Visualizzazione post con etichetta crostate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crostate. Mostra tutti i post

venerdì 27 settembre 2013

Grape pie | Settembre, ancora una volta

19 settembre 2010. Crumble di uva. Prima ricetta pubblicata su Food Therapy.
Un post senza foto, imbarazzato e indeciso come solo nelle migliori occasioni so essere.
Sono trascorsi tre anni, centonovantasei post, non so quanti "adesso lo chiudo", mesi di pausa, settimane di cucina forsennata, amicizie create, punti di riferimento in ogni parte d'Italia, e non solo, occasioni lavorative, lavori abbandonati, piatti cucinati per la famiglia e per gli amici, pasti a due improvvisati, pastasciutte della mezzanotte mangiate dalla padella e pancakes delle colazioni nel primo pomeriggio, ore con forno e stereo accesi, giornate a farmi insegnare a tenere in mano una reflex da Marta, anni a discutere col cibo senza arrendermi a lasciarlo fuori dalla mia vita, cercando sempre di mantenere vivo questo rapporto assurdo, affettando mele su un tagliere, fondendo cioccolato, separando tuorli e albumi.

Tre anni. Occupo uno spazio nel web da tre anni. Riempio il web di miei fotografie e di mie parole da tre anni. Mi fa un po' impressione.
Eppure, dopo la consueta manciata di settimane di pausa, eccomi di nuovo qui a scrivere, a spostare il tavolo per cercare un po' luce, a montare il gancio giusto al Kitchen Aid, ad attendere, appollaiata sul tavolo della cucina, di fianco al forno, il trillo del timer, con lo smartphone in mano e tre conversazioni di Whatsapp aperte, a fare, senza pensarci troppo.
Ogni volta che mi chiedo il perché di questo blog mi fermo, ogni volta che penso a quanti mi leggono, ogni volta che mi ritrovo una mail di un lettore nella casella, ogni volta che qualcuno mi chiede "Ehi, ma tu sei quella del blog?". Ogni volta che percepisco il pubblico, ogni volta che mi sento in dovere di spiegare, giustificare, dimostrare.
E, invece, a volte, è così bello ritrovare la spontaneità di quando accendevo il forno perché, semplicemente, avevo voglia di torta.

Ho preparato questo pie senza nemmeno considerare Food Therapy. Dopo pochi giorni l'ho rifatto, e l'ho fotografato, perché ho pensato che meritasse di comparire in questa sorta di ricettario virtuale. Aprendo Food Therapy, mi è venuta voglia di andare a ripescare il primo post: settembre, uva.
A volte sembriamo così diversi da come eravamo. Altre volte, invece, ci ritroviamo identici.



Questa è la formula delle torte che preferisco: farina integrale, poco zucchero grezzo di canna, frutta, una cascata di frutta. Sapori netti e decisi, che non te la raccontano con etti di burro e zuccheri raffinati. Qualche noce tritata al coltello e una spolverata di cannella, per non annoiarsi troppo in fretta.

Sono giorni strani, frenetici, sono appena tornata da Roma, e ci tornerò presto, e poi partirò ancora. Ho un nuovo lavoro, ma nessuna voglia di fermarmi.
Il cambio di stagione mi mette fame, di vita, soprattutto.


 GRAPE PIE con farina integrale, noci e cannella

Ingredienti
100 g di farina 0
200 g di farina integrale
50 g di noci tritate finemente [farina]
100-150 g di zucchero grezzo di canna
2 uova
80 g di burro
un pizzico di sale

uva

80-100 g di noci
un cucchiaio di maizena
cannella
zucchero di canna, q.b.

Procedimento
Unite nel mixer [o impastatrice, ma si può tranquillamente fare a mano, basta non averle troppo calde] tutti gli ingredienti. Azionate fino a ottenere un impasto omogeneo [se necessario, aggiungete qualche cucchiaio d'acqua].
Riponete la pasta in frigo.

Mondate l'uva, asciugatela bene, mescolatela, in una ciotola, alle noci tritate [non troppo finemente], la cannella, la maizena, qualche cucchiaio di zucchero se non è abbastanza dolce.

Accendete il forno a 180°C.
Ungete e infarinate [o inzuccherate] uno stampo a cerniera [il mio aveva un diametro di 22 cm].

Stendete 2/3 dell'impasto in una sfoglia sottile circa mezzo cm [utilizzate due fogli di carta forno per non aggiungere ulteriore farina, che asciugherebbe eccessivamente la pasta, già povera di grassi], rivestite lo stampo. Versate l'uva nel guscio. Stendete l'impasto rimanente, e coprite il pie.
Praticate le classiche incisioni in modo da lasciar fuoriuscire il vapore della frutta in cottura. Spolverate con lo zucchero.

Infornate per 45-50 minuti. 





mercoledì 21 novembre 2012

Potrei.

"Dovrei scrivere." 
Me lo ripeto ogni volta che apro la cartella contenente le foto in attesa di pubblicazione.
Me lo dico, clicco sulla promettente iconcina di Word. Sporco un nuovo documento con qualche riga svogliata. Lancio il cursore sulla "x" in alto a destra, dopo aver nutrito la mia autostima con un: "Ma cosa stai scrivendo, davvero non riesci a tirare fuori nulla di meglio?".
Forse dovrei arrendermi a scrivere le quattro banalità che di solito si dicono sull'apple pie. Raccontarvi di Biancaneve e delle torte lasciate a raffreddare sulla finestra. Degli uccellini che pinzano i bordi zampettandoci sopra [solo io l'ho sempre reputato terribilmente anti-igienico?]. Del profumo di cannella e di quanto sono rassicuranti le mele morbide che emergono dalla corazza croccante.
Potrei scrivere di questo, come potrei scrivere di mille altri argomenti. Potrei raccontarvi delle mie giornate, potrei raccontarvi dei miei progetti, potrei raccontarvi delle persone che mi riempiono la testa e di quelle che mi riempiono il cuore. Potrei raccontarvi dell'ultima volta in cui sono stata sveglia tutta la notte, potrei raccontarvi del perché. Potrei raccontarvi della palestra e del ragazzo bellissimo che correva di fianco a me, stasera, con quel suo bellissimo tatuaggio. Potrei raccontarvi dei discorsi notturni che facciamo, quelli in cui ci chiediamo "Ma cosa sta succedendo?" -cosa sta succedendo al mondo, a noi, a voi.-. Potrei raccontarvi dei suoi ombromini. Potrei raccontarvi del "Mi mancavi" più puro che abbia mai pensato. Potrei raccontarvi dell'onnipresente "Ma devo andare". Potrei raccontarvi dei kg di zucca che sto mangiando, sotto forma di vellutate zucca&zenzero. Potrei raccontarvi delle dipendenze, dei vizi, della sensazione di libertà assoluta quando te ne liberi, di quanto mi manca, quella sensazione. Potrei raccontarvi delle relazioni, delle loro evoluzioni ed involuzioni. Potrei raccontarvi dei libri che sto leggendo. Potrei raccontarvi delle persone che dopo anni riescono a farti sentire bene, a farti stare bene, a farti bene. Potrei raccontarvi del freddo. Dei cieli azzurri. Dei colori delle foglie. Della nebbia sul Ticino, all'alba.
Potrei raccontare di più, più di quello che ho già lasciato trapelare.
Ma non ne ho voglia.
E non aver voglia di fare qualcosa è il motivo migliore per non farla.


Mentre invece ho voglia di dilungarmi un attimo riguardo l'apple pie o, meglio, il pie in generale.
Se, infatti, il contenuto del vostro pie può variare a piacimento della vostra fantasia, la pie crust segue alcune -semplici, ma fondamentali- regole.
[Questa dicotomia interno-esterno, anarchia-regolamentazione si potrebbe sviluppare meglio, ma stiamo parlando di pie, pie! Concentrazione.]
  • impasto neutro: né zucchero, né sale [va bene, un pizzichino di sale, ma solo per dare una punta di carattere all'insieme], solo farina, burro e acqua
    [Se proprio non ce la fate, mettetecelo, un po' di zucchero. Per me è superfluo, ma, nel caso scegliate della frutta molto acidula o non perfettamente matura, un paio di cucchiai potrebbero aiutare]
  • mente e ingredienti freddi: perché il crust abbia la consistenza giusta, ogni ingrediente deve essere ben freddo, dalla farina, all'acqua. Mettete dunque tutto in frigo almeno mezz'ora prima di iniziare la preparazione del pie. Per un risultato ancora migliore, in frigo metteteci anche gli attrezzi necessari, dal mixer, allo stampo. E il burro? Tagliato a cubetti, in freezer
  • non sprecate l'acqua: aggiungetene poca per volta, un cucchiaio al massimo, fino a ottenere la consistenza ideale [ovvero un impasto liscio, ma non elastico]
  • alternativa light? La friabilità non è identica, ovviamente, ma una ricetta piuttosto soddisfacente per un impasto simile è questa:
    Ingredienti: 300 g di farina [del tipo che preferite, anche integrale], 100 g di yogurt bianco neutro [si può utilizzare anche la ricotta, viene ugualmente bene, solo un po' più soffice], 1-2 cucchiai di olio, acqua fredda q.b.
    Procedimento: Si impastano gli ingredienti molto velocemente, nel mixer, e si lascia riposare l'impasto per un paio di ore in frigo.
  • la cottura: il problema del pie, come di ogni torta di frutta, è che rischia di rimanere umido sul fondo, a causa dei succhi rilasciati dalla frutta stessa in cottura. Per ovviare a questo problema, io completo la cottura senza stampo, semplicemente lasciandolo "nudo" sulla griglia del forno. In questo modo si asciuga perfettamente anche il fondo. 
Tenendo in considerazione questi piccoli accorgimenti non avrete alcun problema con il guscio del vostro pie e  il risultato sarà perfettamente friabile.
Ultime note sulla mia ricetta: l'impasto è composto al 50% da farina integrale [risulta un po' più rustico, ma anche più croccante e saporito, a voi la scelta] e la superficie è spennellata con il rhum utilizzato per reidratare l'uvetta e spolverata con zucchero di canna integrale. Il ripieno? Mele Fuji [che adoro per intensità del profumo e consistenza], uvetta, cannella, chiodi di garofano e una punta di zenzero.
Tutto qui.


APPLE PIE

Ingredienti

Per il pie crust

150 g di farina bianca 00
150 g di farina integrale
175 g di burro ben freddo
un pizzico di sale
acqua gelata q.b.

Per il ripieno

4 mele
due cucchiai di zucchero di canna
tre cucchiai di uvetta reidrata nel rhum
spezie, a volontà

zucchero di canna per la superficie

Procedimento

Nel mixer, impastare ad alta velocità le farine con il burro tagliato a pezzetti e il sale. Quando il composto avrà un aspetto sabbioso, iniziare ad aggiungere l'acqua, un cucchiaio alla volta. L'impasto è pronto quando il mixer riuscirà a formare una palla [mi raccomando, la pasta non deve risultare umida, né elastica].
Lasciare riposare in frigorifero mentre si mondano le mele. Una volta pulite, affettarle a cubetti e mescolarle, in un recipiente, con le spezie, l'uvetta e lo zucchero.
Intanto, accendere il forno a 180°C.
Riprendere l'impasto freddo. Dividerlo in tre parti e utilizzarne due per il fondo. Stendere la pasta in una sfoglia circolare dello spessore di circa un centimetro e usarla per foderare lo stampo [18 cm, il mio] precedentemente imburrato e inzuccherato. Versare il ripieno di mele e ricoprire con il terzo rimanente, anch'esso steso.
Rimboccare i bordi rigirando i lembi su loro stessi e pinzandoli con i polpastrelli [oppure, come ho fatto io, "incastrandoli" nello stampo]. Praticare il classico taglio a croce. Spennellare con il rhum [l'alternativa è il canonico latte & tuorlo sbattuto] e ricoprire di zucchero di canna.
Far cuocere per 40 minuti. Trascorso questo tempo, sfornare, toglierlo dallo stampo e, se il fondo dovesse risultare ancora umido, lasciare in forno, su una griglia, per altri 10 minuti.


martedì 19 giugno 2012

Let's just breathe.


Ci sono  moltissime cose che uno può fare per tornare a respirare.
Può godersi queste prime sere estive, con questa luce tenace che sembra non voler mai lasciare il cielo.
Può camminare sul lungo lago alle otto di sera, quando stacca dal lavoro e improvvisamente trova il silenzio, il silenzio di un lago piatto come uno specchio, il silenzio del profumo fragrante dei gelsomini, il silenzio di quell’ora in cui tutti sono a cena e a guardare la partita.
Può tornare a guidare di notte, con la musica giusta e la giusta aria che entra dal finestrino abbassato, con le luci giuste dei lampioni allineati e il giusto deserto nelle strade.
Può rivedere una persona dopo tanto, dopo abbastanza tempo perché la ritrovi diversa, cambiata, forse cresciuta, sempre incasinata, ma forse più viva.
Può riprendere quel lavoro in libreria di cui è innamorata, che anche se la impegnerà sei sere su sette non importa, che anche se lo stipendio è pessimo non conta, che anche se “ma poi quando ci vediamo”, non so, si fa, ci troviamo lì, fra le pigne di libri e gli scaffali da sistemare, la musica la scelgo io, sì, dai, si fa, in qualche modo si fa sempre.
Può andare a prendersi l’ossigeno lì, sulle labbra di una, di quella, persona, in fondo ai suoi occhi, in quell’incavo fra collo e spalla.
Può preparare l’ennesima crostata di mele, sempre lei ma sempre diversa, respirando ogni singolo aroma, dal profumo del burro nella pasta sucrée, a quello della cannella appena macinata, a quello che si sprigiona dalla bacca di vaniglia quando la incidi, quando prelevi i semini con il coltello, a quello delle mele che si caramellano con il marsala e lo zucchero di canna.
Ci sono moltissime cose che uno può fare per tornare a respirare.
Qui sotto, la ricetta per una di esse.





CROSTATA DI MELE


Ingredienti
Per la pasta sucrée

250 g di farina 00
120 g di burro freddissimo
2 tuorli
70 g di zucchero a velo
un pizzico di sale

Per la composta di mele

3 mele [quelle che preferite, ma che abbiamo un buon profumo]
25 g di burro
un cucchiaino di cannella
una bacca di vaniglia
tre cucchiai di marsala

Per l'ultimo strato

una mela
tre cucchiai di zucchero di canna
marsala


Procedimento
Preparate la pasta mescolando nel mixer il burro con la farina, fino ad ottenere un composto simile a sabbia. Aggiungete lo zucchero, le uova e il sale.
Fatene una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo per almeno un’ora [oppure: mezz’ora in freezer].

Per preparare la composta, fate cuocere le mele tagliate a pezzetti, con il burro, il marsala, la cannella e la vaniglia, sia i semini [raschiati con lama di un coltello], che l’involucro.
Quando le mele saranno diventate morbide e trasparenti, togliete la bacca di vaniglia e schiacciate la composta con una forchetta. Lasciate raffreddare.

Preriscaldate il forno a 180°C.
Riprendete la pasta, stendetela all’altezza di mezzo centimetro, usatela per foderare uno stampo.
Lasciate lo stampo in frigo mentre affettate la mela rimanente.
Riprendete il guscio di pasta, versatevi la composta, ricoprite con le fette di mela.
Spennellate la superficie con il marsala e con lo zucchero di canna.

Infornate per almeno 45 minuti, finché la pasta non è dorata ai bordi e le mele non sono ben caramellate.
La classica pallina di gelato alla crema ci sta divinamente, ma anche un cucchiaio di yogurt greco con una spolverata di cannella direi che fa il suo effetto.

sabato 8 ottobre 2011

Vento d'autunno

Ieri mattina mi sono svegliata e, aprendo gli occhi, ho sentito il vento. 
Ho pensato al vento di Vianne, quello che arriva e si impone sulla vita, ordinandoti di fare i bagagli per lasciare l'ennesima casa a tempo determinato. 
L'autunno è arrivato, improvvisamente. Senza avvisare, indiscreto e gelido allo stesso tempo. 

Autunno. Mi è sempre piaciuto. 
I colori che cambiano. Il sole che illumina senza scaldare. I maglioni caldi e morbidi. Le sciarpe. Gli stivali. Le foglie che, cadendo, colorano parchi, prati, viali e piazze. Cambia tutto, in autunno. 

L'autunno porterà cambiamenti anche in queste lande, come qualcuno avrà già letto su Fb (per chi non l'avesse già fatto, se vi va qui potete mettere un bel "Mi piace"... grazie mille! ;), cambiamenti che si tradurranno in un nuovo blog, sebbene di Food Therapy rimarrà traccia (smettere di cucinare? Stiamo scherzando? ;).
Per il momento ho tante idee in testa... vi terrò aggiornati.

Nel frattempo, però, vi lascio con il primo dolce autunnale di quest'anno.
Ha l'autunno nei colori, nei profumi e nel sapore. Una crostata capace di confortare come la classica tazza di cioccolata calda, ma ottima da presentare anche a fine di una cena. 
Pasta frolla al cacao, ricotta lavorata con miele e vaniglia, noci. 
Ispirazione delle 12.07, nei pressi di "reparto latticini", Esselunga.
;)



CROSTATA DI FROLLA AL CACAO, CON RICOTTA, MIELE E NOCI


  • INGREDIENTI

Per la frolla

200 g di farina 00
50 g di cacao amaro
75 g di noci tritate finemente
120 g di zucchero (di canna sta benissimo!)
110 g di burro ben freddo e tagliato a tocchetti
un uovo e un tuorlo
un pizzico di sale

Per la crema

400 g di ricotta fresca
tre cucchiai di miele (assaggiate e decidete se è abbastanza dolce!)
i semini di una bacca di vaniglia
un uovo + l'albume avanzato dalla frolla

gherigli di noce
miele

  • PROCEDIMENTO

Preriscaldare il forno a 180°C.

Preparare la frolla, mescolando velocemente tutti gli ingredienti. Stendetela in uno stampo (possibilmente a cerniera) e lasciate riposare in frigorifero per mezz'ora. 

Lavorate la ricotta col miele e la vaniglia, aggiungete le uova leggermente sbattute.

Cuocete in bianco il guscio per 15-20 minuti. Versatevi la crema di ricotta, decorate la superficie con i gherigli di noce.
Abbassate il forno a 160°C e infornate nuovamente, per 30-40 minuti (la crema deve solidificarsi senza scurirsi).

Lasciate raffreddare. Servire "nappando" le fette con il miele.







Buon autunno a tutti. Con o senza vento. 

a.

giovedì 30 giugno 2011

Always the best.

Io davvero non so cosa dire, cosa pensare. Dilapido le mie finanze in libri di cucina, perdo la cognizione del tempo passando al setaccio blogs e siti web dedicati al cibo, ho una cartella in documenti con centinaia di ricette salvate... eppure, ci ricasco sempre.
Con mio immenso, terribile, intenso... godimento, ci ricasco sempre, alla fine cedo.
A cosa? A chi?
Alla frolla.
Ah, la frolla.
Ditemi, c'è qualcosa di più appagante di uno strato di frolla ricco e friabile,  profumato di vaniglia e di burro, accompagnato da della semplice confettura? Ditemelo. Davvero, se c'è, sono qui ad aspettare la ricetta.

Forse accendere il forno non è proprio la prima cosa che vi viene in mente di fare, quando tornate a casa grondanti di sudore dalla vostra giornata... però... volete mettere fare colazione con una fetta di crostata?
Eh beh.

Questa è la ricetta della mia frolla preferita. La migliore che ho provato fino ad ora.
Comunemente si pensa che il fattore più determinante per la buona riuscita di una pasta frolla sia il burro, quantità e qualità. E invece, pensate un po', i risultati migliori io li ho ottenendo variando qualità e quantità di uova.
Mi spiego. Un giorno, per una festa di compleanno, mi è capitato di dover fare tre crostate. Di solito "testo" la pasta facendone cuocere dei pezzi prima, e, così facendo, ho notato che le prime due avevano una consistenza, l'ultima era completamente diversa, nonostante avessi utilizzato le stesse quantità di ingredienti. Non soddisfatta, ne ho fatto un quarto panetto. Anche quella era diversa, buona ma non così buona. Qualche giorno dopo mi è venuta l'illuminazione: per le prime due avevo utilizzato le uova fresche delle galline di mia nonna, per le altre due quelle (sempre fresche) comprate al supermercato. Ci credete che la differenza si sentiva, e tanto? A parte il colore della pasta, ma la ricchezza di quella preparata con le uova "davvero biologiche" era davvero notevole, rispetto agli impasti che contenevano le uova del super.
Quantità: senza giungere ai ventimila tuorli contenuti in certe frolle da pasticceria, trovo che aggiungere qualche  rosso conferisca alla frolla una morbidezza e una friabilità uniche.
Bene, dopo questo breve (!?) resoconto delle mie sperimentazioni culinarie, quasi quasi, vi do la ricetta, che ne dite?
Che frolla sia!

PASTA FROLLA, la mia preferita


  • INGREDIENTI
250 g di farina 00
50 g di maizena (o simili)
1 uovo e 2 tuorli
90 g di zucchero (magari a velo, ma non è necessario)
125 g di burro
i semi di una stecca di vaniglia
un pizzico di sale

a scelta, potete aggiungere:

50 g di farina di mandorle (o mandorle macinate finemente, quando le ho in dispensa le aggiungo sempre, danno quel profumo che... mmmh)
la scorza grattuggiata di mezzo limone

  • PROCEDIMENTO
"Sabbiare" il burro freddo di frigo (in questo periodo, con queste temperature, è meglio metterlo in freezer per almeno mezz'ora, prima di preparare la frolla) con le farine. Aggiungere poi lo zucchero, gli aromi, il sale e le uova.
Lasciare riposare in frigo per almeno mezz'ora (anche in questo caso, dipende dalla temperatura, gestitevi voi tempo e scelta fra frigo o freezer), dopodiché stendete la frolla e utilizzatela come preferite.




CROSTATA

  • INGREDIENTI
Una dose di pasta frolla 

Confettura o marmellata preferita

  • PROCEDIMENTO
Preparate la frolla come sopra. Cuocetela, ben fredda, "in bianco" per una decina di minuti, nel forno caldo a 180°C, bucherellando il fondo con una forchetta perchè non si gonfi. Estraetela dal forno e aggiungete il ripieno, più l'eventuale griglia (l'ispirazione per la treccia? L'ho presa da lei ;) ). Terminate la cottura in mezz'ora circa (se i bordi si dovessero scurire troppo, ricoprite la crostata con un foglio di carta di alluminio). 

Gnam ;)

A presto, ciao a tutti!

a.

venerdì 5 novembre 2010

Pasta frolla, ricotta e cioccolato


La ricotta è un ingrediente ampiamente utilizzato nei dolci. Io personalmente l'adoro. Sia nel salato che nel dolce. Mi piace per il suo sapore delicato e fresco, per la sua non pesantezza e perchè può essere utilizzata in davvero tanti modi. Quando andavano in vacanza in Sardegna le mie colazioni erano a base di ricotta fresca (e quella era una Signora Ricotta ;) ) e miele... una goduria da spazzolare col cucchiaino e pronta in due secondi :D Alle torte lievitate dona una sofficità incomparabile. Ma la torta con la ricotta che preferisco è quella con la base più classica: una fragrante pasta frolla.
L'abbinamento col cioccolato, quando si parla di ricotta, vien da sé.

Questa è una ricetta che non ho mai modificato, sempre la stessa, sempre un risultato assolutamente appagante. Una frolla dal profumo di burro, croccante sui bordi ma dall'interno fragrante che contiene una crema di ricotta punteggiata da gocce di cioccolato e con un sottofondo di cognac.
Quella che vedete nelle foto è la versione “mignon” portata alla nonna, la sorella più grande ce l'abbiamo fatta fuori noi cinque, fra ieri sera e stamattina. Come dire, ci piace poco ;)



CROSTATA DI RICOTTA

  • INGREDIENTI

Per la frolla:
300 g di farina bianca 00
150 g di burro freddo
125 g di zucchero
un uovo e un tuorlo
un pizzico di sale

Per il ripieno di ricotta:
500 g di ricotta
5 cucchiai di zucchero
un uovo
un cucchiaio e mezzo di cognac (o marsala)
70 g di cioccolato fondente ridotto a scaglie (o la stessa quantità di gocce di cioccolato di buona qualità)

  • PREPARAZIONE

Innanzitutto preriscaldare il forno a 180°C e imburrare ed infarinare uno stampo con i bordi rimovibili.
In una terrina versare la farina e mescolarla allo zucchero. Aggiungere il burro freddo tagliato a tocchetti, le uova e il pizzico di sale. Impastare il tutto velocemente, fino a ottenere una pasta omogenea. Usarla per foderare lo stampo. Riporlo in frigo.
Per preparare il ripieno mescolare in un'altra terrina la ricotta con l'uovo, lo zucchero e il cognac.
Quando la crema sarà liscia e uniforme aggiungere il cioccolato.
Tirare fuori del frigo lo stampo e versare nel guscio di pasta frolla il ripieno di ricotta.
Livellare la superficie e infornare per mezz'ora.
La crostata è pronta quando i bordi saranno ben dorati e la crema soda. 





Anche questa è una di quelle torte che fanno iniziare la giornata col piede giusto. Una tazza di caffè e una fetta di questa delizia: vi assicuro che quattro ore di sonno stamattina si sono fatte sentire un po' meno ;)
Ciao a tutti, alla prossima ricetta!

lunedì 18 ottobre 2010

Like the sun through clouds

Sono una solitaria, lo ammetto. Non sono mai stata quella dalle grandi compagnie, dai mille amici, dai 2000 contatti su facebook. Ho i miei amici, ho le mie relazioni, ma ho sempre preferito il tipo di rapporto che si può instaurare con poche persone, un tipo di rapporto che si possa coltivare dandogli le attenzioni necessarie, dedicandogli tempo e cura.
Insomma, sono per la qualità, non per la quantità, anche nei rapporti interpersonali.
In questi ultimi mesi però, complici trasferimenti, fine del Liceo, inizio dell'Università, discussioni e incidenti di percorso vari, ho smesso di frequentare alcune fra le persone con cui avevo costruito le amicizie o i rapporti migliori.
Ora ci sono i nuovi amici dell'Università, i protagonisti di questa nuova e meravigliosa vita, ma proprio perchè “nuovi” a volte capita che non ci sia la confidenza necessaria, quella confidenza che ti dà la libertà di alzare il telefono in un momento no e sfogarti con chi ti aspetta dall'altra parte.
Mi è capitato uno di questi momenti l'altra sera. Uno di quei momenti in cui ti ritrovi davanti allo specchio con i lacrimoni agli occhi e ti dici “E adesso?”. Ovviamente non era successo nulla di così grave e/o sconvolgente, ma quando ti ritrovi in un habitat non tuo, circondata da mobili ancora estranei, dopo una giornataccia, con un attacco influenzale imminente anche il più piccolo rannuvolamento può sembrare uno scrosciante temporale estivo, pronto ad abbattersi sui tuoi diciannove anni che non ti sono mai sembrati tanto insignificanti come in quel momento.
Alla fine basta fermare un attimo il cervello e riavvolgere il nastro, cercando dove si era inceppato.
E magari ricominciare da un punto fermo, un qualcosa che ti appartiene e che sia adatto a te.
Una crostata, per esempio. Difficile a cedere dall'esterno, ma accogliente all'interno. Dolce ma con una crosticina lontanamente amara in superficie, e con un'impercettibile punta di sale. Sotto sotto intrigante, come un aroma ben nascosto.
Una crostata, cosa c'è di più semplice ed efficace per risollevare una giornata?
E mentre le nuvole si diradano, ecco che una forchetta affonda nella crema, per poi incontrare un fondo fragrante. Note di vaniglia e di appena indovinabile limone s'intrufolano nelle narici, mentre il palato si abbandona alla scioglievolezza dell'assaggio. Un altro pezzetto. Un altro ancora. Fino alla crosta, che sparisce accompagnata dalle dita alla bocca.
Ops, mi è sembrato di scorgere un sorriso.



CROSTATA ALLA CREMA

  • INGREDIENTI

Per la paté sucrée

200 g di farina 00
50 g di maizena
50 g mandorle
100 g zucchero a velo
125 g burro
1 uovo
sale

Per la crema

250 ml panna
250 ml latte
3 uova
100 g di zucchero a velo
50 g di maizena
1 stecca di vaniglia (o 1 bustina di vanillina)
la scorza di mezzo limone

  • PREPARAZIONE

Iniziare dalla pasta, così che avrà il tempo necessario per riposare in frigo.
Ridurre in polvere le mandorle in un mixer con la maizena. Aggiungere poi il resto degli ingredienti (il burro dev'essere freddo di frigo e tagliato a tocchetti).
Mixare finché l'impasto no avrà iniziato ad aggregarsi (l'importante è che gli ingredienti non si scaldino troppo, quindi anche se la grana non è perfettamente omogenea non preoccuparsi, prima di stenderla si può impastare ancora un po').
Porre in frigorifero, avvolta nella pellicola trasparente.

A questo punto preparare la crema.
Scaldare in un pentolino il latte e la panna, aggiungendovi la scorza di limone e la stecca di vaniglia incisa per il lungo, ben aperta in modo che i semini ne fuoriescano.
In una terrina a parte sciogliere lo zucchero nelle uova usando una frusta. Sbattere un poco in modo che il composto si schiarisca un po', aggiungere poi la maizena, facendo attenzione perchè non formi grumi.
Aggiungere a filo il latte con la panna filtrati attraverso un colino, mescolare bene e poi riportare il tutto sul fornello nel pentolino.
Far giungere a bollore e togliere dal fuoco quando si sarà raddensata a sufficienza.

Accendere il forno a 180°C.
Togliere la pasta dal frigo, impastarla un po' se necessario e poi usarla per il fondo della crostata, foderando una tortiera precedentemente imburrata e infarinata.
Versarvi poi la crema e infornare per circa 20 minuti.
Quando sarà compatta, togliere del forno e spolverare di zucchero semolato.
Infornare nuovamente e proseguire la cottura per altri 5- 10 minuti. Se lo zucchero fatica a caramellarsi chiedere l'intervento del grill ;)
Sfornare e lasciar raffreddare (fredda è mooooooolto più buona, so che è difficile resistere, ma fidatevi di chi ha assaggiato entrambe le “versioni”).



Non so se notate l'ora del post, ma in questo momento sto finendo di fare colazione... inizia un'altra settimana!
Vi auguro che la vostra sia ottima, alla prossima :)

domenica 10 ottobre 2010

Strategici incontri di voglie


Ieri altra giornata autumn style: cielo coperto, pioggerellina a singhiozzo, aria fresca e foglie che sembrano abbandonare il verde brillante per virare verso palette più rossastre sempre più velocemente.
Così, approfittando di una pausa studio, ho acceso il forno.
E' tutta la settimana che ho una voglia pazzesca di cioccolato (i miei fianchi già gioiscono) e di pasta frolla. A parte il fatto che la pasta frolla io la utilizzerei anche per farci la pizza, in questi giorni avevo proprio voglia di una crostata, di quelle con il ripieno morbido e voluttuoso, la frolla burrosa e la crosta larga.
Dunque, crostata è stata. Anzi, crostata al cioccolato è stata.
L'ispirazione me l'ha offerta questa meravogliosa ricetta, io come al solito l'ho un po' reinterpretata, ma senza stravolgere la ricetta. Ho eliminato le uova dall'impasto del guscio (lo so, ora che frolla è? Solamente che guardando il numero di uova nella crema proprio non me la son sentita di aggiungere anche quelle...) e nel ripieno ho sostituito il burro con la panna.
Il risultato? Strapiaciuto.
Certo, col cioccolato si va sul sicuro, direte, ma questa torta è proprio un capolavoro: il ripieno si fonde alla perfezione in bocca, sostenuto dal guscio, delicato ma con quel tocco di mandorla a renderlo davvero intrigante.
Ho già richieste per il bis :)



TARTE AU CHOCOLAT


  • INGREDIENTI


Per la frolla (voi potete tranquillamente utilizzare la vostra ricetta preferita)

300 g di farina bianca 00
200 g di zucchero
175 g di burro
25 g di farina di mandorle
un pizzico di sale

Per il ripieno al cioccolato

100 g di cioccolato fondente (per me un buon Lindt 70%)
100 g di cioccolato al latte (anche qui Lindt)
200 ml di panna liquida
150 g di zucchero a velo
5 uova
70 g di farina


  • PREPARAZIONE


Preriscaldare il forno a 180 °C.
Impastare velocemente gli ingredienti per il guscio, tutti insieme, e riporre in frigo.
Far fondere il cioccolato a bagno maria*
In una terrina sbattere con la frusta (potete, ovviamente, utilizzare anche le fruste elettrice, o il mixer) le uova con lo zucchero, finchè non saranno gonfie e spumose. Aggiungere la farina mescolando accuratamente per sciogliere tutti i grumi.
Quando il cioccolato sarò sciolto aggiungervi la panna. Incorporare infine la ganache ottenuta al composto con le uova.
Riprendere la pasta dal frigo e stenderla in una teglia imburrata e infarinata. Versare nel guscio la crema al cioccolato.
Infornare per 40 minuti circa (devono iniziare ad aprirsi delle crepe in superficie, ma senza che la crema si asciughi troppo).
Spolverare con cacao amaro.


-------------------------------------------------

*Il bagno maria. Premetto che io non ho ancora imparato come si scrive, e se lo scrivo così è solo perchè la maggior parte delle volte l'ho trovato scritto in questa versione :D Qualunque sia la sua corretta forma grafica (e invito chiunque lo sappia a illuminarmi! :) ), ricordo che la tecnica giusta per questo procedimento prevede che si metta dell'acqua (anche poca) a sobbollire in un pentolino e sopra quest'ultimo un recipiente dove viene messo l'ingrediente. Ciò che è fondamentale è che il recipiente non sia a contatto con l'acqua, altrimenti possono verificarsi cose come il ritrovarsi con un cioccolato grumoso e dal sapore di bruciato. Il che non è proprio il massimo, concordete. ;)

-------------------------------------------------

Domani inizia un'altra settimana. Io mi trasferirò ufficialmente a Milano, quindi penso ci risentiremo nel weekend... se prima molto meglio :D
Buona settimana a tutti!