venerdì 26 settembre 2014

Brioche Nanterre. | Eat hard, dream harder.

Non so descrivere quanto prezioso sia il tempo che trascorriamo insieme.

- Il problema, con te, è che mi sembra tutto realizzabile.



BRIOCHE NANTERRE di Pierre Hermé

Chiariamoci subito: io adoro i lievitati. Mi mettono di buon umore, c'è poco da fare: dalla sensazione di velluto del lievito quando lo si frantuma con le dita, al sapere di avere in frigorifero qualcosa che cresce [credo che nessun essere vivente saprà mai scatenarmi l'istinto materno che mi fa nascere un lievitato...], dal riprendere l'impasto soffice e sgonfiarlo per lavorarlo, al profumo inevitabile ed irresistibile che si scatena per casa quando cuoce.
Ogni tanto mi perdo ancora a sognare la mia boulangerie parigina, e allora sforno una brioche.
Questa volta è stato il turno di una ricetta di Monsieur Hermé che adocchiavo [qui, soprattutto] da tempo. Si tratta della classica pasta da brioche francese: ricca di burro e uova, morbida, né dolce né salata, perché si possa gustare con qualsiasi accompagnamento [ma anche nature, con mezzo litro di caffè, dà una certa dipendenza].
L'impasto non è semplicissimo, necessita di molto tempo ed energia perché si incordi bene [magari usate un'impastatrice, non come la sottoscritta che s'è fatta venire due braccia da bodybuilder litigando con quella massa burrosissima per quaranta minuti].
Però, il risultato è impagabile.

Un'ultima nota: cercate un burro di ottima qualità, essendocene così tanto influisce davvero sul gusto della brioche.


Ingredienti [per uno stampo da plumcake 30x11]

12 g di lievito di birra
20 g di latte
200 g di farina manitoba
150 g di farina 00
5 uova [245 g] + 1 per la finitura
35 g di zucchero
7 g di sale
250 g di burro

Procedimento

Sciogliete il lievito nel latte tiepido. Aggiungete 150 g di farina [presi dal totale], 2 uova e iniziate a impastare [se usate l'impastatrice cominciate con il gancio a foglia].
Quando l'impasto sarà amalgamato, aggiungete e lasciate assorbire lo zucchero.
Unite un altro uovo e metà della farina restante, lasciate incorporare, proseguite così fino a esaurimento di uova e farina.
Aggiungete il sale e lavorate l'impasto finché non si staccherà per bene dalle pareti della bowl o dal piano di lavoro [cambiate il gancio all'impastatrice, usate quello a uncino].
A questo punto, incorporate a poco a poco il burro e impastate energicamente [con l'impastatrice alla massima velocità] fino a perfetta incordatura: la massa deve essere lucida e setosa, assolutamente omogenea.
Stendete l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato in un rettangolo, eseguite un giro di pieghe come per la sfoglia [tipo 1, qui]. Mettete il vostro cucciolo di pan brioche a riposare in un contenitore pulito e coperto da pellicola.
Dopo averlo lasciato per una quarantina di minuti a temperatura ambiente, riponetelo in frigorifero e cercate di dimenticarvelo per 8 ore [ammetto di aver provato a lasciarlo in lievitazione anche 20 ore, e il risultato è stato migliore di quello che ho cotto dopo sole 8 ore].
Terminato il riposo, l'impasto sarà lievitato, ma non esageratamente gonfio e molto compatto: non spaventatevi, lasciatelo a temperatura ambiente per altri 40 minuti, poi lavoratelo un po' allungandolo e arrotolandolo sotto i palmi.


La forma tipica della brioche di Nanterre prevede che si divida l'impasto in quattro palline e che le si sistemi in uno stampo da plumcake. Dopo che queste abbiano raggiunto il bordo dello stampo [in una giornata calda ci vorrà circa mezz'ora, altrimenti un'oretta], spennellate con l'uovo sbattuto e praticate delle incisioni sulla superficie, perpendicolari alle cunette delle palline, in modo che in cottura si creino le tipiche aperture più chiare [okay, non mi so spiegare, guardate qui].
Infornate a 180°C per circa 40 minuti. La brioche si colora piuttosto velocemente, tenetela d'occhio e, nel caso, copritela con un foglio di alluminio [non fate come la sottoscritta, che è andata ingenuamente a farsi una doccia per poi ritrovare un pan brioche decisamente troppo abbronzato].

Il fidanzato [cuoco decisamente migliore della blogger] consiglia: rivestite il pan brioche cotto con la pellicola trasparente, perché si mantenga morbido e fragrante più a lungo [ma vi sfido a fargli superare le 12 ore di vita].


PS: Scusate la luce variabile nelle foto, mi pare palese che io abbia disimparato ad utilizzare la reflex.

11 commenti:

  1. sai essere davvero molto pericolosa tu <3
    (ma quale disimparato a usare la reflex, dannazione. questi riflessi grigioblu mi hanno conquistata irreparabilmente u_u )

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    1. Vabbè, ma col grigio-blu so di andare sul sicuro con te <3

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  2. Questo post capita a pennello: proprio ieri sera sono stata a Gusti di Frontiera, una stupenda manifestazione enogastronomica a Gorizia, e mio padre non ha resistito e ha comprato un'enorme forma di pan brioche alla bancarella di pasticceria francese. Ce lo siamo gustati stamattina con il caffè. Proverò - proverò, a replicarlo! Grazie :)

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    1. Oh, meraviglia! Se lo provi fammi sapere, spero vi piaccia! :)

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  3. Questo voglio farlo.
    Una sola cosa: mi stai, quindi, dicendo che impastarlo a mano è fattibile? Io l'impastatrice non ce l'ho (e apriamo qui una parentesi di lacrime e dolore). Anzi due: le dosi che hai utilizzato tu sono quindi uno stampo, giusto? E le quattro palline le metto tutte nello stesso stampo, giusto? Distanziate?

    Per il burro io adoro il Beppino Occelli per cui andrò con quello.

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    1. Sinceramente, è fattibile, ma molto faticoso. Ci vogliono almeno quaranta minuti, ma se non demordi ce la fai [se ci sono riuscita io :D]. Per la tecnica, prova a consultare questo [http://profumodilievito.blogspot.it/2014/02/brioche.html#more] e altri post in quel blog. L'importante è creare la maglia glutinica senza stressare l'impasto, altrimenti risulterà gommoso.
      Ottimo il Beppino, avrei preso anche io quello se non ne avessi trovato una della Latteria di Crodo. Dicono molto bene anche dei burri bavaresi che si trovano in certi discount, ma non li ho ancora provati sinceramente.
      Un altro dei miei preferiti è il Lurpak salato, ma non sapevo che effetto avrebbe avuto sull'impasto.

      Sono contentissima che vuoi provarlo, fammi sapere! :)

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    2. Ah, le quattro palline sì, sono tutte per lo stesso stampo. Vedi come ti ci stanno, anche se non si toccano proprio va bene uguale [tieni presente che questo pan brioche lievita soprattutto in cottura, oltre al raddoppio del volume].

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    3. Tutto chiarissimo, grazie mille per la risposta!

      Il Lurpak è golosissimo però, sì, anche io un burro salato un una ricetta del genere non so se ce l'avrei visto

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  4. Ci sarà anche questo profumino eccezionale, ma qui quello del caffè non manca mai. Mai. Ed è sempre come sentirsi un po' a casa. <3

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  5. Incredibile e stupefacente, la brioche. Il lievitato, l'amore della mia vita.
    Ti apro un mondo se ti dico che fin da piccola sono cresciuta mangiando i "colaci", ovvero delle super mega brioche grandi quanto una teglia da torta rotonda. Sono fatte in modo simile a questa brioche che hai fatto tu. Vengono regalati anche ai preti che passano di casa in casa a benedire la tua dimora e a scroccarti qualche soldo con mille scuse semi religiose. E' il dolce di Pasqua. E' qualcosa di lussuoso e molto buono.
    I milli intrecci che si possono fare con la pasta brioche mi sono noti, ma io non mi ci sono mai cimentata.

    Marina

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  6. Ciao! Bella ricetta, bel blog, belle foto etc. etc :)
    Mi sento decisamente madre di decine di torte e brioche, pizze e focacce, più o meno riusciti.
    Mi chiedevo invece che pensassi del lievito madre, e se è adattabile la ricetta secondo te. Mia madre (non di lievito, ma di carne e ossa) lo sta portando avanti da un po', ma a mio parere tutto è migliorabile. Rimane spesso quel gusto acidulo caratteristico, e comunque tutto dopo 24 ore ha una consistenza così poco briochiosa.
    So che non ne parli, però magari ne sai più di me.
    Grazie e buona serata :)

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