sabato 2 novembre 2013

Crema di marroni, meringhe e cioccolato. | Fuori è un giorno fragile.

Novembre è sopraggiunto mentre ascoltavo "Summertime sadness" su un treno dalla Tuscolana a Fiumicino, di venerdì sera, col crepuscolo fuori dai finestrini e fra le costole.
Inizio a sentirmi, di nuovo, spaccata a metà: la casa che ho e la casa che vorrei, l'auto anche per andare al supermercato e l'atac solo quando strettamente indispensabile, il lavoro che chissà se troverò e  il lavoro che ho, la leggerezza e i crolli.
Le Persone del Là e le Persone del Qui. I legami che persistono anche quando non ci si vede da, non so, ricordamelo, quanto?, un luogo che non ha perché, ma che comunque sa trattenere, strattonare, ghermire, la fragilità dei giorni pretesi dal Qui, l'incantevole ideale che il Là regala.
Sono le otto del mattino e me ne sto, sul balcone, con le scapole al muro, a bere tè bollente, in canottiera: esofago in fiamme e respiro che si condensa nell'aria, terrore di fallire e tenacia nel desiderare.
Dici che credo nelle favole e io penso che non è vero, che voglio solo che la Realtà sia essa stessa una favola, che mi rifiuto di cadere nella quotidianità assassina dei giorni tutti uguali, di una vita a metà fra quello che sognavo e quello che aborrivo, di una mediocre tranquillità. E mentre faccio emergere tutta la forza e la determinazione all'esterno, dentro inizio a tremare, perché l'importante è sempre che gli altri credano in me - io, poi, non mi affiderei nemmeno un gatto, ma questa è una faccenda fra me e me stessa, come il resto, come tutto.
Fra le mani ho una tazza di vetro trasparente che a tratti vorrei lanciare oltre la ringhiera e che a tratti, invece, stringo piano come qualcosa da proteggere, come il mio futuro di cristallo incerto e cangiante.


Dato che oggi siamo molto allegri, energici e vitali, ho pensato di pubblicare questo dolce al cucchiaio [dolce al cucchiaio = comfort food], perfetto sia come rassicurante picco glicemico in solitaria, sia come conclusione di una cena in compagnia.
Gli ingredienti sono semplici quasi quanto la preparazione: ricotta fresca, un po' di panna [ma se lo volete iper-light potete ometterla, come, se lo volete ancora più goloso, potete sostituire la ricotta con il mascarpone], crema di marroni, meringhe e cioccolato fondente.
In meno di mezz'ora otterrete un bicchierino autunnale di tutto rispetto.


TRIFLE DI RICOTTA ALLA CREMA DI MARRONI, CON MERINGHE E CIOCCOLATO FONDENTE

Ingredienti
400 g di ricotta fresca
200 ml di panna da montare
200 g di crema di marroni [indicativamente: regolate la quantità in base alla dolcezza della crema da voi scelta]
meringhe q.b.
cioccolato fondente q.b.
1 cucchiaino di estratto/semi di vaniglia

[volendo potete aggiungere anche un qualcosa di alcolico a vostra scelta]


Procedimento
Mescolate la ricotta alla crema di marroni, aromatizzando il tutto con la vaniglia. Montate la panna e incorporatela. Create i bicchierini alternando meringhe sbriciolate, cioccolato spezzettato al coltello e mousse di ricotta.


9 commenti:

  1. Bella la foto della palettata che cade.
    I miracoli dei diaframmi aperti.

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  2. che belle foto!!!!e che bella ricetta ;) mi sa che te la rubo, io adoro le meringhe ma non mi piacciono i marroni, ci metto altra frutta disidratata?tipo albicocche?tipo mirtilli?

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    1. Dato che qui non ho utilizzato frutta disidratata, ma una crema, ti consiglierei -al più- di sostituirla con un'altra confettura, o magari con della frutta fresca frullata -tipo, ci vedrei bene dei cachi.
      Se provi qualche variante fammi sapere! :)

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  3. credere in se stessi è un po' complicato, di solito chi crede in noi ci sprona un pochino a farlo.
    prendere decisioni, stilare infinite liste di pro e contro, cercare un disequilibrato equilibrio. farsi una vita? o almeno cominciare a provarci.
    L'essere umano è solo un groviglio di indecisioni e paure e qualche meringa sbriciolata, qua e la.

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  4. Oh ma che meraviglia, adoro i marroni, sono quelle cose che, al pari del marzapane, mangerei a quintalate senza essere minimamente dsturbata dalla quantità esagerata di zuccheri....
    Io intanto me la copio, sia mai che ci provi, mi tenta troppo...
    Ciao, Tatiana

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  5. e non so se mi piace più come prepari e fotografi dolci al cucchiaio o come scrivi. Facciamo tutte e due, un po' qua e un po' lì.

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  6. Quando imparerò a fare gli strati nei bicchierini sarò matura e buona da sposare, vero?
    Dico davvero. Ma non si può semplicemente mischiare tutto e ficcarlo nei bicchieri?
    A casa mia andrebbe bene pure in versione "alla carlona".

    apity

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