giovedì 4 luglio 2013

Di gelato, gelati e gelaterie.

Sarà l'allergia sviluppata a schermi e tastiere [esattamente come diceva Nena qualche giorno fa], sarà l'estate, la sua ondata di malinconie serali, insonnie, bisogno di evasione, saranno i lavori che si accumulano e l'agenda che straripa, sarà che il futuro è sempre quel dannato orizzonte sullo sfondo, affollato da nubi inquiete e bluastre, lontano e incerto, sarà la stanchezza accumulata in questi mesi -o anni?-, sarà tutto questo e altro, ma trovo sfiancante anche solo l'idea di mettermi a scrivere un post. Sono settimane che ho aperta una scheda di Chrome con Blogger e la sua pagina bianca pronta per essere riempita. Ogni tanto ci provo, ma lascio perdere dopo qualche riga. Fatico a trovare un ritmo per scrivere liberamente, senza fatica, con naturalezza. Forse è il periodo, forse è che quel poco che scrivo, ultimamente, lo sto scrivendo per il lavoro, forse è l'ispirazione, che mi sembra essere entrata a far parte di quegli esseri nei quali una volta credevo, e ora mi sembrano solo miti infantili, o adolescenziali.

Avevo davvero bisogno di un part-time in gelateria? No. Eppure mi ci sono infilata. Per incapacità di dire no a una proposta, per la solita paura nei confronti del tempo libero, per il desiderio di essere sempre -sempre più- indipendente, per curiosità. Soprattutto per curiosità, in realtà. L'idea di imparare a produrre il gelato mi attirava molto e quindi sì, okay, ho sacrificato anche quelle 5 ore quotidiane al grido di "impara l'arte e mettila da parte".
Tento d'ignorare i segnali di cedimento che la mia mente inizia a inviarmi e intanto mi diletto nella pulizia di kg di frutta fresca, nell'affondare il naso nel barattolo dei semi di vaniglia [ebbene sì, facciamo la crema con i semi di vaniglia, ed è uno spettacolo], nell'osservare, in estasi, il gelato al caffè che scivola fuori dalla macchina [il gelato appena, appena, fatto, quello, vale tutti i mal di schiena delle ore in piedi, soprattutto quello al caffè], nel tuffare stecchi di gelato nel cioccolato fuso, nel dosare al grammo paste purissime di nocciola e di pistacchio, nel fare, fare concreto, fare di scatoloni da spostare, carapine di kg di gelato da sollevare [le mie braccia stanno perdendo anche le ultime traccia di femminilità], fare di persone con le quali rapportarsi, ideare nuove ricette, abbinamenti e gusti, fare di soddisfazione quando -a fine giornata- finalmente spengo le luci e chiudo la porta della gelateria a chiave.
Insomma, se non fosse per la stanchezza, direi che mi sto quasi divertendo.
Mi piace stare dietro le quinte, soprattutto quando c'entra il cibo, e soprattutto se il cibo in questione è uno dei miei preferiti.

Non vi stupirà, quindi, l'insinuarsi di preparazioni sottozero fra le pagine di Food Therapy.
Prendendo spunto da uno dei gusti che proponiamo, ho creato questi stecchi formato mini: gelato al fiordilatte, amarene in pezzetti e sciroppo [quello avanzato dalle amarene, non quello fucsia che sta dentro alle bottiglie che si trovano al super ;) ], granella di amaretti e cioccolato fondente.
Prepararsi dei gelati del genere in casa è facilissimo: bastano degli stampi in silicone [si trovano sia sul web che nei negozi di casalinghi], del buon gelato al fiordilatte e un freezer.
Eccovi la non-ricetta, più qualche trucchetto del mestiere ;)




FIORDILATTE, AMARENE, AMARETTI E CIOCCOLATO, SU STECCO

Ingredienti
gelato al fiordilatte, che sia ottimo
amarene e il loro sciroppo
amaretti
cioccolato fondente

Procedimento
Tirate fuori il gelato dal freezer dieci minuti prima di iniziare la preparazione.
Tagliate le amarene a pezzetti. In una ciotola, mantecate il gelato con le amarene e variegatelo con qualche cucchiaio di sciroppo. Con una spatola, riempite gli stampini con il gelato arricchito di amarene.
Inserite gli appositi bastoncini di legno e riponete in freezer, per 2-3 ore [meglio se una notte intera].

Fate fondere il cioccolato. A parte, sbriciolate gli amaretti.



Sformate i gelatini, ponendoli su una teglia coperta da carta forno/alluminio. "Rigateli" con il cioccolato fuso e lasciateci cadere sopra la granella di amaretti. Rimettete in freezer. 

Tips and tricks
  • variegatura: il segreto per variegare correttamente un gelato è fare in modo che le due componenti rimangano distinguibili, che si combinino senza fondersi; evitate di mescolare troppo il fiordilatte allo sciroppo, è sufficiente fare in modo che le amarene e il loro sciroppo siano equamente distribuiti nel gelato
  • per fare in modo che la superficie dei gelati sia il più possibile regolare, e che all'interno non si formino bolle d'aria, è necessario premere bene il gelato all'interno degli stampi; un modo semplice è quello di spatolare in più riprese il gelato nei bordi e sul fondo, in modo che tutti gli spazi siano accuratamente colmati
  • cioccolato: il cioccolato che si utilizza professionalmente è ricco di grassi, per fare in modo che rimanga molto fluido e che si rapprenda facilmente a contatto con la materia fredda; cercate un buon cioccolato di copertura e, se necessario, fondetelo con burro o acqua, in modo che sia molto liquido e coli facilmente sugli stecchi
  • ovviamente, volendo si possono ricoprire interamente, come gli stecchi classici
Per ora è tutto, spero di aggiornare di nuovo presto, ho giusto qualche ghiacciolo e cake di cui raccontarvi. ;)

PS: per ragioni che ormai tutti ben conoscete, l'intero universo blog si è trasferito su Bloglovin'. Se volete, potete seguirmi anche :)

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