sabato 10 settembre 2011

Necessità vince inerzia.


Vi capita mai di cucinare per necessità? Magari in quei giorni in cui ve ne stareste in pigiama, sul divano, a guardare film tristi con la sola compagnia di un pacco di biscotti e di un litro di latte, senza fare altro se non dormire, commuovervi, e mangiare? Magari quando aprite e richiudete una decina di volte il frigorifero, per constatare che quel panetto di impasto per biscotti che avete deciso di scongelare perché “Agnese, bisogna pulire il freezer!” vi sta ancora supplicando di essere infornato e magari mangiato, come ogni panetto di ottimo impasto per biscotti desidererebbe.
Certi giorni va così. Zero voglia di cucinare, ma necessità di accendere il forno per trasformare in cibo qualcosa che si sta lentamente, ma inesorabilmente, trasformando in rifiuto organico nel silenzio ronzante del frigorifero, o in quello buio e asciutto della dispensa.
Ecco allora che da quando vi svegliate, al mattino, pensate a come trasformare quel cibo in potenza in cibo in atto. E fra il  pensiero e la sua realizzazione pratica s’interpongono un numero variabile di idee e scuse possibili catalogabili sotto l’unica voce di “procrastinazione”.
Della serie:
Però fare i biscotti… mattarello, carta forno, placche da forno, stampini, riposo in frigo… no, ci vuole troppo tempo (ma come, non ho nulla da fare –a parte studiare per un test universitario che si terrà… lunedì!-, e mi lamento del tempo che mi impegnerebbe sfornare dei biscotti?). Una crostata? Uhm, sì, perché no? Ma con cosa farcire il guscio di frolla al caffè e cioccolato? Con una ganache? No, niente panna… uscire per andare al supermercato che dista cinque minuti di camminata? Per favore, dovrei vestirmi, mettermi qualcosa in faccia in modo da non sembrare proprio l’esatto opposto dell’immagine della salute, entrare in quel luogo di perdizione e facili acquisti, tentando invano di non riempire il carrello con decine di euro di cose inutili, magari dimenticando proprio il motivo della “capatina” al supermercato.
E via di questo passo. Finché non arrivano le cinque del pomeriggio e, complice uno schiaffo di realtà da parte di un libro appena terminato, ci si alza e si accende il forno. A questo punto, basta scegliere la giusta colonna sonora e tentare di creare qualcosa con ciò che rimane nel frigo del venerdì (che, non so da voi, ma a casa mia è sempre tragicamente vuoto).
Ricotta, un paio di uova. Uhm… variegatura al cioccolato? Niente cioccolato. Ok, il cacao andrà benissimo. Un po’ di vaniglia, per ammorbidire un poco le note ruvide e amare della base… il retrogusto di caramello del meraviglioso zucchero muscovado scovato in Grecia (sì, dalla Grecia mi sono portata, insieme a tutto il resto, un pacco di scurissimo zucchero grezzo di canna… non ho potuto resistere, non ne avevo mai visto di così scuro, compatto e aromatico!), e… e mi sa che questo ha tutta l’aria di voler diventare un cheesecake.
Cheesecake è stato. E mentre lo sfornavo mi è arrivato un sms per una serata pizza + film con amici.
Porto il dolce, che dite? :)





CHEESECAKE NECESSARIO con ricotta, cacao, base di biscotti al “cappuccino” (definizione made in Fede), da dividere con gli amici, e per dividervi dal divano

  • INGREDIENTI


Base classica da cheesecake

400 g di biscotti secchi
150 g di burro
zucchero o aggiunte a vostro piacimento

oppure

Una dose di pasta frolla preparata con

250 g di farina
150 g di burro ben freddo
un uovo
100 g di zucchero grezzo di canna
due cucchiai di cacao amaro
un cucchiaio di caffè macinato
una – due tazzine di caffè forte
un pizzico di sale

Per la creamcheese

500 g di ricotta
150 g di zucchero (metà muscovado, o altro zucchero grezzo di canna)
due uova
l’interno di una bacca di vaniglia
un’idea di cannella

due cucchiai di cacao amaro


  • PROCEDIMENTO


Preriscaldare il forno a 160°C.
Stendere la pasta frolla (o i biscotti tritati con il burro) in uno stampo a cerniera (oppure foderato di carta da forno), lasciare raffreddare in frigorifero finché il forno non è caldo. Una volta raggiunta la temperatura, infornare la base.

Intanto, preparare la crema. Sbattere le uova fino a farle diventare spumose. Sciogliervi lo zucchero, amalgamarvi la ricotta e profumare con vaniglia e cannella.
Riprendere la base dal forno e versarvi metà dell’impasto. Mescolare al rimanente in cacao amaro e utilizzarlo per marmorizzare la crema bianca. Infornare nuovamente per 50 minuti.
Lasciare raffreddare nel forno spento. 
Se riuscite ad aspettare, dopo una notte di frigorifero è uno spettacolo. 


Che dire... vi auguro un buon weekend, con o senza necessità di cheesecake.
A presto :)

a.

17 commenti:

  1. quando hai sfornato mi è arrivata la notifica!!!

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  2. Potremmo inventare una app! "Cucina che decidiamo cosa fare stasera"!

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  3. A dir la verità, dopo aver visto la foto non si può pensare a un week end senza ;-)

    Buona giornata

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  4. E' così bello e perfetto che sembra un dolce studiato nei minimi particolari, anzichè un cheescake dettato dalla necessità :) davvero bellissimo, chissà come dev'esser buono! Complimeni cara, bravissima come sempre! Buon fine settimana! :*

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  5. Adoro come scrivi lo sai? Sembra tutto così vero e soprattutto mi riconosco spessissimo nelle situazioni che descrivi.
    Sarà stanta anche lunga e "sofferta" la storia di questa cheese cake ma di necessità hai fatto davvero virtù! Ho l'impressione che i tuoi amici saranno stati ancora pià contenti di vaerti inviato quell'sms :) Un baciote tesoro, buon we

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  6. A me capita spessissimo perchè, da brava foodblogger, quando vado al super non riesco proprio a trattenermi e compro sempre un sacco di roba...che non riesco mai ad usare e puntualmente mi ritrovo vicino alla scadenza degli ingredienti ad usarli più che per necessità che altro... Questo cheesecake però è un gran bel modo di riciclarne qualcuno! :-)

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  7. ho una voglia di dolci...da impazzire!

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  8. Agnese, penso che mi aggiungerò alla lista di persone a cui capita tutto ciò che ha elencato. ' vero, ci sono dei giorni pigri, che scorrono lenti. Ma la voglia di fare qualcosa è troppo forte e, giusto appunto per dividersi dal divano, è meglio davvero che la si faccia. Certo, io mi sarei accontentata di semplici biscotti, ma direi che tu hai fatto proprio benone, visto che questo Cheescake "necessario" (il nome è un po' buffo, non trovi?!) deve aver fatto un figurone...

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  9. @Letiziando: Beh, male sicuramente non fa... ;)


    @Ribes e Cannella: Wow :) Grazie a te per i tuoi commenti, mi fanno sempre molto piacere! A presto!

    @Fede: I complimenti che riguardano la scrittura mi fanno sempre molto piacere, quindi grazie mille! Ed è bello sapere che qualcuno ha l'esatta impressione di sapere ciò del quale scrivo :)

    @CarlottaD: Acceso il forno?

    @Memole: Grazie! :)

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  10. @Tiziana: Si può placare... ;)

    @Pips: Sì, in effetti dubito che un titolo del genere possa trovarsi anche in ricettari o riviste di cucina ;) Per me è stato provvidenziale, però. E il bello del cucinare è che fa stare bene te... ma poi apprezzano anche gli altri ;) Un bacione!

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  11. se ti capisco con la necessità di cucinare!!!! molti dei miei dolci nascono così! ma toglimi una curiosità: come cambia il gusto cucinando una cheesecake? perchè le ho sempre fatte fredde

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  12. ciao agnese!
    sempre brillante :) mi fa piacere!
    un bacino
    b

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  13. Mi piace tutto: il racconto, la necessità in potenza e il cheesecake naturalmente... peccato non essere fra gli amici che l'hanno gustato.
    Brava come sempre

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  14. Se dalla necessità nascono queste bontà allora ben vengano!
    Io adoro il retrogusto di liquirizia del Muscovado, lo trovo nei negozi equosolidai Altromercato, ti lascio il link così puoi cercare il punto vendita più vicino a te http://www.altromercato.it/it/din-botteghe-del-mondo
    Che poi.. io mi sacrificherei pure ad andare in Grecia a prenderlo :)
    un abbraccio!

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  15. Necessità di assaggiare questa meraviglia!

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