mercoledì 3 novembre 2010

Uomini più ragionevoli, almeno per mezz'ora


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Lavoro in una caffetteria da qualche tempo e ogni giorno mi stupisco di quante persone il caffè attiri attorno a sé, di quanti attimi di vita si concentrino in una tazzina.
Ho scelto questo lavoro perchè mi affascina osservare le persone e i loro riti, e poche cose sono rituali come il gustarsi una tazzina di caffè.
La maggiore soddisfazione sta nel servire gli abituali: il ragazzo che esce dal lavoro alle sei e viene a prendersi il caffè con la brioche alla crema (messa da parte, perchè alle sei ben poche brioche riescono ad arrivare...), le commesse del negozio di fianco che verso le quattro fanno merenda con toast e tè verde, la signora che arriva alle due e si stacca dal tavolino alle sette e parla, parla, parla raccontandoti tutta la sua vita mentre annega i ricordi in tazzine che sono più schiuma di latte che caffè, la portoghese che dopo pranzo si gusta il suo cappuccino con caffè al ginseng, il signore che verso le cinque prende un caffè e lascia sempre, esattamente, quindici centesimi di mancia, oppure un altro che, verso metà pomeriggio, si siede e s'immerge nella lettura del quotidiano, sorseggiando un caffè americano e sbocconcellando, ogni tanto, una brioche al cioccolato.
Certo penso dipenda da con che spirito si fa un lavoro del genere, perchè in effetti può risultare stancante, a volte noioso... a me piace forse perchè nei bar ho passato molti pomeriggi, vuoi a parlare con qualcuno, vuoi a scrivere o a studiare, e ho sempre apprezzato un buon caffè “fattocomesideve”, quindi è un po' una sfida, riuscire a fare il caffè esattamente come lo preferisce quella persona.
Perchè se, come diceva un certo Pietro Verri, questa bevanda è in grado di rendere le persone più ragionevoli (almeno per mezz'ora), beh, direi che ce n'è bisogno, di buon caffè e di chi ne beva.

Stare immersa per diverse ore al giorno nell'aroma del caffè, vi assicuro, sviluppa dipendenza. Ecco quindi che sto mettendo caffè dovunque ultimamente, e fra le ricette “coffee version” preparate ultimamente quella che più mi ha colpita e conquistata è stata la crème caramel al caffè.



Modifica veramente banale, è bastato aggiungere due tazzine di caffè ritretto e due cucchiai di caffè solubile agli ingredienti della crème classica per ottenere un dolce al cucchiaio dal sapore intenso e coinvolgente, dando un tocco “più adulto” e, a mio parere, interessante a uno dei classici della pasticceria.
Coffee version che vi consiglio vivamente. Per la ricetta vi rimando al post sulla crème caramel, ricordandovi le aggiunte:

2 tazzine di caffè ristretto
2 cucchiai colmi di caffè solubile

(a mio parere non è necessario aggiungere altro zucchero, la crème caramel è già molto dolce di per sé)



Con questa dose di caffeina al cucchiaio auguro a tutti un buon weekend!
Grazie per i vostri commenti, mi fanno sempre molto felice.