venerdì 16 agosto 2013

Olive nere, feta e limone | I luoghi

A volte, mi mancano i luoghi.
In questo agosto lacustre, penso spesso alla Grecia. Mi mancano i suoi colori -quel blu accecante, quell'inviolabile bianco-, i suoi odori -il sale, il legno delle barche al porto, l'umidità nelle strade pietrose e strette all'alba-, il suo vento senza tregua, il mare inevitabile come solo sulle piccole isole sa essere, che si gonfia e invade le terrazze dei ristoranti, che abbraccia le spiagge, calmo, di notte, che ti inghiotte lo sguardo.

Che la cucina sia evocazione -di memorie, di emozioni, di sensazioni- è risaputo. Oggi volevo tornare un po' là, a vagare fra i mille gatti che popolano quei frammenti di terra in mezzo al mare, là, su quel balconcino dove cenavamo, mordendo pomodori e spezzettando feta, mentre il tramonto, indescrivibile, moriva oltre l'orizzonte. 

Della Grecia mi ricordo l'intensità netta dei sapori e dei colori, ed è quella che ho cercato di ricreare oggi a pranzo. 
Il salato si vede raramente, fra queste pagine. Forse perché mi sembra assurdo, quando ormai tutti sono già a tavola, armati di forchette, afferrare la reflex e insorgere con un: "Fermi tutti! Devo fotografare i vostri spaghetti per il blog." Forse perché il salato, quella faccenda di forchette e coltelli, di pepi macinati e di padelle sul fuoco, ha più a che fare con la quotidianità e, spesso, la quotidianità viene trascurata, sottovalutata. Forse perché con il dolce è più semplice ottenere l'approvazione degli altri.
Qualunque sia il motivo, oggi non solo vi posto un piatto di pasta, ma scrivo anche il post il giorno stesso della preparazione -senza far passare quei 2 o 3 mesi canonici.
Il fatto è che questa pasta era troppo buona per non afferrare la Canon e scattare -noterete, infatti, lo styling accurato e premeditato. Pasta integrale al dente, olive nere ridotte a tapenade velocemente, con la lama del coltello, feta sbriciolata, zeste di limone grattata all'ultimo. In particolare, il limone con le olive se la passa benissimo, togliendo loro un po' di quel sapore burbero e complicato che le contraddistingue, inoltre, crea un intrigante gioco di acido-aspro con la feta: insomma, non solo rinfresca, ma rende anche il piatto di gran lunga più interessante.
Questa pasta è anche una goduria da preparare: dal tritare le olive al coltello, con quel suono ipnotico che producono lama e tagliere insieme, allo sbriciolare la feta con le dita, al grattare il limone e sentire il suo profumo sprigionarsi. 


FUSILLI INTEGRALI CON TAPENADE DI OLIVE NERE, FETA E LIMONE

Ingredienti [per 1]
x g di pasta, il formato che preferite
5-10 olive nere
30-50 g di feta
un limone non trattato
olio evo

*quantità di pasta a vostra discrezione, non sono io a dovervi dire quando il piatto è abbastanza pieno; di conseguenza, regolate le quantità degli altri ingredienti

Procedimento
Cuocete la pasta mantenendola al dente. Intanto, tritate le olive con un coltello.
Quando la pasta è pronta, conditela con la tapenade, la feta sbriciolata e un po' di zeste grattuggiata al momento. Giro d'olio a piacimento.

16 commenti:

  1. agnese, sei tu?una pasta?ma davvero?
    comunque da provare ASSOLUTAMENTE! sembra, ma sono convinta che sia, buonissima!un saluto

    RispondiElimina
  2. spettacolare.
    era da un po' che premeditavo un'immersione tra le pagine di questo blog per cercare ricette salate.
    in linea di massima preferisco quel sapore. ma è più il fatto che siano in minoranza a incuriosirmi.
    i dolci sono estetica e chimica perfetta. l'elogio del controllo.
    i piatti salati sono così. a occhio. a gusto.

    RispondiElimina
  3. Come sempre, hai centrato la questione.
    E pensa che piace molto più anche a me, il salato, soprattutto da cucinare, è così istintivo. Chissà, potrei prenderci gusto.

    Spettacolare, addirittura. Arrossisco io e pure la pasta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. più piace più è difficile che la foto soddisfi poi.
      macomunque ti quoro, a te e alla pasta arrossita.

      Elimina
  4. A me piace moolto di più il salato. Ma sì, noto che le ricette di "dolci" ultimamente prevalgono anche da me, perchè pretendono quell'organizzazione che chi va poco d'istinto predilige, da mostrare agli altri perlomeno.
    Della Grecia vera ho vissuto ben poco, in gita con la scuola,i soliti menù fissi e le solite due cose. Questa pasta, a istinto, mi piace. Nonostante tutto, quando una cosa è buona è buona, e va detto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ok, perchè sono diventata Anonima tutto d'un tratto? O.o

      Elimina
    2. In effetti mi chiedevo di chi fosse, un commento così attento, ma senza ferma o.o Hai ragione, nei dolci c'è più organizzazione... ma a me, tutta questa organizzazione schematica, sta un po' stancando. Sai cosa intendo ;)

      Elimina
  5. Semplicemente: una meraviglia! Il post, le foto e la pasta! ;-)

    RispondiElimina
  6. la Grecia mi evoca gli stessi ricordi e sensazioni, umidità salmastra nei vicoli e bianco accecante misto al rosa delle bouganville
    .Eh si... forse dovremo prendere un aereo... pronta??
    ;-) Lidia

    RispondiElimina
  7. io col salato non vado a nozze nell'esecuzione, ma se qualcuno di bravo lo prepara per me sono bravissima ad assaggiare ;)
    questa pasta mi ha fatto ricordare la meraviglia e i sapori dei pranzi sulle spiagge greche, a colpi di feta, cipolle, fiori di cappero e pomodori, che buoni così non li ho mai più mangiati. ma soprattutto, e qui hai ragione, l'atmosfera che collego a quei momenti... spesso seduta al tavolo a piedi nudi, con i capelli svolazzanti e ancora pieni di sale e la testa un po' ovattata dal sole preso. ripeto, la meraviglia.

    RispondiElimina
  8. Ciao Agnese sapessi come è nelle mie corde questo post!!!attraverso l'inverno aspettando la Grecia in estate e anche dopo esserci stata da poco, sento una profonda nostalgia ogli volta che rientro :-) a presto!laura

    RispondiElimina
  9. Ciao, un trio mediterraneo e che a noi piace davvero moltissimo! L'idea di condirci una pasta ci piace parecchio...la proviamo!!
    baci baci

    RispondiElimina
  10. Io con i fusilli mi ci vorrei abbracciare.
    apity

    RispondiElimina