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martedì 26 maggio 2015

Post blue.

[NP]

Oggi pedalavo, lungo il Ticino, fra il fiume e il bosco fitto e umido. Pedalavo, pensavo, riascoltavo certe parole dentro di me, mi chiedevo che bisogno ci fosse stato di pronunciarle. Detesto l'umana leggerezza nei confronti delle parole. Detesto quando ci si dimentica quanto possano ferire.
Eppure pensavo che fossimo cresciuti, no?, che avessimo smesso di parlare solo per sfogarci, di vomitare parole solo perché non si possono vomitare le emozioni. Pensavo l'avessimo imparata, quella lezione, quella sulla responsabilità nei confronti dell'altro, quella sulla fragilità degli equilibri fra persone, quella delle discussioni adulte e pacate, ragionevoli, costruttive.
Magari è stato solo un caso, la crepa nella superficie intatta, la frase sbagliata al momento sbagliato, non lo so. So che mi sono fermata, a un tratto, ad osservare un cigno che riemergeva da sott'acqua, con un ciuffo di alghe nel becco; seguendo con lo sguardo le goccioline d'acqua fuggire dalle sue piume impermeabili, per rituffarsi nel fiume nel giro di qualche secondo, desideravo l'impermeabilità di quelle piume, oggi, desideravo che le parole mi scorressero addosso senza lasciare traccia, desideravo qualcosa - fra me e il mondo - che proteggesse il bianco, che mi aiutasse a difenderlo.


Ci starebbe un bel "#einvece", qui sotto, ma possiamo optare per un respiro profondo e un piccolo dolce, una sciocchezza improvvisata sabato per provare la ricetta di un cremoso all'acqua trovata fra le pagine di questa meraviglia qui [vi lascio il link perché è ancora in promozione].
Era dai tempi di Harry Potter che non mi svegliavo trepidante all'alba per un libro; sono trascorsi un po' di anni e dal fantasy siamo passati alla pasticceria, dalla Rowling a Di Carlo e dalle bacchette magiche alle sac à poche, ma l'entusiasmo per la carta è rimasto identico.

Dicevo, un piccolo dolce. Un predessert, forse, considerando la freschezza leggera dell'insieme e visto che all'assaggio manca un po' di consistenza, un po' di volume, qualcosa [è a noi che manca un forno, ecco].
Avevo dei mirtilli in frigorifero, li ho frullati, passati al setaccio e fatti ridurre parecchio, in modo da ottenere una salsa piuttosto densa.
Il cremoso all'acqua ha una base di cioccolato bianco, rinfrescata dalla nota agrumata di un infuso di semi di coriandolo.


Delle scorzette di limone in salamoia danno quel tocco sapido-acido che mette le papille sull'attenti, ripulendo il palato.


 Mandorle affettate sottilmente e caramellate per un po' di croccantezza, timo per distrarre ulteriormente dalla dolcezza del cioccolato.


Vi lascio la ricetta del cremoso. Considerate però che io l'ho alleggerita ulteriormente sostituendo 1/4 della panna con altra acqua [un'eresia, lo so, indignatevi pasticceri, ma volevo tentare]. Sicuramente il gusto rimane meno latteo, prevale il burro di cacao, e l'emulsione è più difficile da raggiungere, ma a me è parso interessante.

Cremoso all'acqua [ricetta di Leonardo Di Carlo]

Ingredienti

150 g di acqua [in origine 100 g]
10 g di miele [se lo avete, utilizzatene uno un po' agrumato, fresco, benissimo anche il tiglio]
4,5 g di gelatina in fogli, ammorbidita in acqua fredda
175 g di cioccolato bianco
10 g di burro di cacao [se non lo avete, sostituitelo con 10 g di cioccolato bianco]
150 g di panna fresca [35% materia grassa]

3 cucchiai di semi di coriandolo pestati

Procedimento

Portate a bollore l'acqua, versatevi i semi di coriandolo e lasciate in infusione fino a raffreddamento. Filtrate, pesate l'infuso e, eventualmente, compensate l'acqua evaporata aggiungendo i grammi mancati.
Scaldate nuovamente l'infuso fino a fargli sfiorare il bollore, scioglietevi il miele e la gelatina strizzata, versatelo in tre tempi sul cioccolato bianco fuso a 40°C [cercate di creare una emulsione elastica e brillante]. Aggiungete infine la panna liquida e fredda, lisciate col mixer a immersione, filtrate ancora una volta per eliminare eventuali bolle d'aria [questa è una mia fisima, il passaggio è opzionale], lasciate cristallizzare in frigorifero per almeno 6-8 ore.


Montaggio

Dressate il cremoso su un piatto, circondatelo col coulis di mirtillo, disponete sulla sua superficie mandorle tostate e caramellate, zeste di limone sotto sale* affettate sottilmente, foglioline di timo.

*Per i limoni sotto sale: lavate accuratamente dei bei limoni dotati di una scorza importante e non trattata, divideteli in spicchi [4 vanno bene], metteteli in un barattolo a chiusura ermetica e ricopriteli di sale grosso. Dopo 4 mesi saranno pronti.


PS: Ma le torte? Quelle fette rassicuranti da colazione? Torneranno, torneranno. E' che, come dicevo poco più su, siamo momentaneamente [si spera] senza forno e, in più, la sottoscritta si è un po' annoiata fra torte, crostate e cakes. Ma torneranno.