiulino col colletto bianco, delle altalene di legno nel cortile, delle sedie in legno formato mignon, delle maestre, dei nomi di noi bambini abbinati a un animale di un certo colore a seconda del gruppo...
La mia madeleine.

Non è difficile, bisogna solo porre un po' di attenzione nelle fasi iniziali, quelle di preparazione del caramello (per la cronaca: la sottoscritta ha sempre avuto un pessimo rapporto con il sopracitato composto; storie di pentolini irrecuperabili, di creme caramel che si sono rassegnati a rimanere semplici budini alla vaniglia, di croccanti risolti in hg di zucchero rimasto sabbioso... e via discorrendo. Ma ora ho trovato il metodo infallibile per ottenere il caramello perfetto, leggete la ricetta :), per il resto è come cucinare una normale torta.
Quella di Genny era più alta e all'apparenza più soffice, io ho optato per uno stampo di maggiori dimensioni e per una cottura meno prolungata: volevo provare a ottenere una consistenza tipo “fudge”. Esperimento riuscito ;)

A casa è piaciuta parecchio, mio fratello ha però puntualizzato (so che leggi e per questo uso questo verbo ;p) che delle scaglie di cioccolato fondente non avrebbero stonato. In effetti anche secondo me potrebbero starci davvero bene. Next time.

Eccovi la ricetta, provatela.



CARAMEL FUDGE CAKE

  • INGREDIENTI

250 g di farina
200 g di zucchero
200 ml di panna UHT (Genny ne mette 125, sostituendo con essa la creme fraiche che prevedeva la ricetta originale, di Tessa Kiros; io ne ho usati 200 ritoccando però la dose di burro in modo da mantenere le proporzioni di materia grassa)
125 ml di latte fresco intero
80 g di burro
3 uova
una stecca di vaniglia
6 g di lievito per dolci
un pizzico di sale

  • PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare e cospargere di zucchero* uno stampo.
Mettere in un pentolino panna, latte e burro, porre con la stecca di vaniglia aperta per il lungo su un fuoco dolce, in modo che il burro si fonda senza scaldarsi però eccessivamente mentre si prepara il caramello.
Far arroventare un pentolino (fondo non antiaderente, altrimenti non caramella!). Quando è ben caldo, versare lo zucchero. Non mescolarlo finchè non si vedranno i bordi iniziare a sciogliersi e caramellarsi. A quel punto far roteare il pentolino. Quando almeno la metà dello zucchero è caramellato si può iniziare a mescolare con un cucchiaio di legno, finchè non è completamente sciolto e ha assunto un colore biondo scuro.
Versare il latte con la panna e il burro sciolto (togliere la stecca di vaniglia!) sul caramello. Il composto potrebbe rapprendersi: non preoccupatevi, basterà rimetterlo sul fuoco perchè si sciolga nuovamente. Quando il mou ha assunto un aspetto omogeneo versarlo in una terrina e lasciar raffreddare.
Aggiungere un uovo alla volta, facendoli assorbire ad uno ad uno con una frusta.
Per ultimi aggiungere farina, sale e lievito, setacciati.
Versare nello stampo e infornare per 30 minuti.

Come servirlo? Io l'ho assaggiata a colazione col latte gelido (mmmmh) e a merenda così com'è (foto per l'appunto scattata in una pausa dolce durante la sistemazione degli appunti di storia economica). Consiglio però di servirla tiepida con del gelato alla vaniglia...

* Ultimamente quando preparo torte dal colore scuro cospargo lo stampo con lo zucchero, così da evitare quelle antiestetiche chiazze bianche una volta sformato. In più lo zucchero in cottura forma quella crosticina...

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English version:

This is a very particular cake with a special ingredient: caramel mou! It's very good, especially for the dense thickness and the warm vanilla flavour.
It has reminded me of some mou candies that I used to eat when I was a child. They're very similar.

CARAMEL FUDGE CAKE

  • INGREDIENTS

250 g of white flour
200 g of sugar
200 ml of cooking cream
125 ml of milk
80 g of butter
3 eggs
vanilla flavour
6 g of baking powder
salt

  • METHOD

Preheat the oven up to 180°C.
In a pot, heat the milk, the cooking cream and the butter with the vanilla flavour.
In an another pot prepare a caramel with the sugar.
Mix the caramel with the milk, the cooking cream and the butter.
In a bowl mix add to the mou one egg: when it is completely absorbed add another one and so on.
In the end, add the powders.
Put the preparation into a cake tin. Bake for 30 minutes.

I think it could be fantastic if served with vanilla ice cream.

sabato 27 novembre 2010

A total white cake for a total white day?


(English below)

Ieri mattina, aprendo la finestra, soffici fiocchi di neve grandi come noci mi hanno salutata vorticando nel cielo ancora notturno. Niente Uni, va bene :)
Ormai ero sveglia, però (la mia testa inizia subito a ingranare appena apro gli occhi: idee, cose da fare, appuntamenti, studio, sogni fatti...), così anziché tornare a letto mi sono diretta in cucina.
Ho messo su il caffè e mi sono appostata alla finestra, un po' stranita, ma molto meravigliata, ad osservare quella coltre bianca che aveva già ricoperto ogni cosa, mentre sgranocchiavo la mia mela.
Il cielo si era vanitosamente tinto di sfumature rosa- viola e tutto era immerso in quel silenzio innaturale che crea la neve, capace di inghiottire ogni rumore.
Salito il caffè, mi sono seduta al tavolo: rivista, mug fumante e una fettina di torta, la mia colazione ideale.
La “fissa” di leggere qualcosa durante la colazione devo averla presa da mia madre: per lei la colazione è un momento di assoluta tranquillità, si siede, sfoglia un giornale, mangia il suo yogurt lentamente, sbocconcella qualche biscotto tuffando la mano nella biscottiera... poi all'improvviso si alza, tazza di caffè alla mano e va a vestirsi, solo in quel momento tutto si velocizza e la giornata inizia davvero.
Anche per me la colazione è in “modalità bradipo”. Forse perchè è il pasto che preferisco più di tutti, forse perchè mentre mangiucchio e leggo nella mia testa si forma la timetable della giornata, non so, ma difficilmente le dedico meno di un'ora.

Dunque colazione con neve. Guardavo fuori della finestra e intanto mi gustavo la torta preparata giovedì pomeriggio. Pensando: guarda un po', preparo una total white cake e il mattino dopo l'assaggio sommersa dalla neve.
Total white cake?
Ebbene sì. Sebbene la mia preferenza vada in assoluto alle torte “umide”, questa volta ho voluto tornare alla classica torta soffice, alta e profumata.
La ricetta? Assolutamente inventata anche questa! Avevo del cioccolato bianco in dispensa e dato che non lo amo molto nature (se fino alla terza media ero solita mangiare tavolette di cioccolato bianco con le nocciole a merenda, ora invece lo trovo troppo stucchevole e spesso troppo grasso) stavo da qualche giorno pensando a come riciclarlo in una preparazione al forno.
Come spesso mi accade, i risultati migliori li ottengo qualche giorno dopo che l'ispirazione ha fatto capolino: riesco così a perfezionare l'idea e a creare una ricetta molto migliore di quella formulata subitaneamente (devo dire che in questo l'Università gioca a mio favore: difficilmente infatti riesco a cucinare durante la settimana).
La composizione di questa torta ruota attorno a tre ingredienti principali: albumi, che conferiscono sofficità e leggerezza, formaggio spalmabile e ricotta, utilizzati per stemperare un po' il grasso del cioccolato, permettendo di diminuire il burro senza che la morbidezza ne risenta e cioccolato bianco, per la dolcezza avvolgente.
Il risultato è stato una torta molto alta, estremamente soffice, dalla texture impalpabile.
Il gusto è davvero delicato e per niente stucchevole (ho infatti ridotto lo zucchero al minimo).

In effetti, un po' di neve sa, no? :)


TORTA SOFFICE AL CIOCCOLATO BIANCO

  • INGREDIENTI

150 g di farina 00
150 g di fecola o maizena
125 g di zucchero
3 albumi
60 g di burro
150 g di cioccolato bianco di ottima qualità
90 g di ricotta + 60 g di formaggio spalmabile tipo Philadelphia (o tutto ricotta)
latte q.b.
una bustina di lievito

  • PREPARAZIONE

Preriscaldare il forno a 175°C.
Iniziare sciogliendo il cioccolato bianco a bagno maria insieme al burro.
Nel frattempo lavorare i formaggi con lo zucchero, fino a ottenere una spuma morbida.
Aggiungere le polveri setacciate e il cioccolato col burro. Ammorbidire, se necessario, il composto con un bicchiere di latte.
Infine, incorporare, a più riprese, gli albumi montati a neve.
Versare il tutto in uno stampo imburrato e infarinato, infornare per mezz'ora. Prova stecchino.

Io l'ho spolverata con dello zucchero a velo, ma secondo me è ottima anche farcita con una crema pasticcera (in fondo, avanzano dei tuorli ;) e dei frutti di bosco.

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Yesterday morning, when I opened my window, I found a white- covered landscape: yes, it was snowing!
Astonished, I had breakfast enjoying the wonderful snowflakes swirling in the air and eating a slice of the cake I had cooked Thursday. A total white cake for a total white day!
The main ingredients of this recipe are, in fact, white chocolate, albums and spreadable cheese.
The result is an absolute soft cake, of an impalpable texture. I've appreciated especially the flavour: it's sweet but not cloying.
Here's the recipe.

SOFT CAKE WITH WHITE CHOCOLATE

  • INGREDIENTS

150 g of white flavour
150 g of corn starch (or potato starch)
125 g of sugar
3 albums
60 g of butter
150 g of white chocolate (high quality)
150 of spreadable cheese
about 150 ml of milk
16 g of baking powder

  • METHOD

Preheat the oven up to 175°C.
Melt the chocolate with the butter. In the meanwhile, reduce to foam the cheese with the sugar.
Add the sifted powders and the cream of chocolate and butter. If necessary, correct the mixture with the milk to soften it.
In the and, add the whipped up albums delicately.
Put the preparation into a cake tin. Let it bake for 30 minutes.

If you like, cover with icing sugar or stuff it with cream and blackberries.

mercoledì 24 novembre 2010

Il krumiro col brevetto

Il krumiro è un biscotto tipico della zona di Casale Monferrato.
Divenuto ormai celebre, si trova facilmente un po' ovunque, basti pensare alla nota industria dolciaria che li distribuisce anche nei supermercati.
Vi parlo di questo biscotto perchè ieri sono approdate a casa nostra un buon numero di scatole di latta rosse, direttamente dalla Pasticceria Pontinaro di Casale. 



Questa Pasticceria è l'unica a possedere il brevetto del krumiro, si può dunque affermare che il vero krumiro sia proprio quello che troviamo in queste bellissime scatole.
La leggenda vuole che il biscotto sia stato creato estemporaneamente dall'allora proprietario della Pasticceria Domenico Rossi, una notte di un ben lontano 1870. Dopo aver trascorso la serata in compagnia di alcuni amici seduto al tavolo del suo caffè preferito, Domenico invitò tutti a concludere la serata “in dolcezza” nel suo laboratorio di pasticceria, dove lui avrebbe sfornato e offerto dolci di tutti i tipi e, fra questi, dei biscotti nati da una fantasia del momento. I krumiri.
Subito questi piccoli dolci diventano oggetto di attenzione e ammirazione. Persino troppa: dopo che numerosi laboratori avessero iniziato a vendere i “loro” krumiri, Domenico si vide costretto a chiarire la questione, avvertendo: "Il sottoscritto avvisa la sua numerosa clientela che i veri e genuini Krumiri, specialità di sua invenzione, sono eslusivamente in vendita nel suo negozio di Casale. Diffidare delle contraffazioni ed esigere sulle scatole il nome del sottoscritto".
La consacrazione di “unico autentico krumiro” avviene poi con l'intervento del Sindaco stesso, che pone fine a ogni contraffazione suggellando l effettiva unicità dei Krumiri Rossi con un'apposito riconoscimento.
Le Gazzette del tempo e la tradizione indicano come “anno 0” del Krumiro il 1878.
In quell'anno morì Vittorio Emanuele II e il folklore vuole che proprio in omaggio a quel re “dai baffi a manubrio” ai krumiri venne conferita la nota curvatura.

Pluripremiato e ormai stimato ovunque, la tradizione del vero krumiro è ancora viva nella produzione della Pasticceria Pontinaro. Sebbene siano trascorsi più di cento anni dalla creazione di questo biscotto, i metodi di produzione non sono cambiati, rimanendo intatta l'attenzione nella scelta delle materie prime, la cura nei processi di produzione, l'originalità classica del packaging, caratterizzato dalle scatole di latta rossa riportanti lo stemma, il numero di brevetto e gli altri “simboli” di questa tradizione.

Ma com'è fatto il krumiro?
L'impasto di questo biscotti è caratterizzato dalla presenza, come unici conferenti di morbidezza, di burro e uova, bandita dunque l'acqua o ogni altro tipo di liquido. Questa ricchezza ne diviene la maggior peculiarità: è essa infatti che conferisce l'aroma e il profumo irresistibile ai krumiri.
Burro e uova vengono miscelati con farina bianca, zucchero e vaniglia. L'impasto viene poi lasciato un giorno intero a riposare. L'indomani, dopo il passaggio dall'estrusore (responsabile della classica zigrinatura e unico processo meccanizzato), i biscotti vengono divisi e posizionati sulle teglie, rigorosamente a mano.
Infatti, un altro aspetto della tradizione mantenuto nella preparazione odierna dei krumiri è proprio la disposizione dei biscotti nelle teglie e la loro cottura: la precisione in questo passaggio è fondamentale per conferire la particolare doratura e fragranza.
Lasciati raffreddare poi per una notte i krumiri vengono poi collocati nelle scatole di latta, ancora una volta a mano.


L'assaggio?
È l'estasi. Davvero ottimi, molto lontani da quelli industriali.
Non troppo leggeri, certo, ma basta limitarsi con le dosi (come se fosse semplice, direte ;).
Profumati, fragranti, io li trovo ottimi con il tè.
Ma perchè non azzardare un tuffetto in un voluttuoso zabaione o in una calda cioccolata...


Per ulteriori informazioni vi rimando al sito web del Signor Krumiro (è proprio il caso di dirlo ;)

La Pasticceria Portinaro si trova nel centro storico di Casale, in via Lanza n.17


sabato 20 novembre 2010

I muffins del Gelsomino Nero

“Gelsomino nero” era il nick che usavo qualche anno fa in una community per scrittori di racconti noir.
Il gelsomino è il mio fiore preferito: minuscolo, dai petali candidi che sembrano chiudersi su se stessi, ma che in realtà si aprono in un fiore incantevole, ma discreto. Discreto se non fosse per il profumo: intenso e vibrante, senza però essere invadente o troppo penetrante.
Probabilmente il gelsomino mi piace anche perchè non è un fiore che si recide, non ho mai infatti avuto una gran passione per vasi e composizioni floreali di qualsivoglia tipo. Mi sono sempre sembrati kitsch e pacchiani. Oltre al fatto che l'odore emanato dai fiori recisi da un po' mi mette tristezza.
Lo trovo un fiore molto raffinato ed elegante, di quell'eleganza sottile e silenziosa, fatta di semplicità e capacità di affascinare, in un modo che nemmeno la persona affascinata riesce a comprendere.
Un fiore che guardandolo di sfuggita non indovineresti mai la sua bellezza.

Parlando di gusto, invece, il mio tè preferito è proprio un tè verde al gelsomino, che compro in foglie in un piccolo negozietto a Novara (sorvoliamo sulla differenza abissale di prezzo fra il tè in bustine e quello in foglie, differenza che, però, per il 99% dei casi è anche qualitativa).
Che mi piaccia sperimentare con il tè in cucina non è cosa nuova su queste pagine e infatti, quando in occasione di questo contest mi sono messa a pensare a una ricetta per dei muffins un po' diversi e particolari, mi è venuto in mente d'infilare le mie preziose foglioline nei classici tortini di statunitense fattura.
L'abbinamento cioccolato fondente- tè personalmente mi piace molto (e ora forse mi scoprirò eretica, venendo a sapere che té e cioccolato fondente non vanno assolutamente accostati), inoltre i muffins hanno una consistenza ideale per essere la cassa di risonanza di aromi diversi, quindi per risaltare al meglio le note floreali e quelle tonanti del cioccolato.
La ricetta base l'ho trovata dalla bravissima Tuki (blogger che apprezzo molto e che leggo sempre volentieri, a volte semplicemente per il piacere d'immergermi nelle sue foto meravigliose). E' la seconda volta che la utilizzo e la trovo davvero perfetta: i muffins riescono croccanti all'esterno ma morbidi e fragranti all'interno, tondeggianti e con una bella spaccatura in superficie.

Passiamo ora alla ricetta di questi “muffins del Gelsomino Nero”.
Un po' noir sono, in effetti, sicuramente molto raffinati e seducenti. (strano accostare questi aggettivi a dei muffins, che di raffinato e seducente di solito hanno ben poco ;)



MUFFINS AL GELSOMINO CON CIOCCOLATO FONDENTE

  • INGREDIENTI (per 6 muffins taglia XXL)

Polveri:
375 g di farina 00
150 g di zucchero
150 g di gocce di cioccolato (che io ho messo solo in superficie)
7 g di baking powder
un pizzico di sale
due cucchiai di tè verde al gelsomino in foglie

Liquidi
125 g di burro fuso
2 uova sbattute con una forchetta
250 ml di latte (volendo: 150 di latte e 100 di panna)

  • PREPARAZIONE

Preriscalda innanzitutto il forno a 175°C.
Il procedimento da seguire per i muffins è il classico, ormai divenuto quasi un imperativo categorico: polveri da una parte, liquidi dall'altra, mescolare brevemente, infornare.
Inizia quindi scaldando in un pentolino il latte: quando sarà giunto quasi a bollore (70°-80°) metti in infusione un cucchiaio di tè.
Nel frattempo fai fondere il burro (microonde o bagno maria) e mescola gli ingredienti secchi in una terrina a parte.
Passati 5- 10 minuti filtra il latte e uniscilo, insieme a burro e uova, alle polveri. Mescola il tempo sufficiente perchè la farina si distribuisca bene (non preoccuparti se rimangono grumi) e versa subito negli stampini o nei pirottini. Cospargi la superficie con abbondanti gocce di cioccolato e inforna per 20 minuti, fino a doratura.

Io li ho preparati per una serata in compagnia davanti alla tele (appuntamento fisso del giovedì: CSI + The Mentalist *.*), sono spariti entro la prima pausa pubblicitaria ;)


Per chiunque fosse interessato, eccovi il bannerino del contest delle tre bravissime colleghe di Mode meets Muffins:

giovedì 18 novembre 2010

The strange cookies of Dott. Jekyll and Mr. Hide

Non sono capace di descrivere me stessa, è qualcosa cui ho rinunciato ormai da tempo. Non sono capace di “disegnarmi”, di definirmi con dei contorni netti, di selezionare i colori giusti da sfumare. Così come non sono troppo capace di condensare in parole quello che mi passa per la testa, quello che sento, come sto, di cosa ho bisogno. In primis perchè sono molto riservata, e non mi piace parlare di me, soprattutto riguardo cose “private”, ma probabilmente anche perchè a ogni definizione potrebbe corrispondere una specificazione da farsi o una sua contraddizione, a ogni sensazione il suo esatto contrario, a ogni punto di luce un lato in ombra.
C'è un'Agnese socievole, allegra, ironica (molto sottilmente, okaaaay ;) e solare e una più solitaria, silenziosa, inquieta e riservata.
Le persone che mi conoscono bene ormai sono abituate a questa mia somiglianza con un certo dott. Jekyll e quindi non si stupiscono più quando cambio umore tre volte in una mattinata (potevo forse non essere anche incredibilmente lunatica? :D), ma a volte è pesante anche per me, ogni tanto avere un po' più di chiarezza in testa riguardo se stessi non penso sia cosa proprio sconsigliabile ;)

Questi biscotti nascono in un pomeriggio in cui ascoltavo “Every me and every you” dei Placebo mentre sfogliavo un libro di cucina (strano, vero?), alla ricerca di un biscottino per la colazione dell'indomani. Ho visto dei biscotti con la farina di mais e mi sono soffermata a leggere la ricetta, rapita da quel giallo sfacciato.
In effetti, erano un po' troppo gialli. E poi nessun aroma, nessun sottofondo particolarmente interessante... i sapori “piatti” non mi entusiasmano particolarmente (troppo semplici da definire, forse? ;). Così passo oltre, alla ricerca di qualche altra ricetta che m'ispirasse maggiormente.
Dopo poco la farina di mais salta di nuovo fuori, come un pop up nella mia testa.
Va bene, che farina di mais fosse, allora. Ritorno sulla pagina dei biscotti “incriminati”, do una letta alla ricetta, chiudo il libro e apro la dispensa, mia musa ispiratrice.

Dopo poco stavo impastando quelli che posso definire “i miei biscotti”.
Perchè un po' mi somigliano, in fondo.
Un'aria innocente, con quella cupoletta così tonda, con il loro giallo ridente. Ma poi, s'iniziano a notare dei puntini neri. Non ci si bada molto, pensi a una farina integrale, magari. Quando ne assaggi uno, però, un treno stride sui tuoi binari.
Caffè.
Mais e caffè, luce e ombra, dolce e amaro.
Sono dei biscotti ruvidi (la grana della farina di mais è molto meno fine di quella della normale farina), croccanti. Li assaggi e ti mettono in difficoltà: da una parte il mais, così chiaro e luminoso, anche nel sapore, dall'altra parte il caffè, amaro, tostato, nero e puro.
L'illuminazione mi è venuta così, sulle ultime note di quella canzone che parla proprio di personalità contrastanti fra loro.
Questo biscotto mi si addice molto. Adoro i sapori decisi, vibranti, ma che hanno un che di ambiguo. Certo, aggiungendo il caffè ho giocato sporco, sapevo che mi sarebbero piaciuti. Li ho già rifatti due volte, e continuano a convincermi.
Sapori così diversi fra loro, difficili da immaginare insieme, ma che quando assaggi prima ti colpiscono, poi t'incuriosiscono, t'intrigano e infine ti conquistano.



BISCOTTI CON FARINA DI MAIS E CAFFE'

  • INGREDIENTI

150 g di farina di mais
70 g di farina bianca 00
110 g di zucchero
2 uova
40 g di burro
un cucchiaino e mezzo di caffè (non liofilizzato)
2 g di ammoniaca per dolci

  • PREPARAZIONE

Preriscalda il forno a 180°C.
Metti tutti gli ingredienti nel mixer, azionalo e fai impastare finchè non si sia formata una “palla” dall'aspetto omogeneo. Con la pasta ottenuta forma tante palline della grandezza di una noce, ordinale su una placca foderata di carta di forno schiacciandole leggermente.
Inforna e lascia cuocere i biscotti finchè non saranno sodi (tocca quello al centro), con una bella cupola dorata (indicativamente, 10 minuti).

Ottimi con una tazza di latte freddo, giusto per restare in tema di contrasti ;)

sabato 13 novembre 2010

Un frullato nei biscotti


Martedì giornata di pausa dall'Uni. Pausa che significa studio quasi non- stop, ma almeno non mi sono svegliata tre ore prima dell'alba come al solito :)
A metà pomeriggio mi è venuta voglia di qualcosa di dolce e, dato che la dispensa offriva solo merendine e biscotti 100% burro, mi sono messa a pensare a un qualcosa di semplice, veloce e gustoso.
Purtroppo la mia voglia di cimentarmi in preparazioni elaborate era inversamente proporzionale al mio bisogno di qualcosa di altamente confortante (esami in avvicinamento + libri da studiare che si accumulano = :(.
Con la coda dell'occhio ho visto quattro mele che mi supplicavano di essere utilizzate prima di vivere un'esperienza di mummificazione... così, ripensando anche al cake di qualche giorno fa (quello con gli agrumi frullati), ho esclamato “eureka!” e tirato fuori il mixer dal mobiletto.
Ricetta assolutamente inventata, eseguita frullando quello che mi capitava a tiro e che sembrava poter funzionare nell'impasto.
Il risultato è stato (io stessa ne sono rimasta strabiliata!) esaltante.
In poco meno di un'ora avevo sfornato tantissimi (magari dimezzate le dosi se non volete mangiare biscotti per le prossime otto settimane ;) biscotti, bellissimi e dal sapore coinvolngente, fra la dolcezza scioglievole della mela frullata e le note colorate e vibranti delle spezie. 
Inoltre i corn flakes nell'impasto conferiscono un di più croccantoso che li rende davvero perfetti, a mio parere.
In fine, giusto per non farci mancare nulla, sono anche piuttosto light: zero grassi aggiunti :D 
Insomma: spuntino leggero, sano (guardate le quantità di frutta utilizzata!), gustoso e veloce da preparare.
Eccovi la ricetta.



BISCOTTI SPEZIATI CON MELE E CORN FLAKES


  • INGREDIENTI


400 g di mele al netto degli scarti (io ho mantenuto la buccia)
100 g di zucchero di canna grezzo
un uovo
150 ml di latte (io ho usato quello scremato)
5 manciate di corn flakes
farina q.b. (io ne ho usati circa 120 g)
mezza bustina di lievito vanigliato
un cucchiaino di cannella
cinque chiodi di garofano ridotti in polvere


  • PREPARAZIONE


Innanzitutto accendere il forno sui 180°C.
In un mixer, frullare le mele con il latte e lo zucchero. Aggiungere l'uovo e le spezie.
Unire i corn flakes e il lievito, frullare ancora brevemente. A questo punto regolare la consistenza con la farina: il composto deve essere abbastanza solido ma non deve avere la consistenza di una frolla.
Rivestire una placca con la carta forno e formare i biscotti, versando l'impasto a distanza regolare con due cucchiaini (i biscotti non cresceranno troppo in cottura, per ottimizzare lo spazio potete dunque anche lasciare solo mezzo cm fra una pallina e l'altra). Premere sulla superficie di ogni "goccia" qualche corn flake.
Infornare per un quarto d'ora. Devono risultare croccanti e dorati.



Sono stata talmente soddisfatta del risultato di questa “pausa studio culinaria”che ho deciso di partecipare con questi biscotti al contest di Araba Felice :



giovedì 11 novembre 2010

Beauty is an attitude

Distrattamente e con un sospiro alzare lo sguardo dal libro che stai leggendo, lasciarlo scivolare sul finestrino, fino a incontrare una coccinella, giusto un momento prima che scompaia, posando le zampette al di là del vetro. E il treno con un fischio approda in una stazione proprio nel momento prima che un gatto, che ondeggiando sinuosamente passeggia su un balcone, il manto nero scintillante nel sole, decida di rientrare in casa. Attimi di rara bellezza fortuitamente catturati. E che dire di un bisbiglio che ti chiama poco prima che tu scenda dal treno, un bisbiglio che appartiene a un volto che ti riporta indietro negli anni con il tocco di poche parole.
Ho sempre ritenuto fondamentale non solo la bellezza, ma soprattutto il saperla cogliere.
Oggi è sufficiente scostare le tende della finestra della sala (o della cucina, o della camera da letto) per venire investiti dalla luce calda del sole autunnale, per riempirsi gli occhi dei mille arancioni dell'autunno, dell'ambra sciolta nelle danze delle sue foglie, dell'azzurro assoluto del suo cielo terso.

Scrivevo questo oggi sul lato del quaderno di storia economica, mentre sistemavo gli appunti sul treno del ritorno.
Oggi finalmente una giornata di sole, e la bellezza dei colori che ha riacceso mi ha lasciato un sorriso sulle labbra. Ne avevo bisogno, con la pioggia sembra tutto più grigio.
Un'incantevole Milano mi ha accompagnata durante la mattinata, con i suoi palazzi e i suoi viali. Amo follemente questa città. Per quanto abbia visto altre bellissime metropoli, nessuna mi dà la sensazione di “casa” come Milano. Casa, libertà, indipendenza, fuga, cultura, accoglienza, antico, nuovo, energia, bellezza. Tutto questo fra le sue vie, per me.
Tornata poi dopo la fine delle lezioni a casa (non quella da universitaria), mi sono goduta una passeggiata col mio cagnolone, per assorbire più sole possibile, e una fettina di questa torta.

Ho già scritto troppo, oggi, questo dolce lo descrivo con poche parole, sinteticamente.
Più che altro perchè non saprei come meglio descriverlo :)
Un velluto dal sapore intenso di cioccolato. 




VELVET CHOCOLATE CAKE

  • INGREDIENTI

110 g di fecola di patate (o amido di mais)
250 ml di latte
100 g di zucchero
180 g di burro
4 uova
6 cucchiai di cacao amaro

  • PREPARAZIONE

Accendere il forno: la temperatura deve essere di 190°C. Ungere (senza infarinare) uno stampo (io ne ho usato uno da ciambella) o più stampini monodose.
Far fondere il burro in un pentolino. Aggiungervi la farina e mescolare energicamente con un frusta, in modo che non creino grumi. Allungare poi con il latte, continuando a mescolare finchè si sarà ben addensato.
Lavorare i tuorli con lo zucchero. Aggiungervi il composto di burro, latte e farina e il cacao amaro.
Completare con gli albumi montati a neve. Versare nello stampo e infornare per 20- 25 minuti.
L'importante è che non si asciughi troppo: controllate quindi la cottura, deve essere sodo e alla prova lo stecchino deve uscirne pulito, ma non deve arrivare a creparsi in superficie.



Come servirlo? Beh, io consiglierei spudoratamente una cucchiaiata di panna non zuccherata e delle fragole...

martedì 9 novembre 2010

Quando il primo è anche il migliore (per il momento ;)


Primo cake del blog! :D
E' il migliore che abbia mai fatto. Come premessa non è male, vero? ;)
L'autunno continua imperterrito la sua marcia, così io organizzo le difese con un cake iper vitaminico.
Ottobre, novembre... le temperature iniziano a scendere e i banchi ortofrutticoli iniziano a punteggiarsi di arancione: zucche, mandarini, arance, cachi... è un colore che mi piace moltissimo, soprattutto se accostato al marrone, altra tonalità predominante in questi mesi. Sembra quasi che la natura si vesta cercando di fare pendant fra i colori della sua tavolozza: le foglie mutano dal verde a toni più aranciati, così anche i suoi frutti. Non so se anche a voi capita, ma io rimango estasiata di fronte a certi spettacoli. Ad esempio, ieri mattina passeggiavo per Milano (le lezioni iniziavano eccezionalmente alla mezza, e io ero già lì alle nove... mattiniera o sclerata, fate voi ;) e mi sono ritrovata a percorrere un meraviglioso viale alberato, con un venticello leggero che faceva volteggiare in aria foglie multicolori. Spettacolo :D

Ma veniamo a questo cake. Amo i dolci con una base di frutta frullata, penso conferisca loro una texture inimitabile. Parlando di agrumi, quindi, avevo già provato due versioni: una di Pinella, l'altra trovata su One girl in the kitchen. Entrambe ottime (cosa ve lo dico a fare, visto di chi stiamo parlando ;) ma che offrivano anche tanti spunti per eventuali modifiche.
Così l'altro giorno, alla ricerca di una scusa per chiudere i libri, ho iniziato ad aprire ante e dispense alla ricerca degli ingredienti giusti per ottenere quello che avevo in mente: un cake dall'aroma inconfondibile di agrumi, ma con sottofondi più intriganti, dalla consistenza assolutamente morbida.
Ebbene, esperimento riuscitissimo. La pasta è proprio umida e soffice ma con questa morbidezza giocano con le mandorle tritate, che con gli agrumi (trovo) formano un binomio meraviglioso. Il sapore? La nota di testa è quella di arance e mandarini, ovviamente, ma s'intreccia con un sottofondo di tè nero (anch'esso agli agrumi), dal sapore tostato e robusto, e con un sentore caldo e lontano di Marsala.
Se questo non bastasse, posso aggiungere che questo è un cake relativamente light: i grassi aggiunti figurano solo in quei 60 g di olio ;) Si potrebbe usare un olio di semi dal sapore più neutro, ma, sulla scia dei sapori in sottofondo “tosti” ho usato un ottimo extravergine
Delizioso. Fatelo, semplicemente ;)



CAKE AGLI AGRUMI, CON MARDORLE, TE' NERO E MARSALA


  • INGREDIENTI


200 g di latte intero
3 cucchiaini di tè nero agli agrumi (o il classico Earl Grey)
un'arancia e due mandarini (o quello che avete in casa) preferibilmente non trattati, in modo da ottenere 200 g di polpa di agrumi
2 uova di media grandezza
180 g di zucchero
100 g di mandorle tritate
100 g di farina bianca 00
80 g di fecola di patate, o amido di mais, o, ancora, farina di riso
60 g di olio extravergine di oliva
10 g di lievito


  • PREPARAZIONE


Accendere il forno a 180°C, imburrare e infarinare uno stampo da cake.
Lavare gli agrumi, pelarli a vivo, eliminare gli eventuali semi, e frullarne la polpa.
Scaldare il latte e lasciarvi in infusione il tè con le scorze.
Montare le uova con lo zucchero (finchè non si sarà ottenuto il classico composto bianco e spumoso), aggiungervi poi le mandorle, la polpa degli agrumi frullata, la farina e la fecola, l'olio e il latte filtrato. Dopo aver mescolato bene aggiungere anche il lievito.
Versare nello stampo e infornare per 30- 40 minuti.

Si conserva in modo ottimale al riparo dall'aria per tre giorni (di più non ho potuto constatare, chissà perchè ;)



Questa è invece la versione mini e figa :D (la foto l'ho scattata domenica con una luce improponibile temporalis causa -se mi sentisse la mia ex prof di lettere classiche-... è orribbbbbile, lo so :()
Il mio cake non è venuto della classica-altezza-da-cake-che-si-rispetti anche perchè ho usato parte dell'impasto per preparare questa monoporzione per la nonna :)
Era un piccolo cake senza troppe pretese, quando, alla ricerca di un modo per posticipare ulteriormente il riavvicinamento alla scrivania, mi sono cimentata in un “proviamo a vedere se riesco a fare qualcosa di almeno idealmente serio” ;)
Ho quindi preparato un caramello biondo (come la testa della sottoscritta :D) con mezzo bicchiere di zucchero fatto caramellare nel microonde (ormai questo magico elettrodomestico lo uso per tutto, come avrete notato ;) e allungato con un cucchiaio di succo d'arancia scaldato (altrimenti si solidifica in un nanosecondo :). Come caramellare lo zucchero al microonde? Semplicissimo! Versarlo in un contenitore idoneo e farlo scaldare per un minuto e mezzo alla massima potenza; durante questo tempo mescolare ogni trenta secondi (mi raccomando: se lasciate il cucchiaio nello zucchero poi prendetelo con una presina... non come la sottoscritta che si è procurata un'ustione di ventottesimo grado ai polpastrelli di pollice e indice -.-'').
Dato che ne avevo prodotto in quantità maggiori di quante me ne sarebbero effettivamente servite, ho tuffato nel caramello alcuni spicchi di mandarino, lasciati poi asciugare su un foglio di carta forno (idea azzeccatissima“rubata” alla mamma del mio primo fidanzato :)
Decorare facendo colare il caramello sul cake, e aggiungere poi gli spicchi di mandarino.
Et voilà!