Ci sono moltissime cose che uno può fare per tornare a respirare.
Può godersi queste prime sere estive, con questa luce tenace che sembra non voler mai lasciare il cielo.
Può camminare sul lungo lago alle otto di sera, quando stacca dal lavoro e improvvisamente trova il silenzio, il silenzio di un lago piatto come uno specchio, il silenzio del profumo fragrante dei gelsomini, il silenzio di quell’ora in cui tutti sono a cena e a guardare la partita.
Può tornare a guidare di notte, con la musica giusta e la giusta aria che entra dal finestrino abbassato, con le luci giuste dei lampioni allineati e il giusto deserto nelle strade.
Può rivedere una persona dopo tanto, dopo abbastanza tempo perché la ritrovi diversa, cambiata, forse cresciuta, sempre incasinata, ma forse più viva.
Può riprendere quel lavoro in libreria di cui è innamorata, che anche se la impegnerà sei sere su sette non importa, che anche se lo stipendio è pessimo non conta, che anche se “ma poi quando ci vediamo”, non so, si fa, ci troviamo lì, fra le pigne di libri e gli scaffali da sistemare, la musica la scelgo io, sì, dai, si fa, in qualche modo si fa sempre.
Può andare a prendersi l’ossigeno lì, sulle labbra di una, di quella, persona, in fondo ai suoi occhi, in quell’incavo fra collo e spalla.
Può preparare l’ennesima crostata di mele, sempre lei ma sempre diversa, respirando ogni singolo aroma, dal profumo del burro nella pasta sucrée, a quello della cannella appena macinata, a quello che si sprigiona dalla bacca di vaniglia quando la incidi, quando prelevi i semini con il coltello, a quello delle mele che si caramellano con il marsala e lo zucchero di canna.
Ci sono moltissime cose che uno può fare per tornare a respirare.
Qui sotto, la ricetta per una di esse.
CROSTATA DI MELE
Ingredienti
250 g di farina 00
120 g di burro freddissimo
2 tuorli
70 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
Per la composta di mele
3 mele [quelle che preferite, ma che abbiamo un buon profumo]
25 g di burro
un cucchiaino di cannella
una bacca di vaniglia
tre cucchiai di marsala
Per l'ultimo strato
una mela
tre cucchiai di zucchero di canna
marsala
Procedimento
Fatene una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo per almeno un’ora [oppure: mezz’ora in freezer].
Per preparare la composta, fate cuocere le mele tagliate a pezzetti, con il burro, il marsala, la cannella e la vaniglia, sia i semini [raschiati con lama di un coltello], che l’involucro.
Quando le mele saranno diventate morbide e trasparenti, togliete la bacca di vaniglia e schiacciate la composta con una forchetta. Lasciate raffreddare.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Riprendete la pasta, stendetela all’altezza di mezzo centimetro, usatela per foderare uno stampo.
Lasciate lo stampo in frigo mentre affettate la mela rimanente.
Riprendete il guscio di pasta, versatevi la composta, ricoprite con le fette di mela.
Spennellate la superficie con il marsala e con lo zucchero di canna.
Infornate per almeno 45 minuti, finché la pasta non è dorata ai bordi e le mele non sono ben caramellate.
La classica pallina di gelato alla crema ci sta divinamente, ma anche un cucchiaio di yogurt greco con una spolverata di cannella direi che fa il suo effetto.