sabato 22 settembre 2012

Mangami

A volte ho davvero l'impressione che il tempo si dilati, si sfaldi, si sfilacci fra le mie giornate.
L'ultima settimana mi è sembrata lunghissima, da vivere. Eppure, eccoci, è di nuovo venerdì.
Venerdì scorso arrivava la tempesta. Ora devo socchiudere gli occhi, nel puntarli al cielo, a causa dell'intensità della luce del sole.
E se, da una parte, ho imparato [ormai da un po'] a non credere alla stabilità degli stati d'animo, delle emozioni, dei sorrisi, della luce, dall'altra, devo ancora apprendere pienamente che nemmeno le lacrime e il buio sono eterni e incorruttibili.
"It can't rain all the time", si diceva in un film. Eppure, come può sembrare definitiva la pioggia.

La salvezza sta sempre nelle persone. Che siano Persone, però.
Lo ribadisco, a me più che a voi.
Persone.

Ho questa settimana lunghissima tutta addosso, scusate se sono un po' ermetica.
Ma, come sempre, qualcuno riuscirà a leggere fra le righe.
E, mentre leggerà, saprà esattamente che tutto questo vorticare confuso di parole non è altro che un modo, come sempre maldestro, per dire "grazie". Certi "grazie" sono troppo intensi per essere fermati su una pagina. Certi "grazie" vorrei dirli con gli occhi, più che con le parole.
Ci sarà modo e tempo, anche per questo.

Per ora, ci sono gli ultimi manghi [esiste il plurale di mango? Illuminatemi!] da acciuffare.
[Come cambio discorso io, nessuno.]
La vostra eroina è ormai una professionista dello spaccio clandestino di frutta.
Bastano due parole con la proprietaria della mia gelateria di fiducia, per ritrovarmi con un kg di ottimi frutti rossi, a un prezzo ragionevole.
Fra una chiacchiera e l'altra, mi faccio offrire uva fragola personalmente raccolta.
E mi è sufficiente andare a cena nel ristorantino preferito per tornare a casa con due manghi maturi e saporiti.
Così è successo, un paio di settimane fa.
[Del ristorantino in questione vedrò di parlarvi presto, con accurata descrizione del Tany, del suo cognac alla pera, del suo divino passito, del carpaccio di baccalà con pepe rosa e lime, del godurioso club sandwich, dei dolci che non sai mai quale scegliere e finisce sempre che li provi tutti, e di tutto il resto. Ne parleremo.]

L'amore fra me e il mango è nato anni fa. Ho capito che sarebbe stato il frutto della mia vita quando mi ha punto la lingua con la sua nota pepata finale. Da allora, nessuno è mai riuscito ad eguagliarlo.
E il Tany, quando mi ha fatto assaggiare quel tiramisù al mango, ha ridestato, nel tempo di un cucchiaino, la mia passione per l'esotico frutto.
Parlando del più e del meno, poi, non so come ma mi sono ritrovata con due manghi da portare a casa. E quindi eccoci qui.

Il dolce al cucchiaio di oggi è nato dopo quasi ventiquattrore di intense elucubrazioni davanti a quei due manghi, che mi fissavano un po' preoccupati della loro sorte, non lo nego.
Uno di loro ha fatto la fine che già avevo premeditato: metà mangiato al naturale, e metà "sorbettato" [con il mio metodo eretico e barbaro, quello che, se proprio volete, trovate qui.]
L'altro è stato per metà frullato e unito a una vellutata crema pasticcera, e per la metà restante flambato al ritmo di "Ti flambo il mango" [perla della sottoscritta durante un elogio al mango intavolato fra un cucchiaino e l'altro del sopracitato tiramisù].
Il risultato è una crema che unisce la golosità della crema pasticcera alla freschezza della polpa del mango. Fra un cucchiaino e l'altro, poi, spuntano cubetti del frutto avvolti da un velo di rhum e zucchero di canna, caramellato a fiamma viva.

"Non so tu, ma io ti mango."
[Questa, invece, è di Marta, via Twitter -qui, il suo profilo-]




CREMA AL MANGO

Ingredienti
Per la crema pasticcera
500 ml di latte fresco intero
4 tuorli [oppure, 2 uova intere*]
90 g di zucchero
i semi di una bacca di vaniglia
40 g di maizena

un grosso mango maturo

rhum e zucchero di canna, q.b.

Procedimento
Preparare innanzitutto la crema pasticcera. Scaldare il latte in un pentolino con la stecca di vaniglia, aperta a metà, e i suoi semini, evitando di far raggiungere il bollore. Spegnere il fuoco e lasciare la vaniglia in infusione per circa 30 minuti, in modo che il latte assimili tutto l'aroma.
Nel frattempo, in una ciotola a parte, sbattere i tuorli [o le uova intere] con lo zucchero. Unire anche la maizena setacciata.
Togliere la bacca di vaniglia dal latte e versarlo, a filo, nel composto di uova.
Rimettere la crema sul fornello e cuocere fino ad addensamento completato.
[A questo punto, se proprio volete fare una cosa bellissima, prendete un cucchiaino di burro e scioglietelo nella crema, mescolando. Lucidità e morbidezza saranno inequiparabili.]

Frullare la polpa di mezzo mango, e unirla alla crema pasticcera. Dividerla poi nei bicchierini.

Tagliare il mango restante a cubetti. Metterlo in una padella con due cucchiai di zucchero e lasciar caramellare a fuoco basso. Quando lo zucchero è completamente sciolto, aggiungere il rhum.
Flambare inclinando leggermente il padellino, finché l'alcol non s'incendia.
Disporre i cubetti di mango sulle creme [ero partita col tentativo di fare qualcosa di ordinato ed elegante, ma poi l'entropia ha, come al solito prevalso, e quindi una montagna di mango è franata nella crema pasticcera mangata -si dirà?-, magari voi potete attenervi a un'idea di pasticceria vagamente più raffinata e presentabile].

*Mi confermo l'eretica di cui sopra dicendovi che ho preparato la crema pasticcera utilizzando anche gli albumi. Dovendo aggiungere un frutto frullato [liquido, quindi], necessitavo di una crema più consistente, quindi, non volendo compromettere la freschezza del dolce, ho preferito sostituire due tuorli con gli albumi, senza aumentare la maizena.
Il risultato è stato molto soddisfacente, direi che è una variante da tenere in considerazione, soprattutto qualora si vogliano tagliare calorie, colesterolo & co.




Bene, post come al solito assurdo e dalla confusione imperante. Fortunatamente ho qualcosa di serio con cui riscattarmi. Vi ricordate il blog di Valeria, di cui avevamo parlato qui?
Proprio qualche giorno fa, su quelle pagine, è uscita la prima ricetta made in Food Therapy.
Nel caso vi venga, dopo esservi divorati quattro manghi, un'improvvisa voglia di zucchine, potete con entusiasmo lanciarvi su questo link.

Ora direi che porto me stessa a letto. O, perlomeno, lontano da una tastiera :)

19 commenti:

  1. Meraviglia.Non dico altro. Tutto meraviglioso :-)

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  2. ti flambo il mango non è male :-) Delizioso questo dessert! Il problema coi manghi (o coi mango?) è trovarne di decenti e non quegli esemplari anemici che propinano nei supermercati, però quando lo trovi buono, sì, è davvero un frutto perfetto!
    Ps: nella crema pasticcera anche io ormai riduco drasticamente il numero di tuorli, optando spesso per l'uovo intero. Trovo che la resa sia comunque ottima, no? ;) a presto!

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    1. Eh, i manghi anemici sono Il Male. E purtroppo è difficile evitarli.
      A parte questo, trovo anch'io che gli albumi siano una scelta vincente, quando si tratta di crema pasticcera ;)

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  3. arrivo tardi. stupido cavo del piccì sfasciato. è andato avanti pure troppo tempo. ho dovuto aspettare fino a stasera per leggere questo elogio del mango. e aspetto con molto delirio quello di Tany ora.
    e tanto per dirtelo. non ho mai flambato qualche cosa ed ho un certo terrore recalcitrante. l'effetto però è troppo bello.. -conflitto si idee-

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    1. Ma guarda che flambare è un nulla. Basta non aspettare la fiammata a dieci centimentri dalla padella, per guardare bene. Non che io l'abbia fatto, ovviamente.

      [Non ho scuse per il ritardo con cui rispondo ai commenti. Poco tempo da trascorrere al pc. Vale?]

      Cuoricini flambati.

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  4. Buona e bella e che bel racconto come sempre =)))

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  5. è possibile avere immediatamente uno di questi bicchierini? :)
    è sempre bello passare qui da te. :*

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  6. ermetica eh? :)
    Ma ci godiamo il tuo bel dolcetto che in effetti non sembra proprio niente male!!

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  7. Spero che da venersì la "tempesta" sia passata e oggi splenda un bel sole nel cielo azzurro :) "It can't rain all the time" lo ripeto anche per me!
    mangami...mangami...mangami...se mi passi uno di quei bicchierini raccolgo subitissimo l'invito e melomango :D!
    Un bacione, buona settimana

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    1. Io ci provo ad allegarli alle mail, ma niente da fare :(
      Però sono così semplici da fare... anche con un frutto alternativo al mango :)

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  8. Che buffa che sei... quel ti flambo il mango rimarrà ben fissato nella mia memoria ;)
    Come questo dolce, corredato di albumi che ammetto non ho mai provato nella crema pasticcera ma se me lo dici tu mi fido. Molto. Buona serata e buona settimana sperando sia meno luuunga della precedente

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    1. In effetti è stato davvero un lampo di "genio" ;)
      Senza albumi guadagni in leggerezza... ovviamente viene meno corposa, ma di tanto in tanto ci sta :) Grazie, buona settimana anche a te!

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