Capitano periodi molto frenetici in cui perdo di vista la vita. Poi, ad un tratto, mi fermo e mi rendo conto di aver toccato il fondo, di avergli dato una bella mano di bianco, averlo arredato in modo apparentemente anche decente, un bel trompe-l'œil a simulare una finestra, e averci abitato per fin troppo tempo.
Ma è sufficiente svegliarsi, riacquisire sensibilità, ritornare cosciente; la concretezza muta di conseguenza, senza sforzo -forse per istinto di sopravvivenza, forse per la necessità di Bellezza, forse grazie all'aver, a volte, intravisto, intuito, quel fulgido di più che ha fatalmente condannato la bidimensionalità della routine, l'accontentarsi delle abitudini, gli abbagli delle false soddisfazioni-.
Concedersi una buona pizza la domenica sera, dopo la maratona lavorativa della domenica, prenotare un biglietto aereo, qualche capatina in libreria ad assaggiare lo scaffale Adelphi, bussare quotidianamente allo studio del pittore che abita vicino a dove lavoro, per osservare i quadri crescere, godersi una serata a girovagare per la città con un paio di Persone, dopo una giornata di gente, a parlare e a sedersi sul molo, con i piedi che sfiorano l'acqua del lago, rimanere a baciarsi in auto, con i finestrini abbassati e le zanzare che banchettano sulle tue gambe, concedersi un'altra chance per quel futuro ormai ritenuto archiviato.
Risparmiarsi il male gratuito ed autoinflitto. Trattarsi un po' meglio, accorgersi che è possibile.
Della serie "godersela", eccovi un tiramisù versione estiva, quasi light.
Il tiramisù, di per sé, non posso dire che mi faccia impazzire: lo trovo inflazionato, difficilmente mi stupisce, non mi affascina la pesantezza "vintage" del mascarpone. Tuttavia, non riesco ad ignorarlo: il caffè è un forte richiamo e, anche quando non decido di prepararlo di mia volontà, rimane uno dei dolci più richiesti.
Credo di non preparare un tiramisù classico, "100% mascarpone", da anni: ho provato la versione con la ricotta, con lo yogurt, con la panna, l'ho trasformato in cheesecake, e anche in una torta di crepes, ho testato l'assorbimento del caffè da parte di biscotti di tutti i generi, dai savoiardi homemade ai frollini al cacao, ho aggiunto al cacao scaglie di cioccolato fondente e su Twitter c'è chi mi ha raccontato di scegliere la combo crema pasticcera e panna montata.
Questa volta, ho mescolato ricotta e yogurt greco, pastorizzato le uova e chiuso nel barattolo [molto sul fighetto andante, I know, ma perfetto per una serata ad ascoltare jazz di fronte al lago, muniti di cucchiaini]. Nel caso vogliate tagliare ancor di più le calorie, potete dolcificare con lo stevia, un dolcificante 100% naturale che non alza nemmeno l'indice glicemico.
Ah, e se qualcuno fosse interessato alla versione latticini-free, può utilizzare il tofu silk, che ha un'ottima resa nei dolci al cucchiaio.
Ecco la ricetta. ;)
TIRAMISÙ IN A JAR
Ingredienti [5-7 persone]
3 uova grandi
4-6 cucchiai di zucchero [dipende da quanto vi piace dolce]
400 g di ricotta
100 g di yogurt greco [intero o magro, as you prefer]
baccello di vaniglia [se volete, io trovo arrotondi la punta acidula dello yogurt]nota alcolica a vostra scelta
savoiardi [non devo specificare che devono essere buoni, vero?]
caffè [vade retro surrogati solubili: prendetevi una bella moka king size e fatevi il caffè come si deve]
cacao amaro
Procedimento
Preparate caffè a sufficienza, versatelo in un piatto fondo e lasciatelo raffreddare.
Per pastorizzare le uova [il mio post di riferimento è questo, di Milena]: scaldate una soluzione di acqua e zucchero [1:3] fino ai 121°C [raggiungete il punto di bollore, e poi lasciate andare ancora per un po', se non avete il termometro].
Intanto, montate gli albumi. Quando la neve inizia a formarsi, aggiungete, a filo, metà dello sciroppo. Continuate a montare fino ad ottenere una meringa soda e lucida.
A parte, montate i tuorli con lo sciroppo caldo rimanente, sempre inserito a filo. Mescolate poi la ricotta e lo yogurt, i semi di vaniglia e il liquore scelto. Infine, incorporate delicatamente gli albumi.
Distribuite un cucchiaio di crema sul fondo dei barattoli. Spezzate i savoiardi, inzuppateli nel caffè [se volete, zuccheratelo, io lo lascio amaro] solo da una parte, ordinateli sulla crema, con il lato incaffeinato verso l'alto. Alternate savoiardi e crema fino a riempimento dei barattoli. Chiudete e lasciate in frigorifero fino al momento di servire [oppure tirateli fuori dieci minuti prima, dipende quanto vi piace l'effetto "freddo"]. Spolverate di cacao all'ultimo.
PS: barattoli sterilizzati e ben asciutti, mi raccomando ;)



Godersi le piccole cose insomma: sì è possibile ed è bello quando uno si rende conto che lo è. Come godersi questa meraviglia di tiramisù in barattolo e le tue splendide foto :*
RispondiEliminaUn abbraccio
Grazie, Elisa! :)
EliminaCon il tiramisù va così, mi piace sempre, in ogni modo, non resisto al fascino, cade ogni difesa, mi sciolgo e mi arrendo... :-) E sì, lo ammetto, l'animo vintage mi fa amare anche il mascarpone (l'ho messo pure nel gelato, qualche giorno fa, ehehe) ma se si possono fare versioni più leggere, per variare, sono ben felice!
RispondiEliminaVolersi bene parte anche da questo... preparare un dolce a cui non sappiamo resistere, accorgersi di quante piccole cose intorno a noi sono da notare, ritagliarsi tempo, giocare con il tempo, allargare il tempo... svegliarsi, è vero, riaprire gli occhi e vedere nuova luce... l'estate secondo me è la stagione giusta per farlo...
I hope so.
EliminaIntanto, viva l'animo vintage. A me il mascarpone a cucchiaiate da un po' fastidio, ma, tipo, nelle torte ci sta benissimo ;)
Anch'io la penso come te sul tiramisù... non mi è mai piaciuto, soprattutto quando mi ritrovo davanti ad un "pastone" cremoso e dolcissimo... Il mascarpone poi, non lo posso soffrire! a me piace sentire il contrasto tra diverse consistenze, e i savoiardi di questo dolce risultano sempre e comunque troppo inzuppati.. fosse per me, non li bagnerei nemmeno e terrei un po' di "scrocchiarello", magari infilandoci in mezzo un po' di cioccolato a scaglie:)
RispondiEliminaPerò mi tocca sempre fare la versione classica, che in effetti è la più richiesta...
però la tua versione è diversa e lo yogurth greco ispira, eccome! Sicuramente gli dà un tocco di acidità che non guasta... lo provo, lo provo!
Ciao Agnese!
Infatti, il tocco di acidità a me piace moltissimo, soprattutto con l'amaro del caffè e del cioccolato [approvo le scaglie, tantissimo!]. Ciao, cara! :)
EliminaQuesta è la versione pic-nic, quella da portare nel cestino ed aspettare solo che ti chiedano di allungare il barattolo. Una piccola cosa. Io per ora riesco solo a godermi tutti i preparativi, la scelta dei cucchiaini, l'imbarattolamento, i tovagliolini, i coperchi che si chiudono negli incavi giusti su cui scivolare lentamente. Il resto è difficile. Però, ecco, vorrei che tutti gli spigoli si ammorbidissero un po'.
RispondiEliminaLa risposta a questo commento te la dico a voce quando ci vediamo. Ché è complessa, complicata e da farsi sul pavimento. Ma anche in riva al tuo lago, andrà benissimo.
EliminaIntanto, un abbraccio agli spigoli.
Servito così è una meraviglia e senza dubbio dev'essere buonissimo anche con ricotta e yogurt seppur io ami il mascarpone! ;-)
RispondiEliminaSì, è possibile... dopo anni trascorsi a combinare guai a favore di me stessa ho raggiunto un livello di felice serenità, purtroppo durata poco perchè si sa che l'impegno nel cercare di vivere male non è mai abbastanza, ma ora ce la sto mettendo tutta per coccolarmi e per vivere con la calma necessaria a non perdere di vista l'obiettivo, quello della Felicità... perchè star male non serve proprio a nessuno!!! E questa coccola che proponi è davvero splendida, una versione con la tua non l'avevo mai vista... con la ricotta poi!!!!
RispondiEliminaOra prendo nota e in settimana provvedo... una carezza a noi stessi in più fa sempre bene!
Ciao, Tatiana
Grazie, Tatiana. Poi, se lo provi, fammi sapere se ti è piaciuto :)
Eliminacosa sai creare tu.
RispondiElimina(il caffè, amaro. è un dolce che mi annoia e invece vorrei infilarmi nello schermo ora. anche se preferisco pensare al lago che non ho mai visto. e immaginarti un po'.)
quori.
Eliminamanchi.
tu. pure. molto.
Elimina(oddio il pittore.)
RispondiEliminaQuando vieni qui te lo presento. I colori. I colori.
EliminaComplimenti per le foto ed anche per il tiramisù, ovviamente, Lo adoro con il mascarpone , ma proverò al + presto questa versione , anche perché ho scoperto da poco lo yogurt (che non adoro in generale) greco e devo dire che aggiusta il "tiro" ad un mucchio di preparazioni salate e dolci.
RispondiEliminaA presto e complimenti ancora.
Verissimo, io lo adoro anche col salato, per fare qualche dip sfizioso o nelle vellutate. Grazie per i complimenti! :)
Eliminanemmeno io impazzisco per il tiramisu, ma con queste foto e l'idea di mangiarlo ascoltando musica all'aperto sei riuscita a conquistarmi. forse è venuto il momento di provare a farlo, magari rivisitandolo... sai che tu e io non ce la facciamo una-volta-che-sia-una a seguire una ricetta senza metterci lo zampino, vero? ;)
RispondiEliminap.s. "godersi una serata a girovagare per la città con un paio di Persone, dopo una giornata di gente", bellissimo!
Aspetto la tua versione, allora, sono curiosissima! ;)
EliminaPS: Grazie :*
ahahah ci siamo scritte il commento in contemporanea, no words :D
RispondiEliminaInfatti! Ci sarà qualche allineamento fra persone con tendenza a riscrivere, in pratica, le ricette? ;)
Eliminache spettacolo presentati in quei vasetti, una meraviglia.........
RispondiEliminasono bellissimi!
RispondiEliminaPassa da me, c'è una sorpresa... http://dolcipasticcincucina.blogspot.it/2013/08/blog-100-affidabile.html
ciaooo