Se ripenso a certi post di questo blog, ricordo un'urgente necessità di di trascrivere la mia vita, di raccontare me stessa, di condividere riflessioni per trovare conferme, o smentite, o sfumature, di mostrarmi, con la sicurezza dell'incoerente protezione del web, dove tutto è pubblico e rintracciabile, ma, in qualche modo, cristallizzato nell'illusione di un universo parallelo, dove pochi ti conoscono e dove ti sembra di poter scegliere chi essere e cosa vivere, risultando, a volte, più reale e sincera che al di là di schermo e tastiera.
Insomma, c'era questo bisogno di comunicare, in me. C'era.
Oggi, invece, mi trovo a scrivere questo post senza, veramente, qualcosa da condividere. O, meglio, così rapita dalla vita non-virtuale, così assorbita dagli eventi, così intenta a distillare emozioni e sensazioni, a carpire ogni consistenza e ogni odore, a trattenere gli istanti, le parole, i gesti, per farli risuonare, così coinvolta da questa instancabile voglia di fare, di sperimentare, di approfondire, di imparare, da non aver davvero voglia di trasformare tutto questo in parole.
Forse, perché alcune cose meritano la riservatezza, vanno protette, lasciate respirare in un luogo riparato, senza troppi occhi e voci.
La verità è che non tutti possono vederti felice, non tutti vogliono e non tutti ne sono degni.
Ma credo sia giusto così, giusto e perfetto così.
Quindi, mentre cerco di non sorridere troppo sfacciatamente, lasciate che vi racconti di questa panna cotta.
Era da un po' che sproloquiavo ["sproloquiare" è sicuramente uno dei verbi più utilizzati di questo blog] su Twitter di una panna cotta allo zafferano. L'idea di zafferano e liquirizia mi tentava soprattutto dal punto di vista estetico - già m'immaginavo questo minimalismo bicolore, wow -, tuttavia, desideravo sfruttare i rossi pistilli per qualcosa di meno inflazionato.
Quindi, nella mia testa è comparsa l'idea che pere e zafferano dovessero accordarsi molto bene [non vi racconterò della mattina in cui ho messo una bustina di zafferano nello yogurt greco, per poi affettarci dentro una pera e testare l'abbinamento] e, in effetti, chi ha assaggiato il dolce mi ha confermato che non si è trattato solo di una mia allucinazione gustativa.
La panna cotta è composta per il 20% di purea di pera, in modo da risultare più leggera e fresca. Lo zafferano si avverte, ma non prevarica gli altri elementi, offrendo un sottofondo caldo e intrigante.
Qualche scaglia di fondente al 90% mi è, poi, sembrata necessaria: gli spigoli amari si lasciano volentieri avvolgere dalla morbidezza della panna e corteggiano le curve sensuali della bacca di vaniglia, senza però tradire l'intesa che, da sempre, li lega alla pera.
PANNA COTTA ALLO ZAFFERANO E PERE, CON CIOCCOLATO FONDENTE
Ingredienti
400 ml di panna fresca
80 g di zucchero di canna
1 g di agar agar [in alternativa, 8-10 g di colla di pesce fatti reidratare]
1/2-1 bustina [0,15 g] di zafferano [dosatevi in base all'intensità di aroma del vostro zafferano, se è ottimo ve ne basterà mezza]
2 pere Abate mature [anche le Decana vanno bene, l'importante è che siano compatte, ma dolci]
una bacca di vaniglia
cioccolato fondente [80%-90%]
Procedimento
In un pentolino, tagliate a piccoli tocchetti 100 g di pera. Versate poi la panna, lo zucchero, l'agar agar, i semi raschiati dal baccello di vaniglia e il baccello. Lasciate scaldare a fuoco dolce finché non sfiora il bollore.
A questo punto, insaporite con lo zafferano e frullate con il frullatore a immersione, in modo che non rimangano pezzi di pera.
Versate negli stampini, lasciate raffreddare e poi rassodare in frigorifero [almeno due ore, ma io le ho lasciate tutta la notte].
Intanto, affettate la pera rimanente in modo molto sottile [io ho usato l'affettatrice, ma solo perché mi piace esagerare - in realtà, dovrei comprarmi una mandolina, sarebbe ora]. Disponete qualche fetta su un piatto.
Sformate le panne cotte sopra il carpaccio di pera, e completate con qualche scaglia di fondente.
Agar agar
Gelificante di origine vegetale [è ricavato da alcuni tipi di alghe rosse], ho iniziato ad usarlo da poco, e ammetto di preferirlo soprattutto perché mi evita gli attacchi di nausea quando mi ricordo l'origine dei fogli trasparenti di colla di pesce.
1 g basta a gelificare 500 ml di liquido, non ha sapore, ha zero calorie. Va aggiunto a freddo, poiché il calore lo rende insolubile. E' utilizzato anche per confetture e gelificazioni light, dato che non necessita dello zucchero per rapprendere il liquido.
Insomma, se ancora non lo utilizzate, vi consiglierei di dargli una chance.
Poi, ha indubbiamente un nome molto più carino di "colla di pesce".




fantastica <3 è così bella e deve essere buonissima, mi piace molto l'effetto delle pere sotto la panna cotta :D
RispondiEliminacomplimenti cara, ogni tua ricetta è un'opera d'arte!
Silvia
<3 e non riesco a dire altro (anche perchè l'abbinamento pere e zafferano mi piace molto).
RispondiEliminaLe foto sono meravigliose, e la panna cotta via via che ci penso... e le pere via via che le guardo... e quei riccioli di cioccolato via via che li sciolgo nel pensiero.... eh sì, una meraviglia anche la panna cotta!
RispondiEliminaMia cara Agnese, trovo che aver superato quella fase non possa che far altro che essere una cosa positiva, e che tu non debba sentirti in dovere di giustificarti. Proteggi ciò che vuoi che resti solo tuo, custodiscilo da chi non vuole che tu sia felice , anche se penso che che qui tu non abbia da avere di queste paure :) Mi trovo comunque d'accordo sulla necessità di salvaguardare forse proprio quello che di bello ci succede, piuttosto che il contrario, e mi comporterei molto probabilmente allo stesso modo.
RispondiEliminaLa tua panna cotta mi ha colpito subito. Da un po' volevo provare lo zafferano in un dolce, e l'abbinamento con la pera mi piace da impazzire. La presentazione è uno spettacolo. Insomma, puoi anche non parlare se ci presenti delle meraviglie così! ;)
un bacione
Ed è giusto sì!
RispondiEliminaMi piace questa ricetta e ADORO la prima foto! E' meravigliosa!
Un bacio
La panna cotta profumata allo zafferano dev'essere una vera raffinatezza!! Da provare subito!! Un abbraccio e a presto. Mary
RispondiEliminaComplimenti per gli abbinamenti - di sapore e cromatici - e per l'aggiunta di purea di pere. Mi toccherà provarla, così uso anche quella bustina di agar agar che ho nel cassetto!
RispondiEliminauhhh e questa...ora rimarrò costantemente attaccata al tuo blog....bravissima!
RispondiEliminaSembra carta di riso quella cosa che hai fatto con le pere tagliate così sottili!
RispondiEliminaapity