Vi capita mai di cucinare per necessità? Magari in quei
giorni in cui ve ne stareste in pigiama, sul divano, a guardare film tristi con
la sola compagnia di un pacco di biscotti e di un litro di latte, senza fare
altro se non dormire, commuovervi, e mangiare? Magari quando aprite e
richiudete una decina di volte il frigorifero, per constatare che quel panetto
di impasto per biscotti che avete deciso di scongelare perché “Agnese, bisogna
pulire il freezer!” vi sta ancora supplicando di essere infornato e magari
mangiato, come ogni panetto di ottimo impasto per biscotti desidererebbe.
Certi giorni va così. Zero voglia di cucinare, ma necessità di accendere il forno per trasformare in cibo qualcosa che si sta lentamente, ma inesorabilmente, trasformando in rifiuto organico nel silenzio ronzante del frigorifero, o in quello buio e asciutto della dispensa.
Certi giorni va così. Zero voglia di cucinare, ma necessità di accendere il forno per trasformare in cibo qualcosa che si sta lentamente, ma inesorabilmente, trasformando in rifiuto organico nel silenzio ronzante del frigorifero, o in quello buio e asciutto della dispensa.
Ecco allora che da quando vi svegliate, al mattino, pensate
a come trasformare quel cibo in potenza in cibo in atto. E fra il pensiero e la sua realizzazione pratica s’interpongono
un numero variabile di idee e scuse possibili catalogabili sotto l’unica voce
di “procrastinazione”.
Della serie:
Però fare i biscotti… mattarello, carta forno, placche da forno, stampini, riposo in frigo… no, ci vuole troppo tempo (ma come, non ho nulla da fare –a parte studiare per un test universitario che si terrà… lunedì!-, e mi lamento del tempo che mi impegnerebbe sfornare dei biscotti?). Una crostata? Uhm, sì, perché no? Ma con cosa farcire il guscio di frolla al caffè e cioccolato? Con una ganache? No, niente panna… uscire per andare al supermercato che dista cinque minuti di camminata? Per favore, dovrei vestirmi, mettermi qualcosa in faccia in modo da non sembrare proprio l’esatto opposto dell’immagine della salute, entrare in quel luogo di perdizione e facili acquisti, tentando invano di non riempire il carrello con decine di euro di cose inutili, magari dimenticando proprio il motivo della “capatina” al supermercato.
Della serie:
Però fare i biscotti… mattarello, carta forno, placche da forno, stampini, riposo in frigo… no, ci vuole troppo tempo (ma come, non ho nulla da fare –a parte studiare per un test universitario che si terrà… lunedì!-, e mi lamento del tempo che mi impegnerebbe sfornare dei biscotti?). Una crostata? Uhm, sì, perché no? Ma con cosa farcire il guscio di frolla al caffè e cioccolato? Con una ganache? No, niente panna… uscire per andare al supermercato che dista cinque minuti di camminata? Per favore, dovrei vestirmi, mettermi qualcosa in faccia in modo da non sembrare proprio l’esatto opposto dell’immagine della salute, entrare in quel luogo di perdizione e facili acquisti, tentando invano di non riempire il carrello con decine di euro di cose inutili, magari dimenticando proprio il motivo della “capatina” al supermercato.
E via di questo passo. Finché non arrivano le cinque del
pomeriggio e, complice uno schiaffo di realtà da parte di un libro appena terminato, ci si alza
e si accende il forno. A questo punto, basta scegliere la giusta colonna sonora
e tentare di creare qualcosa con ciò che rimane nel frigo del venerdì (che, non
so da voi, ma a casa mia è sempre tragicamente vuoto).
Ricotta, un paio di uova. Uhm… variegatura al cioccolato? Niente
cioccolato. Ok, il cacao andrà benissimo. Un po’ di vaniglia, per ammorbidire
un poco le note ruvide e amare della base… il retrogusto di caramello del
meraviglioso zucchero muscovado scovato in Grecia (sì, dalla Grecia mi sono
portata, insieme a tutto il resto, un pacco di scurissimo zucchero grezzo di
canna… non ho potuto resistere, non ne avevo mai visto di così scuro, compatto
e aromatico!), e… e mi sa che questo ha tutta l’aria di voler diventare un
cheesecake.
Cheesecake è stato. E mentre lo sfornavo mi è arrivato un
sms per una serata pizza + film con amici.
Porto il dolce, che dite? :)
Porto il dolce, che dite? :)
CHEESECAKE NECESSARIO con ricotta, cacao, base di biscotti al “cappuccino”
(definizione made in Fede), da dividere con gli amici, e per dividervi dal
divano
- INGREDIENTI
Base classica da cheesecake
150 g di burro
zucchero o aggiunte a vostro piacimento
oppure
Una dose di pasta frolla preparata con
250 g di farina
un uovo
due cucchiai di cacao amaro
un cucchiaio di caffè macinato
una – due tazzine di caffè forte
un cucchiaio di caffè macinato
una – due tazzine di caffè forte
un pizzico di sale
Per la creamcheese
500 g di ricotta
150 g di zucchero (metà muscovado, o altro zucchero grezzo di canna)
500 g di ricotta
150 g di zucchero (metà muscovado, o altro zucchero grezzo di canna)
due uova
l’interno di una bacca di vaniglia
un’idea di cannella
due cucchiai di cacao amaro
- PROCEDIMENTO
Preriscaldare il forno a 160°C .
Stendere la pasta frolla (o i biscotti tritati con il burro) in uno stampo a cerniera (oppure foderato di carta da forno), lasciare raffreddare in frigorifero finché il forno non è caldo. Una volta raggiunta la temperatura, infornare la base.
Intanto, preparare la crema. Sbattere le uova fino a farle diventare spumose. Sciogliervi lo zucchero, amalgamarvi la ricotta e profumare con vaniglia e cannella.
Riprendere la base dal forno e versarvi metà dell’impasto. Mescolare al rimanente in cacao amaro e utilizzarlo per marmorizzare la crema bianca. Infornare nuovamente per 50 minuti.
Lasciare raffreddare nel forno spento.
Stendere la pasta frolla (o i biscotti tritati con il burro) in uno stampo a cerniera (oppure foderato di carta da forno), lasciare raffreddare in frigorifero finché il forno non è caldo. Una volta raggiunta la temperatura, infornare la base.
Intanto, preparare la crema. Sbattere le uova fino a farle diventare spumose. Sciogliervi lo zucchero, amalgamarvi la ricotta e profumare con vaniglia e cannella.
Riprendere la base dal forno e versarvi metà dell’impasto. Mescolare al rimanente in cacao amaro e utilizzarlo per marmorizzare la crema bianca. Infornare nuovamente per 50 minuti.
Lasciare raffreddare nel forno spento.
Se riuscite ad aspettare, dopo una notte di frigorifero è uno spettacolo.
Che dire... vi auguro un buon weekend, con o senza necessità di cheesecake.
A presto :)
a.
A presto :)
a.
quando hai sfornato mi è arrivata la notifica!!!
RispondiEliminaPotremmo inventare una app! "Cucina che decidiamo cosa fare stasera"!
RispondiEliminaA dir la verità, dopo aver visto la foto non si può pensare a un week end senza ;-)
RispondiEliminaBuona giornata
E' così bello e perfetto che sembra un dolce studiato nei minimi particolari, anzichè un cheescake dettato dalla necessità :) davvero bellissimo, chissà come dev'esser buono! Complimeni cara, bravissima come sempre! Buon fine settimana! :*
RispondiEliminaAdoro come scrivi lo sai? Sembra tutto così vero e soprattutto mi riconosco spessissimo nelle situazioni che descrivi.
RispondiEliminaSarà stanta anche lunga e "sofferta" la storia di questa cheese cake ma di necessità hai fatto davvero virtù! Ho l'impressione che i tuoi amici saranno stati ancora pià contenti di vaerti inviato quell'sms :) Un baciote tesoro, buon we
A me buon we con, grazie :D
RispondiEliminaE' una meraviglia...Gnam gnam...
RispondiEliminaA me capita spessissimo perchè, da brava foodblogger, quando vado al super non riesco proprio a trattenermi e compro sempre un sacco di roba...che non riesco mai ad usare e puntualmente mi ritrovo vicino alla scadenza degli ingredienti ad usarli più che per necessità che altro... Questo cheesecake però è un gran bel modo di riciclarne qualcuno! :-)
RispondiEliminaho una voglia di dolci...da impazzire!
RispondiEliminaAgnese, penso che mi aggiungerò alla lista di persone a cui capita tutto ciò che ha elencato. ' vero, ci sono dei giorni pigri, che scorrono lenti. Ma la voglia di fare qualcosa è troppo forte e, giusto appunto per dividersi dal divano, è meglio davvero che la si faccia. Certo, io mi sarei accontentata di semplici biscotti, ma direi che tu hai fatto proprio benone, visto che questo Cheescake "necessario" (il nome è un po' buffo, non trovi?!) deve aver fatto un figurone...
RispondiElimina@Letiziando: Beh, male sicuramente non fa... ;)
RispondiElimina@Ribes e Cannella: Wow :) Grazie a te per i tuoi commenti, mi fanno sempre molto piacere! A presto!
@Fede: I complimenti che riguardano la scrittura mi fanno sempre molto piacere, quindi grazie mille! Ed è bello sapere che qualcuno ha l'esatta impressione di sapere ciò del quale scrivo :)
@CarlottaD: Acceso il forno?
@Memole: Grazie! :)
@Tiziana: Si può placare... ;)
RispondiElimina@Pips: Sì, in effetti dubito che un titolo del genere possa trovarsi anche in ricettari o riviste di cucina ;) Per me è stato provvidenziale, però. E il bello del cucinare è che fa stare bene te... ma poi apprezzano anche gli altri ;) Un bacione!
se ti capisco con la necessità di cucinare!!!! molti dei miei dolci nascono così! ma toglimi una curiosità: come cambia il gusto cucinando una cheesecake? perchè le ho sempre fatte fredde
RispondiEliminaciao agnese!
RispondiEliminasempre brillante :) mi fa piacere!
un bacino
b
Mi piace tutto: il racconto, la necessità in potenza e il cheesecake naturalmente... peccato non essere fra gli amici che l'hanno gustato.
RispondiEliminaBrava come sempre
Se dalla necessità nascono queste bontà allora ben vengano!
RispondiEliminaIo adoro il retrogusto di liquirizia del Muscovado, lo trovo nei negozi equosolidai Altromercato, ti lascio il link così puoi cercare il punto vendita più vicino a te http://www.altromercato.it/it/din-botteghe-del-mondo
Che poi.. io mi sacrificherei pure ad andare in Grecia a prenderlo :)
un abbraccio!
Necessità di assaggiare questa meraviglia!
RispondiElimina